Giardino · Ortensie

Nome delle ortensie

Aggiornato il 15 marzo 20164 capitoli5 domande frequenti
ortensie

La questione del nome

La confusione circa il nome delle specie o varietà di Hydrangea comincia molto lontano nel tempo. Certamente le ortensie cresciute allo stato naturale o coltivate nei giardini giapponesi, alcune delle quali a loro volta provenienti dalla Cina, avevano già nomi propri molto prima che i botanici occidentali si interessassero ad esse. Probabilmente però le barriere rappresentate dalla diversità di linguaggio, contestuali all'urgenza dei naturalisti "cacciatori di piante" di identificare e classificare le varietà importate, impedirono il trasferimento dei nomi o la loro comprensione. Così nuovi nomi furono assegnati e le descrizioni botaniche presto eseguite, ma quasi mai all'unisono. Si creò dunque nel tempo una situazione piuttosto incerta che, seppur in misura fortemente ridotta, persiste ancora oggi per la mancanza di una classificazione ufficiale ed universalmente accettata. A questo si deve aggiungere l'attuale tendenza di alcuni produttori a ribattezzare, a loro discrezione, cultivar che hanno in realtà propri nomi, alimentando così la confusione esistente. Ecco perché non è possibile una rigorosa classificazione botanica: è possibile effettuare una serie di raggruppamenti o tenendo conto delle principali specie, o in base a caratteristiche omogenee (è il caso ad esempio di H. petiolaris, H. anomala cordata, e H. seemanii che possono essere riunite nel gruppo "rampicante" pur non essendo, questo ultimo, una vera specie botanica) al fine di rendere più agevole l'individuazione e l'identificazione delle singole varietà o cultivar a disposizione.

Hydrangea

Il nome comune dato a queste piante, prende origne da una denominazione coniata, a metà del settecento, da Philibert Commerson, un naturalista francese che portò in Europa dalla Cina questo particolare fiore. Naturalmente il genere è formato da diverse specie sia arbustive che rampicanti, che presentano alcune caratteristiche comuni ed altre specifiche della varietà a cui appartengono. Tutte sono caratterizzate dalle particolari infiorescenze che rendono queste piante particolarmente riconoscibili.

Hydrangea macrophylla

Parlando di nome ortensie, una delle principali varietà, nonché una delle più conosciute, è certamente l'hydrangea macrophylla, che ben si presta anche alla coltivazione come pianta da appartamento. Ne esistono numerose varietà, caratterizzate da fiori con crescita primaverile o estiva con colorazioni differenti. E' a carattere semiarbustivo e presenta foglie grandi, dentellate a carattere caduco. I fiori di queste ortensie possono assumere colori differenti anche in relazione alle sostanze che si trovano nel terreno in cui vengono messe a dimora. Alcune tipologie di ortensia mantengono il loro colore a dispetto dell'ambiente, come le ortensie bianche, mentre il colore rosa è dato da terreni con poco alluminio, alcalini e calcarei, mentre il colore blu deriva da terreni acidi e ricchi di alluminio.

Hydrangea paniculata

Un altro nome di una varietà piuttosto conosciuta è hidrangea paniculata, una specie arbustiva, che presenta buona rusticità e una fioritura estiva di colore rosa o bianco. I suoi fiori sono particolari che si sviluppano a forma di pannocchia mentre il fogliame ha foglie con bordi acuminati. E' una varietà che può raggiungere anche i 6 metri di altezza e che non presenta particolari difficoltà per la coltivazione, grazie alla sua ottima resistenza. Altre varietà di ortensia che possono essere coltivate con successo sono quello con nome hydrangea arborescens e la quercifolia, che è una specie che non supera, di solito, il metro di altezza.

Domande frequenti

  • Perché le ortensie cambiano colore?
    Il cambiamento cromatico riguarda principalmente l'*Hydrangea macrophylla*. Il colore dipende dall'acidità del suolo e dalla disponibilità di alluminio. In terreni acidi (pH basso), l'alluminio diventa assorbibile, rendendo i fiori blu. In terreni alcalini o calcarei (pH alto), l'alluminio è bloccato, quindi i fiori tendono al rosa o al rosso. Le varietà bianche, invece, mantengono il loro colore indipendentemente dal pH del terreno.
  • Quali sono le differenze principali tra le specie di ortensie?
    Le specie più comuni variano per portamento e resistenza. L'*Hydrangea macrophylla* è semiarbustiva, ama il clima mite e fiorisce sui rami dell'anno precedente. L'*Hydrangea paniculata* è un arbusto robusto e rustico che raggiunge anche i 6 metri, fiorendo su legno nuovo. L'*Hydrangea arborescens* è compatta e resistente al freddo. Infine, specie come l'*H. petiolaris* sono rampicanti, ideali per coprire muri o supporti verticali.
  • Come si potano correttamente le ortensie?
    La potatura varia in base alla specie. Per l'*Hydrangea paniculata* e l'*arborescens*, si eliminano i fiori secchi a fine inverno, tagliando i rami fino a pochi gemme, poiché fioriscono su legno nuovo. Per l'*Hydrangea macrophylla*, la potatura va fatta subito dopo la fioritura estiva, rimuovendo solo i fiori appassiti e i rami deboli, per non asportare le gemme fiorifere formatesi nell'autunno precedente.
  • Quale esposizione e irrigazione richiedono le ortensie?
    Le ortensie preferiscono posizioni semiombreggiate, protette dal sole cocente del pomeriggio che brucia le foglie e i fiori. Tollerano l'ombra ma fioriscono meno. Richiedono un'irrigazione costante e abbondante, poiché soffrono rapidamente la siccità. Il terreno deve rimanere fresco ma mai ristagnante, per evitare marciumi radicali. È fondamentale annaffiare regolarmente, specialmente durante i periodi caldi.
  • È possibile coltivare l'ortensia in vaso?
    Sì, molte specie, soprattutto l'*Hydrangea macrophylla*, si adattano bene alla coltivazione in vaso, diventando anche ottimali piante da appartamento o terrazzo. È essenziale usare vasi capienti, un terriccio ricco di torba e sostanza organica, e garantire annaffiature frequenti poiché il substrato in vaso si asciuga più velocemente. Proteggere le radici dal gelo invernale avvolgendo il vaso con materiale isolante.

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