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talea di opunzia

Aggiornato il 30 maggio 20122 capitoli4 domande frequenti
Un fico d'India

Domanda: che successo possono avere delle talee di opunzia?

Salve, vorrei il parere di esperti in materia su una questione. Ho deciso di coltivare un'opuntia ficus indica mediante talea. Io vivo in calabria, dove le opuntie crescono molto bene fino ad arrivare anche a 4-5 metri d'altezza allo stato selvatico; ora però io ho tagliato dalla pianta madre due talee dai cladodi abbastanza grandi(tra i 25 e 40 centimetri ciascuno) e vorrei sapere quali siano le percentuali di successo di attecchimento. Naturalmente una volta tagliate le talee le ho poste all'ombra in luogo asciutto per far sì che le ferite da recisione si seccassero(le ho lasciate ad asciugare per 4-5 giorni applicando anche, dopo averle recise, un fungicida spry). a quel punto, dopo 4-5 giorni le ho piantate nel terreno del giardino(terreno peraltro molto fertile)mettendo anche un pò di polvere radicante ed interrando la pala di sostegno per 3/4 ed il giorno dopo ho dato una bella nebulizzata per rendere la terra umida ma non intrisa di acqua, per evitare che la pianta,ancora senza radici, marcisca. vorrei ora ripetere il procedimento con una seconda talea in mio possesso, di dimensioni ancora superiori che è stata recisa da una parte della opuntia madre che si era fatta legnosa(quasi un tronco vero e proprio alla vista). E dunque vorrei sapere se il procedimento da me utilizzato è corretto e se ci sono buone chance che le talee suddette attecchiscano, specificando peraltro che hanno un'esposizione sud sud-ovest trovandosi collocate dietro il muro di recinzione dell'abitazione. Grazie per l'attenzione dedicatami, spero di ricevere una risposta. Cordialmente, Sergio.

Risposta: le talee di opunzia

Gentile Sergio, le operazioni per coltivare le talee da te messe in atto sono le migliori possibili, e quindi dovresti avere circa un 80% di probabilità che le tue talee attecchiscano; considera che le opunzie attecchiscono con grande facilità, cosa che potrebbe portare le tue probabilità di successo anche al 100%. Per quanto riguarda le nuove talee che vuoi preparare, di solito è sconsigliabile utilizzare parti legnose delle piante succulente per il taleaggio, in quanto le probabilità di successo diminuiscono grandemente, rispetto alle talee di parti verdi delle piante. Infatti i cladodi di opunzia, quando sono ancora verdi e turgidi, tendono talvolta a radicare anche quando sono ancora attaccati alla pianta madre; invece i fusti legnosi delle piante succulente sono di difficilissima radicazione, e vengono quindi sconsigliati per questa operazione. Generalmente, una volta interate, le talee di opunzia, vengono lasciate completamente asciutte, senza annaffiature; dovrai riprendere con le annaffiature solo quando vedrai che le pale ricominciano a produrre germogli, e quindi hanno già prodotto delle radici. LE annaffiature fornite durante il periodo di radicazione, possono risultare assai dannose, in quanto favoriscono lo sviluppo di muffe e funghi e vanno a vanificare il tuo lavoro assai ben svolto in fase preliminare. Le opunzie vengono considerate piante mediterranee, in quanto crescono spontanee in tutti i paesi che si affacciano su questo piccolo mare; in realtà le opunzie sono cactacee, che vengono da lontano, dall’America meridionale, e vennero introdotte circa nel 1700, in molte zone divennero comuni inizialmente come siepi spinose; solo in seguito vennero utilizzare come piante da cui trarre i frutti, e anche da utilizzare come foraggio per il bestiame. In America meridionale le piante di opunzia venivano già coltivate dagli aztechi, che le usavano per allevare il bestiame, ma anche come terreno di coltura (o di allevamento) della cocciniglia, che utilizzavano poi come colorante alimentare, visto l’intenso colore rosso che deriva dagli insetti schiacciati. Esistono circa duecento specie di opunzia, la più diffusa è sicuramente opuntia ficus-indica, ovvero il comune fico d’India. Tutte le specie sviluppano ampi fusti appiattiti, tondeggianti, divisi in segmenti, e ricoperti da spine più o meno grandi; le spine sottili di opunzia hanno la caratteristica di essere sormontate da una sorta di uncino, che rende difficile estrarre le minuscole spine (simili quasi a piccoli peletti rigidi) quando penetrano nella pelle; si consiglia in questi casi un lavaggio con dell’olio, che sembra risolvere il problema alla radice.

Domande frequenti

  • Qual è la percentuale di successo nell'attecchimento delle talee di Opuntia?
    Le talee di Opuntia presentano un tasso di attecchimento estremamente elevato, stimabile intorno all'80%, con possibilità di raggiungere il 100% se le condizioni sono ottimali. Questo successo è dovuto alla natura succulenta della pianta, che permette ai cladodi verdi e turgidi di sviluppare radici anche mentre sono ancora attaccati alla pianta madre. Utilizzare parti legnose o vecchie riduce drasticamente le probabilità di successo, rendendo preferibile selezionare sempre porzioni giovani e sane.
  • È necessario innaffiare le talee di Opuntia subito dopo il trapianto?
    No, è fortemente sconsigliato innaffiare le talee immediatamente dopo la messa a dimora. L'eccesso di umidità nel periodo di radicazione favorisce lo sviluppo di muffe e funghi patogeni, compromettendo il lavoro svolto. Le talee dovrebbero rimanere completamente asciutte finché non si osservano nuovi germogli sulle pale; la comparsa dei germogli segnala che le radici si sono formate. Solo a quel punto si può iniziare con irrigazioni leggere e regolari.
  • Quanto tempo bisogna lasciare asciugare le talee prima di piantarle?
    Le talee devono essere lasciate ad asciugare all'ombra in un luogo asciutto per circa 4-5 giorni. Questo periodo è fondamentale per permettere alla ferita da taglio di cicatrizzarsi e formare un callus, prevenendo infezioni fungine una volta interrate. È consigliabile applicare un fungicida spray dopo il taglio per ulteriore protezione. Non interrare mai talee fresche o ancora umide.
  • Si possono usare parti legnose dell'Opuntia per le talee?
    Generalmente no. Le parti legnose, simili a un tronco, hanno una capacità di radicazione molto bassa e sono sconsigliate per il taleggio. Si raccomanda vivamente di utilizzare esclusivamente cladodi (pale) verdi e turgidi, poiché contengono i tessuti meristematici attivi necessari per generare nuove radici rapidamente. Le sezioni legnose richiedono tempi lunghissimi e spesso falliscono, sprecando materiale vegetale prezioso.

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