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Olivo bianchera

Aggiornato il 30 settembre 20164 capitoli4 domande frequenti
Olivo bianchera

Caratteristiche dell'olivo bianchera

L'olivo Bianchera è una cultivar originaria della zona di Trieste, ma che s'estende un po' un tutto il Nord-Est. Più precisamente la Bianchera proviene, dal comune di San Dorlingo della Valle, che si trova proprio in provincia di Trieste. Questo tipo di pianta è nota per la sua alta resistenza in quanto interessata dai forti venti di bora che spirano da Istria, e abituata alle condizioni climatiche, spesso rigide, del territorio nel quale viene coltivata. Nonostante i venti soffino a velocità altissime, l'olivo di bianchera sviluppa una chioma densa e rigogliosa, con rami dritti e fioriture medie che non risentono affatto delle condizioni climatiche. Le coltivazioni che ne derivano sono dunque nella media anche se proprio a causa delle condizioni climatiche, si riscontrano a seconda dei raccolti problemi con l'invaiatura. L'oliva infatti non arriva a maturazione o sviluppa dimensioni ridotte rispetto al normale. La maturazione del frutto avviene comunque nel mese di dicembre.

Olio prodotto dall'olivo bianchera

L'olio che si ottiene da questa particolare vite, si caratterizza per essere un prodotto ricco d'importanti sostanze nutritive, ma piuttosto povero in termini d'acidità. L'olio ottenuto dall'olivo bianchera infatti racchiude quantità di polifenoli maggiori rispetto all'olio d'oliva classica che, oltre alle note proprietà benefiche, è in grado di garantire anche maggior sapore ed aroma. Tra le principali proprietà dell'olio bianchera, quelle che risaltano di più sono i profumi fruttati e il gusto vagamente amarognolo, senza dimenticare anche un retrogusto piccante che rappresenta una vera particolarità nel suo genere. I gusti predominanti che si possono riscontrare in questo strano olio sono quelli del carciofo e delle erbe. Si tratta di aromi che spiccano sugli altri, in quanto provengono dai cultivar impollinatori, ovvero il Frantoio e il Pendolino. Le caratteristiche dell'olio cambiano infatti a seconda degli innesti che vengono integrati alla vite di bianchera per aumentarne la resistenza alle malattie.

Storia dell'olivo bianchera

La coltura dell'olivo nella provincia di Trieste non è una attività nuova, ma risale addirittura all'epoca preromana. Si presume fossero stati gli antichi Fenici a portare l’olivo nel golfo di Trieste come pianta ornamentale. Durante l’epoca romana l’ulivo si sviluppa anche in Istria e Dalmazia. Conosce in questi anni momenti di grande sviluppo ai quali seguono periodi d'abbandono durante le migrazioni dei popoli dall’Est all’Ovest. Successivamente torna a riprendere vigore durante l’era veneziana. La gelata del 1929 produce sull’olivicoltura locale, una grave battuta d'arresto, tanto da comprometterne la successiva coltivazione. Pochi ulivicoltori continuano con tenacia la coltivazione a costo di sacrifici pesanti soprattutto durante il raccolto quando le olive andavano trasportate a Bassano del Grappa, dove sorgeva il più vicino frantoio. La ripresa iniziò nel 1978 con la riapertura a Bagnoli della Rosandra del primo frantoio del Friuli Venezia Giulia e grazie anche agli incentivi regionali per il recupero delle colture autoctone. Nell'85 ci fu di nuovo una gelata record, che però venne tempestivamente arginata.

Coltivazione dell'olivo bianchera

L'olivo bianchera ha una maturazione decisamente tardiva, nel mese di dicembre per la precisione, e questo fa sì che le olive abbiano una colorazione verde intenso e un'invaiatura ridotta rispetto all'olivo classico. Le olive infatti presentano dimensioni ridotte in quanto non completano la fruttificazione a causa delle temperature rigide nel periodo di maturazione. La varietà d'altro canto si sviluppa forte contro le avversità climatiche, e resiste in terreni di natura calcarea non particolarmente favorevoli nelle coltivazioni usuali. In quanto pianta rigogliosa, che può arrivare anche ad altezze da capogiro, sopporta anche potature drastiche ed intense che non ne rovinano in alcun modo la produzione. Le malattie generalmente più pericolose per l'olivo bianchera, sono: la rogna, la tignola e la mosca olearia, prevalentemente di origine parassitaria.

Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche distintive dell'olio ottenuto dalla cultivar Bianchera?
    L'olio di olivo Bianchera si distingue per un profilo sensoriale unico, caratterizzato da note aromatiche prevalenti di carciofo ed erbe officinali. Al palato presenta un gusto vagamente amarognolo e un retrogusto piccante marcato, elementi che lo rendono particolarmente apprezzato. Inoltre, questo olio è noto per contenere una concentrazione elevata di polifenoli rispetto alle cultivar classiche, garantendo non solo benefici salutistici ma anche una maggiore stabilità ossidativa. La bassa acidità naturale contribuisce alla qualità eccelsa del prodotto finale, rendendolo adatto sia al consumo alimentare diretto che a utilizzi specifici in ambito cosmetico e farmacologico.
  • Dove è originaria la cultivar Olivo Bianchera e qual è il suo areale di diffusione attuale?
    La cultivar Olivo Bianchera è originaria specificamente del comune di San Dorligo della Valle, situato in provincia di Trieste. Da questo nucleo storico, la coltivazione si è estesa progressivamente a tutta la regione del Nord-Est italiano. È considerata una varietà autoctona fondamentale per i viticoltori e olivicoltori friulani, poiché storicamente adattata alle condizioni ambientali locali. La sua presenza è radicata nella tradizione agricola della zona, risalendo probabilmente a influenze fenicie e romane, confermandosi come un patrimonio genetico prezioso per l'identità territoriale del Friuli Venezia Giulia.
  • Come si comporta l'Olivo Bianchera rispetto alle avversità climatiche, in particolare al vento e al freddo?
    L'Olivo Bianchera mostra una notevole resistenza strutturale e fisiologica. Sviluppa una chioma densa e rigogliosa con rami dritti, capace di resistere efficacemente ai forti venti della Bora che soffiano dall'Istria. Questa robustezza permette alla pianta di mantenere fioriture medie senza subire danni significativi dagli agenti atmosferici. Tuttavia, le temperature rigide durante il periodo di maturazione (dicembre) possono causare problemi di invaiatura e ridurre le dimensioni del frutto. Nonostante ciò, la pianta sopravvive bene anche dopo eventi climatici estremi, dimostrando una resilienza superiore rispetto ad altre varietà meno adattate al microclima locale.
  • Quando avviene la raccolta delle olive Bianchera e perché la maturazione è considerata tardiva?
    La maturazione delle olive Bianchera avviene nel mese di dicembre, classificandola come una varietà a maturazione decisamente tardiva. A differenza delle olive classiche che virano verso il nero o il viola scuro, queste mantengono una colorazione verde intenso fino alla raccolta completa. La maturazione ritardata è dovuta alle basse temperature tipiche del periodo invernale nel Nord-Est, che rallentano i processi fisiologici della pianta. Di conseguenza, le olive spesso non raggiungono dimensioni grandi e presentano un'invaiatura ridotta, ma accumulano concentrazioni elevate di composti bioattivi utili per la produzione di olio di alta qualità.

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