Pianta annuale delle Leguminose originaria del Mediterraneo, il lupino produce semi ricchi di proteine e poveri di grassi, impiegati in cucina dopo ...
L'Humulus lupulus è una pianta erbacea della famiglia delle Cannabaceae, nota per l'uso in birrificazione e in fitoterapia per le sue proprietà ...
Originaria delle Ande, la maca (Lepidium peruvianum) è un tubero ricco di nutrienti usato dagli Inca per energia e fertilità. Coltivata in climi ...
L'Aristotelia maqui è un arbusto sudamericano dalle bacche viola, noto per le proprietà antiossidanti e terapeutiche. Resistente alle gelate, è ora ...
L'Origanum majorana, detta maggiorana, è una pianta aromatica originaria dell’Asia centrale e dell’Africa settentrionale. Utilizzata fin ...
Le foglie del Gin-pent erano conosciute già moltissimo tempo fa dai contadini orientali che le masticavano per godere delle grandi proprietà di ...
L’Ippocastano è un grande albero ornamentale europeo, diffuso in climi freschi. Possiede proprietà officinali capillaroprotettive e decongestionanti.
La Gymnema sylvestre, originaria delle foreste tropicali asiatiche, è nota per l’acido gymnemico che riduce l’assorbimento intestinale degli ...
Originaria dell'Amazzonia, la Paullinia cupana è una pianta rampicante i cui semi tostati e macinati contengono caffeina. Utilizzata storicamente ...
La gramigna è una delle graminacee più diffuse e conosciute sia da chi è esperto di prati e pascoli, sia da chi conosce giusto le basi di ...
Le piante officinali sono specie dotate di particolari proprietà, sia farmacologiche che cosmetiche. Il termine “officinale” annovera infatti migliaia di piante con effetti diversi e catalogati in base alla regolamentazione vigente nei singoli Paesi. Una pianta officinale può essere tale in un Paese, mentre non può esserlo in un altro. Diverso è, invece, il termine “medicinale”, che indica specifiche proprietà farmacologiche o curative della pianta. La moderna erboristeria tende a considerare tutte le piante di interesse erboristico come “officinali”, a prescindere dalle specifiche proprietà. Le piante officinali sono tutte quelle che vengono sottoposte a trattamenti da cui si estraggono i loro principi attivi. Questi ultimi possono avere diverse proprietà, sia cosmetiche che farmacologiche. Molti estratti di piante officinali sono usati persino per insaporire minestre o insalate o per arricchire il gusto di caramelle alla frutta. Le piante officinali si prestano però anche alla preparazione dei cosiddetti “rimedi erboristici”, ovvero di sostanze liquide o solide derivate dagli estratti delle stesse piante. I rimedi erboristici liquidi sono le tisane, i decotti e gli infusi, mentre quelli solidi possono essere tavolette, compresse o capsule. Gli estratti di piante officinali contenuti nei rimedi appena citati possono avere diverse proprietà: emollienti, ricostituenti, ansiolitiche, drenanti, immunostimolanti, antisettiche, antimicotiche e così via. Le proprietà delle piante officinali dipendono dai principi attivi contenuti nelle foglie, nei fiori, negli steli o nei frutti delle stesse. In genere, la composizione dei principi attivi vegetali comprende vitamine, acidi, oli essenziali, flavonoidi, terpeni e tannini. Queste sostanze, appositamente trattate e lavorate, possono essere ulteriormente potenziate o miscelate con estratti di altre piante al fine di ottenere specifici effetti. I prodotti erboristici non sono mai composti da un’unica pianta, ma da più miscele di piante. Se si preferisce assumere gli estratti di un’unica pianta, si possono preparare dei decotti o delle tisane. Questi rimedi si ottengono sciogliendo in acqua le parti attive di un’unica pianta: foglie, fiori, radici, ecc. Le parti attive non sono uguali in tutte le piante. In alcune specie si possono usare solo i fiori, in altre solo le foglie. Diversa è anche l’efficacia delle parti attive in base al loro stato di conservazione. Alcune parti di pianta, per funzionare, devono essere essiccate, altre invece devono essere fresche.