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Concimazione organica

Aggiornato il 05 giugno 20145 domande frequenti
Concimazione organica

Concimazione organica

I metodi di concimazione organica, di origine animale o vegetale, sono stati utilizzati dall'uomo in maniera esclusiva fino alla sintetizzazione di concimi chimici. Se questi ultimi consentono rese maggiori durante la coltivazioni, i concimi organici però hanno il vantaggio di non inquinare le falde acquifere. Il letame, formato dalle deiezioni liquide e solide degli animali di allevamento, mescolate ai resti della loro lettiera, è tra i fertilizzanti di origine organica più utilizzati per la concimazione delle piante. La capacità di fertilizzazione del letame è legata all'apporto di sostanze nutritive e all'azione dei microrganismi presenti in esso. Per questo motivo deve subire un processo di maturazione che dura diversi mesi e pertanto il suo valore di fertilizzazione è legato alla durata della maturazione. Inoltre il calore della fermentazione sterilizzerà il concime dal seme delle infestanti. Il letame di origine equina e ovina è il più ricco, al contrario di quello suino; quello bovino invece possiede caratteristiche intermedie. La pollina si ottiene dalle deiezioni degli uccelli mescolate alla loro lettiera e contiene principalmente azoto sotto forma di acido urico. Per questo motivo la pollina è un concime ad azione piuttosto rapida, che viene impiegato nella fase di preparazione del terreno, interrandolo con lavorazioni superficiali. È di più facile gestione rispetto al letame di origine bovina, poiché può anche essere essiccata. Ci sono poi i terricciati, cioè le mescolanze di letame con la terra che garantiscono una minore volatilizzazione dell'ammoniaca, e i terricci in senso stretto: questi ultimi possono derivare dalla miscelazione di terra con scarti vegetali o dal compostaggio di residui di coltura. Il loro contributo in termini di sostanza nutritiva è praticamente nullo e la loro funzione principale è quella di ammendante e di substrato di coltivazione.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali vantaggi della concimazione organica rispetto a quella chimica?
    La concimazione organica offre il vantaggio fondamentale di non inquinare le falde acquifere, a differenza dei concimi chimici che spesso provocano contaminazione ambientale. Sebbene i fertilizzanti chimici possano garantire rese colturali superiori nel breve termine, quelli organici preservano la salute dell'ecosistema e migliorano la struttura del suolo nel lungo periodo, agendo attraverso l'apporto di nutrienti e l'attività microbica.
  • Perché il letame deve subire un processo di maturazione prima dell'uso?
    Il letame richiede un periodo di maturazione della durata di diversi mesi per due motivi essenziali. Innanzitutto, il valore fertilizzante dipende direttamente dalla durata di questa fase, poiché le sostanze nutritive diventano disponibili gradualmente. In secondo luogo, il calore generato durante la fermentazione naturale sterilizza il materiale, eliminando i semi delle infestanti e prevenendo la successiva crescita massiccia di malerbe nel giardino.
  • Come si differenziano qualitativamente il letame equino, ovino, bovino e suino?
    Esiste una chiara gerarchia nella ricchezza nutrizionale dei vari tipi di letame. Quello di origine equina e ovina risulta il più ricco di sostanze nutritive, rendendolo altamente efficace. Al contrario, il letame suino presenta valori inferiori. Il letame bovino occupa una posizione intermedia, offrendo caratteristiche bilanciate tra i due estremi, ed è adatto a diverse esigenze colturali.
  • Cos'è la pollina e perché ha un'azione rapida?
    La pollina è un concime ottenuto dalle deiezioni degli uccelli miste alla lettiera. Contiene principalmente azoto sotto forma di acido urico, il che conferisce un'azione fertilizzante piuttosto rapida rispetto ad altre materie organiche. Viene comunemente impiegata nella fase di preparazione del terreno, dove va interrata mediante lavorazioni superficiali per rilasciare i nutrienti tempestivamente alle piante.
  • Qual è la differenza tra terricciati e terricci in senso stretto?
    I terricciati sono miscele di letame e terra progettate per ridurre la volatilizzazione dell'ammoniaca, garantendo un rilascio più controllato. I terricci in senso stretto, invece, derivano dalla miscelazione di terra con scarti vegetali o dal compostaggio di residui colturali. A differenza dei precedenti, il loro apporto in termini di sostanze nutritive è praticamente nullo; la loro funzione principale è agire come ammendante e substrato di coltivazione.

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