Piante appartamento · Piante da interno

Platycerium

Aggiornato il 09 aprile 20164 capitoli5 domande frequenti
platycerium

Felce a corna di cervo

Bellissime felci, dal portamento elegante, e felci a corna di cervo si chiamano in latino platycerium, e provengono dalle foreste del Madagascar e dell'Australia; in natura si comportano da epifite, ovvero le loro radici non affondano nel terreno, ma nei pochi detriti decomposti che si possono trovare alla biforcazione dei rami degli alti alberi. Per poter sopravvivere in queste condizioni i platycerium sono evoluti, producendo due diversi tipi di foglie; alla base del cespo di foglie, che spunta da un tozzo rizoma, troviamo infatti delle foglie sterili a forma di scudo, spesse, leggermente spugnose, che coprono le radici, per mantenerle umide; con il passare del tempo queste foglie tondeggianti tendono a disseccare, formando una specie di fusto ingrossato e quasi sferico attorno all'apparato radicale. Tra le foglie sterili oltre all'acqua spesso si fermano detriti provenienti da altre piante, che con il tempo tendono a formare del suolo. Le altre foglie della felce a corna di cervo sono quelle fertili, le foglie a cui la pianta deve il nome comune: sono ampie, spesso arcuate, lobate, a formare la struttura di un grande palco di corna. Il fogliame, di un bel verde scuro, è ricoperto da una sottile pellicola di peletti, simili a quelli presenti sulla buccia delle pesche, che rende il fogliame opaco.

Coltivare la felce a corna di cervo

Questa pianta è decisamente adatta alla vita in appartamento, infatti vive senza problemi in luoghi non eccessivamente luminosi, come avviene per qualsiasi felce; la particolare pellicola presente sul fogliame ed il colore scuro però impediscono ai raggi solari di rovinare il fogliame che ne viene colpito, quindi anche se per sbaglio dovessimo posizionare la nostra felce in un luogo eccessivamente luminoso, difficilmente la pianta ne risentirà in modo grave. Necessita in inverno di temperature superiori ai 12-15°C, quindi già in settembre o ottobre deve forzatamente trovare posto in casa, perchè le temperature notturne cominciano ad essere troppo basse. Poniamo il nostro platycerium in un vaso ampio, non eccessivamente profondo, riempito con del terriccio per piante epifite, come ad esempio quello per le orchidee. Spesso le piante di questa felce sono molto ampie, mentre l'apparato radicale è di dimensioni compatte; per questo motivo sarà necessario riempire parte del vaso con ciottoli, per fare in modo che il peso delle fronde non lo rovesci; oltre a questo potrebbe essere necessario fissare la pianta al vaso con del filo metallico, per evitare che al primo colpo d'aria venga scalzata dal terreno incoerente. Si procede in genere utilizzando un filo metallico molto sottile, che va fatto girare attorno alla pianta, inserito nel vaso e fatto uscire dal foro di scolo dell'acqua, dove va fermato.

Annaffiare la felce a corna di cervo

Come avviene per la gran parte delle felci, la vita di questa pianta avviene in luoghi umidi e freschi; per ottenere una pianta rigogliosa e sana è bene annaffiare spesso il terriccio alla base del cespo di foglie, mantenendolo sempre leggermente umido; è anche bene vaporizzare spesso la pianta, soprattutto in estate e quando in casa è attivo l'impianto di riscaldamento o di climatizzazione. Da marzo a settembre possiamo anche fornire del concime per piante verdi, ogni 12-15 giorni, in piccole dosi. Il rinvaso avviene quando la pianta comincia ad essere di dimensioni eccessive rispetto al vaso; scegliamo un contenitore di poco più grande rispetto a quello in cui la pianta è invasata. Periodicamente rimuoviamo le foglie rovinate o secche, in modo da favorire lo sviluppo di fogliame nuovo.

