Come fare un giardino
Avete bisogno di alcuni suggerimenti su come fare un giardino? Ecco la guida che fa per voi. La creazione di uno spazio verde richiede, in primo luogo, di decidere quali specie vegetali andranno a comporlo: fiori in vaso, alberi da frutto, aiuole, cespugli, siepi, piante grasse o arbusti, la gamma di scelte a disposizione è praticamente infinita. Saranno solo i gusti personali a far optare per una soluzione o per l’altra, tenendo conto, comunque, anche della praticità e della comodità. Per esempio, nel caso in cui si punti su un giardino composto da molte piante grasse, si ha a che fare con specie non molto esigenti, e quindi con un ambiente che, oltre a rivelarsi sempre molto ordinato, non necessita di cure particolari o di una manutenzione specifica. Le succulente, infatti, sono piante decisamente longeve, contraddistinte da una crescita lenta che dura decenni e decenni: non hanno bisogno di essere potate (a meno che non ricorra il caso di dover eliminare parti malate o spezzate) e anche dal punto di vista dell’irrigazione si rivelano poco esigenti (in inverno, addirittura, le innaffiature devono essere sospese). Altra caratteristica essenziale delle piante grasse è che non disperdono foglie, quindi contribuiscono a mantenere pulito il giardino; esse, d’altra parte, manifestano esigenze minime sia per quel che riguarda la quantità di terriccio, sia per quanto concerne le concimazioni. Richiedono, in sostanza, un impegno minimo, anche perché risultano piuttosto resistenti ai parassiti animali e si ammalano con difficoltà, e offrono quindi l’opportunità di vivere il giardino senza problemi, tranquillamente e in maniera non frenetica. Nella realizzazione di un ambiente verde, per altro, esse riescono anche a offrire forme, colori e dimensioni variegate. A differenza di quel che si potrebbe credere, le piante grasse sono diverse tra loro, offrendo tonalità cromatiche eterogenee. Esistono specie giganti, ideali per giardini esotici enormi, e specie grandi come un pisello.
Piante rampicanti
Non solo piante succulente, comunque: in un giardino, soprattutto se di piccole dimensioni, non stoneranno di certo anche due o tre piante rampicanti: le più diffuse sono l'edera e il glicine, ma anche in questo caso c'è solo l'imbarazzo della scelta tra le specie utilizzabili. Le rampicanti potranno crescere su un sostegno posizionato specificamente per loro, oppure avvolgersi attorno al tronco di un albero, o ancora andare a tappezzare una parete: il vantaggio più immediato rappresentato dal loro impiego è che esse permettono di colorare un giardino, tra fiori di mille tonalità e foglie lucide, senza comunque occupare spazio, in virtù del loro sviluppo verso l'alto. E' proprio questa caratteristica a renderle particolarmente indicate per i giardini piccoli, in cui ogni centimetro quadrato deve essere valutato con la massima attenzione.
Considerare l'esposizione del terreno al sole
Nella creazione dell'ambiente, per altro, è opportuno valutare anche l'esposizione al sole del terreno, poiché sarà necessario utilizzare specie con esigenze simili: in altre parole, una pianta che predilige il fresco e l'ombra difficilmente sarà in grado di crescere rigogliosa in un giardino completamente esposto al sud, con il sole a picco per quasi tutta la giornata. L'esposizione a nord, da questo punto di vista, è quella più indicata, perché fa sì che i passaggi dal freddo al caldo e dal caldo al freddo avvengano in maniera lenta e graduale: ed è noto come la maggior parte delle piante soffra in maniera evidente i bruschi cambi di temperatura e le escursioni termiche improvvise.
