Caratteristiche botaniche
L'olivo Biancolilla è una cultivar siciliana, terra che vede la crescita di questa pianta già da moltissimo tempo, anche se la sua produzione d'olio non è particolarmente diffusa in tutta la penisola. In effetti l'olio biancolilla si lavora, e quindi si consuma, principalmente nella parte occidentale dell'isola di Sicilia, la quale fornisce la condizione climatica ideale al suo sviluppo. La denominazione dipende dal fatto che il frutto cambia colore durante il ciclo di maturazione. Nella prima fase di fruttificazione infatti la bacca si presenta di un colore verde molto chiaro, quasi bianco, che diventa poi rosso intenso quando arriva a maturazione. Questa è un'ottima varietà resistente a malattie e parassiti tanto da essere utilizzata come impollinatore di altre varietà. Anche se autofertile, non è raro incontrare nella sua coltivazione l'utilizzo d'impollinatori come il Nocellara Messinese o il Tonda Iblea che cambiano anche il sapore aromatico dell'olio prodotto.
Oliva biancolilla
Oltre che una specifica cultivar di origine regionale, questa pianta si caratterizza anche per la particolarità del suo frutto. L'oliva di questo tipo infatti presenta una polpa poco ricca, quasi inconsistente, tanto da fornire una resa molto bassa in termini di prodotto finito. In compenso il facile distacco del nocciolo dalla polpa, accorcia i tempi d'imbottigliamento. Anche se la pianta è abituata al sole caldo dell'isola, ha un'elevata tolleranza per le temperature rigide invernali, ma poca resistenza verso la rogna e la mosca, sui principali nemici. Questi parassiti infatti attaccano sia le foglie che il frutto, causando scarsi raccolti se non vengono debellati in tempo. In quanto impollinatore, da questa pianta si possono originare un numero notevole di sottotipi, che variano a seconda della specie con cui viene incrociata, producendo olive di colore diverso e olio dal sapore più o meno aromatico. La fioritura avviene intorno a maggio, mentre una volta terminata la maturazione il frutto assume il classico colore rossastro.
Olio biancolilla
L'olio che viene prodotto da questa varietà è fortemente influenzato dalla resa del raccolto. Quest'ultimo infatti, nel momento della massima produzione, ha garantito il 18% di resa in olio, molto al di sotto delle varietà d'ulivo più diffuse. Bisogna però evidenziare le qualità organolettiche di questo prodotto regionale, che presenta una colorazione molto chiara, inizialmente verde che sfocia nel giallo oro con le successive fasi di lavorazione. E' un'olio strutturato, dal tradizionale gusto di mandorla e pomodoro, ma anche con influenze derivanti dal carciofo. Naturalmente la variazione di gusto e aroma deriva dal tipo d'impollinatore che s'utilizza durante la coltivazione, il quale trasferisce le sue caratteristiche genetiche all'ulivo. In fondo la mandorla, il pomodoro e il carciofo, non sono altro che sapori tipici siciliani che non possono non influenzare la produzione di quest'olio. Per finire si può notare come quest'olio fortemente aromatico, conservi un leggero retrogusto piccante che ne conferisce un gusto molto particolare.
Coltivazione Olivo biancolilla
Questa è una varietà che si caratterizza per avere una chioma ricca e vigorosa, e una ramificazione molto sottile, che però risulta estremamente lunga e pendente. La pianta preferisce per il suo sviluppo una zona collinare, ventilata, tipica delle province di Catania e Ragusa, anche se subisce spesso carenze idriche. La cultivar non sarebbe sopravvissuta in queste terre, se non avesse sviluppato una notevole resistenza alla siccità. La Regione Sicilia infatti si trova spesso a far fronte a problemi di natura idrica di un certo rilievo, ma questa varietà sembra sopportare bene anche lunghi periodi di assenza d'irrigazione o acque piovane. Una caratteristica fondamentale è la capacità di sviluppare radici ampie e profonde. Questa rizogenesi elevata permette alla pianta di procurarsi acqua anche in profondità e garantire la sopravvivenza della specie nonché una produzione nella media. L'allegagione inoltre sviluppa drupe da non più di 3 o 4 grappoli per ramo.
Domande frequenti
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Quali sono le caratteristiche distintive dell'oliva Biancolilla?L'oliva Biancolilla si distingue per il cambio di colore durante la maturazione, passando da un verde chiarissimo quasi bianco a un rosso intenso. Presenta una polpa poco consistente e una resa in olio piuttosto bassa (circa il 18%), inferiore rispetto ad altre cultivar comuni. Tuttavia, offre un grande vantaggio pratico: il nocciolo si stacca facilmente dalla polpa, accelerando notevolmente le operazioni di imbottigliamento e lavorazione industriale.
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Com'è l'olio extravergine ottenuto da questa varietà?L'olio Biancolilla è noto per le sue eccellenti qualità organolettiche. Ha un colore che va dal verde brillante al giallo oro e un profilo aromatico complesso, tipico della cucina siciliana, con note predominanti di mandorla fresca, pomodoro maturo e carciofo. Spesso presenta un lieve retrogusto piccante. Il sapore finale può variare leggermente in base all'impollinatore utilizzato (come Nocellara Messinese o Tonda Iblea), che influenza il profilo genetico dell'olio.
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La pianta di Olivo Biancolilla resiste al freddo?Sì, nonostante sia originaria delle calde zone occidentali della Sicilia, la cultivar Biancolilla mostra una discreta tolleranza alle basse temperature invernali. È considerata resistente alle malattie vegetali comuni e ai parassiti generali, il che la rende adatta anche come pianta impollinatrice per altre varietà. Tuttavia, rimane vulnerabile alla rogna e alla mosca dell'olivo, contro le quali è necessario intervenire tempestivamente per evitare perdite di raccolto.
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Come si comporta l'Olivo Biancolilla in caso di siccità?Questa varietà eccelle nella resistenza alla siccità, una caratteristica evolutasi nelle zone collinari ventose di Catania e Ragusa dove le risorse idriche sono spesso scarse. Sviluppa un apparato radicale profondo ed esteso, capace di assorbire acqua dalle falde più profonde. Questo le permette di sopravvivere e produrre regolarmente anche durante lunghi periodi senza irrigazione o piogge, mantenendo una produzione nella media nonostante lo stress idrico.









