Innesti speciali
Si ricorre agli innesti speciali quando il tronco dell'albero è stato danneggiato da cause di varia natura che possono andare dall'attacco di insetti, topi, funghi o anche per colpa di mezzi meccanici. In questo caso il tronco avrà bisogno di essere in qualche modo sostenuto e rafforzato, con un innesto ad arco che utilizza le stesse risorse della pianta. Se il danno è vicino alla superficie del terreno, si sfruttano i polloni intorno al tronco, che vengono spuntati obliquamente e inseriti sotto la corteccia del tronco precedentemente incisa con un taglio a “T rovesciata”, in modo da creare una sorta di gabbia di sostegno intono alla parte danneggiata. Successivamente andranno legati molto saldamente. Lo stesso risultato si può ottenere, invece che con un'incisione a T, anche per approssimazione. Se invece essa si trova ad un livello più elevato del tronco si utilizzeranno per la stessa operazioni i rametti laterali detti “succhioni”. Anche in questo caso andranno inseriti sotto la corteccia incisa a T rovesciata e legati solidamente. Anche in questo caso si può ricorrere in alternativa all'innesto per approssimazione. L'innesto a ponte, invece, funziona allo stesso modo dei precedenti, ma invece di servirsi di polloni o succhioni, utilizza con arco al di sopra e al di sotto della parte danneggiata una marza che viene innestata su entrambe le estremità nella corteccia con tagli a T rovesciata e poi legata saldamente sull'una e sull'altra parte, fungendo così da bypass per la circolazione della linfa nella pianta.
Domande frequenti
-
Quando è necessario applicare un innesto speciale o ad arco?L'innesto speciale, spesso definito ad arco o a ponte, si rende necessario quando il tronco principale di un albero subisce danni significativi. Queste lesioni possono essere causate da attacchi biologici, come insetti, roditori o funghi, oppure da traumi meccanici dovuti a mezzi agricoli o attrezzature da giardino. Il danno compromette la continuità della corteccia e del floema, interrompendo il flusso della linfa elaborata verso le radici. L'obiettivo dell'intervento è ripristinare questa circolazione vitale, creando un bypass artificiale che permetta alla pianta di sopravvivere e rigenerare i tessuti danneggiati.
-
Come si esegue un innesto di sostegno utilizzando i polloni?Questa tecnica si applica quando il danno al tronco è prossimo al suolo. Si selezionano i polloni basali, che vengono spuntati con un taglio obliquo. Successivamente, sulla corteccia del tronco, appena sopra la zona lesionata, si pratica un'incisione a forma di "T rovesciata". I polloni preparati vengono inseriti sotto la corteccia attraverso questa apertura, creando una struttura a gabbia che sostiene il tronco. È fondamentale legare saldamente ogni innesto per garantire il contatto stretto tra i tessuti e favorire la cicatrizzazione e l'unione vascolare.
-
Cosa fare se il danno al tronco si trova a un'altezza maggiore?In presenza di lesioni a quote elevate del tronco, non essendo disponibili polloni basali, si utilizzano i succhioni, ovvero i rametti vigorosi che crescono lateralmente dal fusto. La procedura rimane simile: si praticano incisioni a T rovesciata sulla corteccia del tronco ai lati della ferita e si inseriscono i succhioni sotto la corteccia. Anche in questo caso, il fissaggio deve essere molto saldo. Come alternativa all'innesto in corteccia, è possibile impiegare la tecnica dell'innesto per approssimazione, avvicinando i succhioni al tronco fino a far fondere i tessuti.
-
Qual è la funzione specifica dell'innesto a ponte?L'innesto a ponte agisce come un bypass fisiologico per la linfa elaborata. A differenza delle tecniche precedenti che usano polloni o succhioni locali, qui si utilizza una marza prelevata dalla stessa pianta o compatibile. La marza viene curvata ad arco, posizionata sopra e/o sotto la zona danneggiata del tronco. Le sue estremità vengono innestate nella corteccia sana, sia al di sopra che al di sotto della lesione, tramite tagli a T rovesciata. Questo crea un percorso alternativo per la linfa, aggirando la parte di tronco interrotta e nutrendo nuovamente le radici.
-
Quali sono le alternative tecniche menzionate per questi interventi?Il testo indica due principali varianti operative oltre all'innesto standard in corteccia. La prima è l'innesto per approssimazione, che può sostituire l'incisione a T nei casi di utilizzo di polloni o succhioni, avvicinando semplicemente le parti fino alla fusione. La seconda è l'uso specifico della marza per l'innesto a ponte, che differisce dall'uso diretto di vegetazione locale (polloni/succhioni) perché impiega un ramo esterno curvato ad arco per collegare le zone sane del tronco, garantendo un bypass completo della linfa.