Il prato: semina e irrigazione
Una scelta molto importante, anche se spesso sottovalutata (nel senso che sovente si pensa più alle specie da coltivare che non al tappeto verde), riguarda il prato: nel caso in cui il giardino debba essere creato da zero, occorre seminarlo non prima di aver provveduto a eliminare erbacce infestanti e malerbe, sia manualmente, rimuovendo con un coltellino le specie più grosse e resistenti, sia ricorrendo a un diserbante specifico, che deve essere lasciato agire per almeno venti giorni, avendo cura, però, di non impiegarlo di coltivazioni destinate all'alimentazione (visto che nella maggior parte dei casi si tratta di prodotti chimici e tossici). La semina, si diceva, può essere effettuata con specie differenti, per esempio loietto e festuca, caratterizzate da tempi di germogliazione diverse, così che il prato possa crescere a prescindere dalla stagione. Un'attenzione specifica deve essere riservata all'irrigazione, che nei primi tempi deve essere effettuata due volte al giorno (in particolare, fino a quando i fili d'erba che emergeranno dal terreno non avranno raggiunto un'altezza di almeno tre centimetri: da quel momento in poi, invece, la somministrazione di acqua potrà essere diradata e cadenzata ogni due giorni).
Sentieri, giochi per i bambini e recinzioni
Vale la pena di sottolineare, in conclusione, che la messa a punto di un giardino non può prescindere dal ricorso a elementi, per così dire, artificiali: per esempio la realizzazione di un vialetto o un sentiero di ingresso, in ghiaia o ciottolato; oppure la creazione di una piccola zona per i giochi dei bambini; o ancora la posa di un recinto, o di un'altro tipo di delimitazione, per proteggere le coltivazioni più delicate nel caso in cui nel giardino scorrazzino degli animali che potrebbero rovinarle involontariamente.
Domande frequenti
-
Come preparare il terreno per la semina del prato?Prima di seminare, è fondamentale eliminare le erbe infestanti. Puoi farlo manualmente rimuovendo le radici con un coltellino o utilizzando un diserbante specifico. Se opti per il prodotto chimico, lascialo agire per almeno venti giorni. È cruciale non usare diserbanti tossici se nel giardino sono presenti coltivazioni destinate all'alimentazione umana. Solo dopo aver garantito un terreno libero da competizioni indesiderate potrai procedere con la semina.
-
Quanto spesso irrigare il prato durante la fase iniziale?Nei primi tempi, dopo la semina, l'irrigazione deve essere abbondante e frequente, effettuata due volte al giorno. Questa frequenza va mantenuta finché i fili d'erba non raggiungono un'altezza di almeno tre centimetri. Una volta superata questa soglia, puoi ridurre l'apporto idrico, diradando le annaffiature a cadenza biennale (ogni due giorni), adattandoti alle condizioni climatiche locali.
-
Quali vantaggi offrono le piante grasse in un giardino?Le piante grasse o succulente richiedono un impegno minimo: sono longeve, crescono lentamente e necessitano di poche cure. Non richiedono potature regolari (solo per rimuovere parti danneggiate) e hanno esigenze idriche basse, con irrigazioni sospese in inverno. Inoltre, non disperdono foglie, mantenendo il giardino pulito, e sono generalmente resistenti a parassiti e malattie, offrendo al contempo forme e colori variati.
-
Perché l'esposizione al sole è determinante nella scelta delle piante?L'esposizione determina il microclima del giardino. Una pianta che ama il fresco e l'ombra soffrirà se piantata in pieno sole (esposizione sud), dove le temperature sono elevate. L'esposizione nord è spesso preferibile perché permette transizioni termiche lente e graduali, evitando gli shock causati dai bruschi cambiamenti di temperatura. Scegliere specie adatte alla tua esposizione garantisce una crescita rigogliosa e sana.
-
Come sfruttare le piante rampicanti in spazi piccoli?Le piante rampicanti, come edera o glicine, sono ideali per giardini ridotti perché si sviluppano verticalmente, occupando pochissimo spazio a terra. Possono essere fatte crescere su supporti specifici, avviluppare tronchi di alberi o tappezzare pareti. Questo approccio permette di aggiungere colore e fogliame lucido all'ambiente senza sacrificare la superficie calpestabile, massimizzando l'uso di ogni centimetro quadrato disponibile.








