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Come far riprendere una pianta che ha sofferto la sete

Aggiornato il 18 settembre 20185 capitoli5 domande frequenti
bagnare le piante

Piante che hanno sofferto la sete

Il ritorno dalle vacanze può essere traumatico per chi ama le piante. Purtroppo molti di noi sono costretti ad abbandonarle proprio nel momento per loro più difficile a causa del caldo e della scarsità di piogge. Non sempre si può allestire un impianto di irrigazione automatica o abbiamo persone su cui fare affidamento. Per ridurre i danni al minimo è innanzitutto fondamentale mettere in pratica alcune astuzie prima di partire.

Cosa fare prima di partire?

I soggetti più a rischio sono sicuramente quelli in vaso: la poca terra a disposizione si asciuga velocemente per poi cominciare a riscaldarsi. Spostiamole quindi all’ombra, dotiamole di sottovaso profondo e approntiamo una spessa pacciamatura prima di procedere ad un’abbondantissima irrigazione. Possiamo anche avvolgere il contenitore con un materiale coibentante: ridurremo l’impatto della canicola. Le piante più fragili, specialmente le erbacee, sopravvivono più facilmente se vengono potate drasticamente, togliendo loro buona parte delle foglie. In commercio poi si trovano terricci specifici per queste evenienze (ricchi di argilla, materiale organico e perle d’acqua). Sostituiamo almeno lo strato più superficiale (oppure rinvasiamo, senza disturbare le radici, e usiamo il prodotto per l’integrazione). Interessanti sono anche gli irrigatori da collegare ad una bottiglia: garantiscono autonomia per almeno una settimana.

Al ritorno: irrigazione e idratazione

Effettuiamo una sorta di triage separando le piante leggermente colpite da quelle con danni seri. Le prime si riprenderanno velocemente con frequenti annaffiature e magari una leggera pulizia dalle foglie secche. Per le altre è invece necessario un approccio più drastico. Per reidratarle velocemente riempiamo dei secchi (o, se sono tante, la vasca da bagno) e lasciamole in “ammollo” qualche ora, fino a quando non vedremo una evidente ripresa. Per facilitare ulteriormente il risveglio vegetativo continuiamo ad innaffiare spesso, per almeno una settimana. Molto utili sono poi le frequenti nebulizzazioni della chioma, specialmente durante le ore più calde della giornata. Bagniamo anche il pavimento o distribuiamo nell’area dei contenitori pieni di argilla espansa, da mantenere sempre umida.

Ombreggiatura e potature

Le piante che hanno subito un simile trauma, per riprendersi, devono essere sottoposte a pochissimo stress. Per questo è importante continuare a tenerle in una zona ombreggiata, fresca e al riparo dai venti. Se non lo abbiamo fatto prima approntiamo una spessa pacciamatura sulla superficie, a base di materiale vegetale (ottima la paglia e il fieno): le radici, più fresche, riprenderanno più velocemente a svilupparsi. Quelle meno bisognose di luce possono essere portate per alcuni giorni all’interno: ne trarranno molto beneficio, specialmente se abbiamo l’aria condizionata. Fondamentale è anche ridurre la traspirazione e alleggerire il carico sulle radici: erbacee, suffruticose o piccoli arbusti si rimettono più velocemente se vengono subito sottoposte ad una potatura abbastanza drastica, eliminando tutto il secco e, in ogni caso, almeno metà della parte aerea.

Rinvasi e concimazioni

I rinvasi non sono strettamente necessari: spesso è meglio lasciar le radici tranquille. Se ci accorgiamo però che la terra non riesce a trattenere l’acqua (per l’abbondanza di torba) possiamo intervenire: lavorando con molta delicatezza eliminiamo il più possibile il substrato, ma senza rompere le radici. Migliori prestazioni si ottengono mescolando ad un terriccio di qualità una buona percentuale di terra da giardino pesante. Le concimazioni, specialmente se ricche di azoto, vanno evitate: possono causare bruciature a livello delle radici. Inoltre stimolare la crescita vegetativa in esemplari debilitati non fa altro che indebolirli ulteriormente. Un ottimo supporto può venire invece da prodotti a base di alghe o con molto carbonio organico o con amminoacidi specifici, da somministrare tramite irrigazione (magari a dosi dimezzate) o tramite frequenti nebulizzazioni fogliari.

Domande frequenti

  • Come recupero rapidamente una pianta completamente secca dopo le vacanze?
    Per le piante gravemente disidratate, effettua un immersione totale: posiziona il vaso in un secchio o nella vasca da bagno riempito d'acqua per diverse ore, finché non vedi bolle d'aria uscire dal terreno e il substrato sarà saturo. Questo metodo garantisce una reidratazione immediata e profonda delle radici. Successivamente, mantieni il terreno costantemente umido per almeno una settimana e nebulizza frequentemente la chioma, soprattutto nelle ore più fresche, per aiutare la pianta a riprendere turgore cellulare senza stress aggiuntivi.
  • Devo potare una pianta che ha sofferto la siccità?
    Sì, la potatura è fondamentale per ridurre lo stress. Elimina immediatamente tutte le parti secche, morte o marce. Per erbe, arbusti piccoli e piante suffruticose, è consigliabile effettuare una potatura drastica, rimuovendo almeno metà della chioma aerea. Riducendo la superficie fogliare, diminuisce la traspirazione e la richiesta idrica, permettendo alle radici sopravvissute di supportare meglio la ripresa vegetativa senza essere sovraccaricate.
  • Posso concimare una pianta appena recuperata dalla siccità?
    Assolutamente no. Evita qualsiasi concime, specialmente quelli ricchi di azoto, nei primi tempi successivi alla siccità. Le radici di una pianta disidratata sono sensibili e vulnerabili: i sali minerali presenti nei fertilizzanti standard potrebbero causare gravi bruciature radicali. Invece di concimi tradizionali, utilizza prodotti specifici a base di alghe, carbonio organico o amminoacidi, somministrandoli a dosi dimezzate tramite irrigazione o nebulizzazione fogliare per stimolare delicatamente la ripresa.
  • Dove devo posizionare le piante dopo un periodo di forte calore?
    Sposta le piante in una zona ombreggiata, fresca e protetta dai venti diretti. L'esposizione diretta al sole potrebbe causare ulteriore stress termico e disidratazione rapida. Se disponi di aria condizionata, portare temporaneamente le piante meno esigenti di luce all'interno può essere molto benefico grazie al controllo dell'umidità e della temperatura. Mantieni il pavimento circostante umido o usa vassoi con argilla espansa per aumentare l'umidità ambientale locale.
  • Quando è necessario rinvasare una pianta dopo la siccità?
    Il rinvaso non è strettamente necessario e va evitato se possibile, poiché le radici sono già sotto stress. Intervieni solo se noti che il terriccio attuale non trattiene più l'acqua (spesso dovuto a eccessiva torba decomposta). In quel caso, sostituisci delicatamente solo lo strato superficiale o il terriccio esterno, facendo attenzione a non danneggiare le radici. Mescola nuovo substrato di qualità con terra da giardino pesante per migliorare la ritenzione idrica futura.

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