Una felce molto particolare

I platycerium provengono da zone della terra dove il clima non è costantemente umido, ma con alternanza di stagioni umide e stagioni completamente secche; per sopravvivere queste piante si sono evolute in modo particolare rispetto ad altre felci, infatti hanno un ciclo vitale simile a quello delle piante succulente, ovvero la fotosintesi e il metabolismo acido delle crassulacee. Questo significa che i platycerium possono tranquillamente sopravvivere anche in condizioni aride ed asciutte, chiudendo gli stomi del fogliame per evitare che l'acqua in esso contenuto evapori. Per questo motivo queste felci sono particolarmente adatte a vivere in casa, poichè periodi di siccità, in cui ci scordiamo di annaffiarle, non portano a danni gravi alla pianta.

Domande frequenti

  • La Platycerium può stare in pieno sole?
    No, la Platycerium predilige posizioni luminose ma mai sotto i raggi diretti del sole, specialmente nelle ore più calde. Sebbene la pellicola di peluria sulle foglie offra una certa protezione contro le scottature, l'esposizione diretta prolungata può comunque danneggiare il fogliame. È ideale collocarla vicino a finestre con luce filtrata o in angoli ben illuminati della stanza. In caso di esposizione accidentale a troppa luce, la pianta tende a soffrire meno rispetto ad altre felci grazie alle sue adattazioni evolutive, ma per una crescita ottimale è meglio evitare il sole diretto.
  • Come devo annaffiare correttamente la felce a corna di cervo?
    Le innaffiature devono essere frequenti per mantenere il substrato sempre leggermente umido, senza creare ristagni idrici. È fondamentale bagnare il terriccio alla base del cesfo e vaporizzare abbondantemente il fogliame, soprattutto in estate o durante l'inverno con riscaldamento acceso. Questa pianta assorbe acqua anche attraverso le foglie sterili a forma di scudo. Durante i periodi di siccità domestica, la pianta può tollerare brevi intervalli tra un'annaffiatura e l'altra grazie al suo metabolismo simile a quello delle succulente, ma non va lasciata asciugare completamente per lunghi periodi.
  • Qual è il substrato migliore per il rinvaso?
    Essendo una pianta epifita, la Platycerium non cresce nel terreno normale ma in substrati aerei ricchi di materia organica decomposta. Il mix ideale è composto da terriccio specifico per orchidee o piante epifite, ricco di corteccia e fibra di cocco. Quando si rinvasa, poiché le fronde sono pesanti e l'apparato radicale è compatto, si consiglia di riempire il fondo del vaso con ciottoli per stabilizzarlo. La pianta va fissata al vaso con filo metallico sottile per evitare che venga scalzata dal vento o dai movimenti, dato che il substrato leggero non offre molta presa iniziale.
  • Perché le foglie a forma di scudo diventano nere o secche?
    Le foglie sterili, situate alla base della pianta e a forma di scudo, hanno la funzione di proteggere le radici e trattenere umidità e detriti. Con il tempo, queste foglie tendono naturalmente a disseccare e annerirsi, formando una sorta di guscio protettivo sferico attorno all'apparato radicale. Questo processo è fisiologico e non indica necessariamente una malattia. Anzi, i detriti accumulati in queste foglie si decompongono creando un micro-suolo nutriente per la pianta. Non è necessario rimuovere queste foglie secche a meno che non siano danneggiate meccanicamente o infestate da parassiti.
  • A che temperatura minima posso tenere la Platycerium?
    La Platycerium teme il freddo e necessita di temperature minime comprese tra i 12 e i 15 gradi Celsius. Quando le temperature esterne iniziano a scendere, generalmente verso settembre o ottobre, la pianta deve essere trasferita obbligatoriamente in ambiente chiuso. L'esposizione a temperature inferiori a questi limiti può causare danni seri al fogliame e compromettere la salute della pianta. Assicurarsi che l'ambiente interno sia caldo e umido, evitando correnti d'aria fredda dirette sulla vegetazione, per garantire una corretta sopravvivenza durante i mesi invernali.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche