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Pomodori

Aggiornato il 22 maggio 201817 capitoli5 domande frequenti
pomodori

Risposta: Pomodori

sono già tre anni che i pomodori patiscono una malattia che li fa diventare neri nell'estremità inferiore: l'ultimo anno ho perduto circa il 75% del raccolto. In agraria mi dicono che è un problema di somministrazione dell'acqua; ma io non lo credo, perchè da sempre i pomodori sono cresciuti nell'orto senza problemi, acqua o non acqua. Qualcuno può darmi qualche indicazione? Grazie, Giovanni

Risposta: Pomodori

Gentilissimo Giovanni, La ringraziamo per averci contattato in merito alla domanda sulle sue piante di pomodoro, tramite la rubrica dell'Esperto di "giardinaggio.live". La descrizione che ha fatto della “malattia” che colpisce da tre anni i suoi pomodori è riconducibile alla FISIOPATIA DENOMINATA MARCIUME APICALE. Il problema è riconducibile a problemi nutrizionali fra cui è l'elemento calcio la causa fondamentale (carenza in suolo o terreno con eccessiva acidità) in concomitanza a squilibri idrici. La fisiopatia colpisce in particolare le varietà a frutto lungo, come il San Marzano, coltivate sia in serra sia in pieno campo. Essa provoca la comparsa sui frutti di un marciume bruno sull'apice della bacca a maturazione. La fisiopatia presenta il seguente decorso: si forma una tacca nerastra o brunastra, leggermente depressa, che successivamente si estende anche in profondità. Le parti in decomposizione si coprono di forme fungine saprofile. Cause La causa principale è data dallo squilibrio idrico e dalla mancanza di calcio nei frutti. Terapia Nella prevenzione si consiglia un’adeguata irrigazione e trattamenti per via fogliare con prodotti a base di calcio. Nello specifico per il marciume apicale del pomodoro consigliamo trattamenti fogliari con un prodoto a base di calcio..

Approfondimento: malattie del pomodoro

La coltivazione hobbistica del pomodoro è molto diffusa nel nostro paese. È un prodotto di grande importanza nella nostra cucina e l’accesso a frutti appena raccolti garantisce un sapore intenso e dolce, difficilmente riscontrabile in quelli acquistati. Il clima italiano, inoltre, garantisce, anche grazie all’aiuto di serre, un lungo periodo di coltura e raccolta dando grandi soddisfazioni agli appassionati. È però vero che si tratta di una pianta molto esigente sotto molti aspetti. Sono infatti necessarie irrigazioni regolari, interventi di scacchiatura e precise distribuzioni di formulati per la prevenzione e la lotta a parassiti, crittogame, virosi e batteriosi. Illustreremo qui di seguito le avversità più frequenti e daremo indicazioni su come prevenirle o eventualmente affrontarle.

Afidi

Agenti patogeni Aphis gossypii, myzus persicae, macrosiphum euphorbiae Sintomi e danni Le colonie si insediano sugli apici e sul retro delle foglie, rallentando la crescita e influendo negativamente sul vigore generale delle piante. In seguito alle punture dell’apparato boccale compaiono accartocciamenti e arricciamenti. Sono anche un’importante causa di trasmissione delle virosi. Prevenzione e cura evitiamo le concimazioni eccessivamente azotate. Alla comparsa si può trattare con prodotti a base di piretrine naturali o piretroidi. In alternativa si possono provare anche infusi a base di ortica, aglio o peperoncino

Ragnetto rosso

Agente patogeno Tetranychus urticae Sintomi e danni inizialmente compaiono delle decolorazioni puntiformi. Sul retro della foglia si noteranno dei puntini rossi o neri. In seguito le foglie cominceranno ad arricciarsi e, nelle ultime fasi, verranno avvolte da una ragnatela finissima. La pianta perde velocemente vitalità fino a morire Fattori scatenanti alte temperature e umidità scarsa, coltivazione in serra Prevenzione e cura evitiamo l’utilizzo massiccio di insetticidi. Interveniamo il prima possibile con acaricidi specifici oppure tramite lotta integrata (Phytoseiulus persimilis e Beauveria bassiana)

Tripidi

Agente patogeno Frankliniella occidentalis Sintomi e danni si nutrono della linfa pungendo foglie e steli con l’apparato boccale. Causano una perdita di vitalità, striature argentee e malformazione dei frutti. Il maggiore pericolo è però connesso alla trasmissione di virus. Prevenzione e cura in serra si può ricorrere all’insetto predatore Orius laevigatus. Molto utili anche le reti antinsetto e le trappole di colore azzurro. Come fitoterapici sono validi lo spinosad, la Beauveria bassiana (per il biologico) o luferunon e acrinatrina nel convenzionale.

Eriofide rugginoso del Pomodoro

Agente patogeno Aculops lycopersici Fattori scatenanti sopravvive all’inverno solo al Sud o in serra. Temperatura ideale intorno ai 27°C con 30% di umidità Sintomi e danni la base della pianta assume sfumature bronzee estendendosi poi verso l’apice e i frutti. Le foglie si accartocciano e diventano progressivamente bronzate per poi divenire fragili e cadere. I frutti restano piccoli e presentano screpolature. Prevenzione e cura in agricoltura convenzionale sono consigliati prima di tutto lo zolfo, che ha azione inibitrice, in secondo luogo Propargite, Acrinatrina, Abamectina.

Cimice verde

Agente patogeno Nezara viridula Sintomi e danni da luglio in avanti compaiono le uova, sul retro delle foglie. Gli stadi avanzati di sviluppo sono molto dannosi a causa delle punture che operano sui frutti. Intorno si formano aree necrotiche e vi è un mancato completo sviluppo, oltre ad un sapore sgradevole. Favoriscono inoltre patogeni fungini e batterici. Prevenzione e cura ai primi avvistamenti utilizzare piretrine o piretroidi.

Nottua gialla del pomodoro

Agente patogeno Heliothis armigera, Spodoptera littoralis, Plusia gamma Sintomi e danni inizialmente le larve si nutrono delle foglie per poi introdursi nelle bacche rendendole inutilizzabili Prevenzione e cura applicazione di reti antinsetto nelle serre, contenimento delle infestanti-vettore. Agrofarmaci: Bacillus thuringensis var. Kurstaki, Indoxacarb, Lufenuron, Spinosad.

Mosca bianca

Agenti patogeni Trialeurodes vaporariorium Bemisia tabaci Sintomi e danni piccole mosche di colore chiaro, a causa di una secrezione cerosa che le protegge. Vivono sul retro delle foglie dove, a temperature superiori ai 20 °C, si riproducono molto velocemente. Si nutrono di linfa e contemporaneamente producono una melata che sporca la pianta e impedisce la fotosintesi (oltre a diffondere muffe). Sono inoltre vettori di virus. Molto diffuse in serra e nel Centro-Sud. Prevenzione e cura utilizzo di reti antinsetto, predisposizione di trappole di colore giallo, pacciamatura riflettente (non ama la luce forte), lavaggio con saponi potassici per rimuovere la melata. Nel biologico è possibile affidarsi a estratti di alghe, a piretrine e alla Beauveria bassiana; nel convenzionale invece si possono impiegare neonicotinoidi, buprofezin e piridrine.

Oidio

Agenti patogeni Leivellula taurica Sintomi e danni sul fronte della foglia compaiono macchie gialle con contorno sfumato, sul retro, nella stessa area, vi è una muffa bianca. Si diffonde a partire dal basso. Prevenzione e cura si diffonde con temperature intorno ai 23° e circa 70% di umidità. In serra bisogna arieggiare, evitare impianti troppo fitti e curare l’igiene. Si previene con zolfo, strobilurine o triazoli.

Peronospora

Agenti patogeni Pythophthora infestans Sintomi e danni sulla pagina superiore delle foglie compaiono macchie oleose, irregolari e decolorate. In seguito si sviluppa una muffa grigia. In seguito si diffonde sulle bacche verdi dove compaiono aree traslucide che poi evolvono in brune. I frutti non maturano e cadono a terra Prevenzione e cura prestare attenzione nel caso di temperature tra i 10 e i 25°C con umidità molto alta (e foglie bagnate). Arieggiare le serre, evitare di bagnare le foglie. Prevenzione tramite rameici, cura con strobilurine, dodina, tiocianochinoni.

Muffa grigia

Agenti patogeni Botrytis cinerea Sintomi e danni si insedia attraverso tessuti danneggiati durante la manutenzione o nella sfemminellatura. Compaiono zone clorotiche e poi una muffa grigia. Si ha poi unna necrotizzazione di tutti i tessuti. La pianta perde vigore e produttività. Prevenzione e cura prestare attenzione con temperature tra i 17 e i 25°C, con umidità intorno al 90%. Non operare nelle giornate umide, arieggiare le serre, evitare impianti troppo fitti e concimazioni fortemente azotate. Come fitofarmaci sono indicate le anilino piramidine e le strobilurine.

Alternaria

Agenti patogeni Alternaria spp Sintomi e danni su tutta la pianta compaiono macchie marrone scuro rotonde con zone concentriche e un alone giallo, che si ingrandiscono confluendo. Prevenzione e cura si diffonde da 2°C fino a 37°C, con un’elevata umidità ambientale. Si previene con rameici.

Septoria

Agenti patogeni Septoria lycopersici Sintomi e danni sulle foglie adulte compaiono macchie necrotiche di color grigio e portano al disseccamento completo della pianta.Si conserva sui residui colturali infetti. Prevenzione e cura si diffonde tra 15 e 28°C con alta umidità ambientale. Effettuare ampie rotazioni colturali, evitare i ristagni idrici, utilizzare semi disinfettati, favorire l’arieggiamento delle serre, non impiantare troppo fittamente. Prevenire con rameici.

Batteriosi e viriosi

Batteriosi Maculatura batterica, Picchettatura batterica, Cancro batterico, Tomato spotted wilt virus. Agenti patogeni Xanthomonas campestris, Pseudomonas syringae, Clavibacter michiganensis Sintomi e danni sulle foglie compaiono piccole macchie marroni, sui frutti poi aree di circa 1 cm nerastre, con alone giallo. Cascola dei fiori e dei frutti. Prevenzione e cura optare per piante resistenti. Effettuare ampie rotazioni, usare acqua non contaminata, moderare le concimazioni azotate e potassiche. Virosi Tomato Yellow Leaf Curl Virus, Tomato Infection Clorotic Virus, Tomato Clostridium Virus, virus della bronzatura del pomodoro, mosaico dell’erba medica: sono trasmessi da tripidi, afidi e aleurodidi. È estremamente importante non riprodurre da materiale infetto, contrastare la diffusione dei vettori e eliminare le infestanti su cui questi possono svernare. Utilizzare varietà resistenti se disponibili.

Fisiopatie

Marciume apicale Sono tra le problematiche più frequenti e si presentano di solito tra l’estate e l’autunno. Sono particolarmente sensibili le varietà perine o comunque allungate. La causa è generalmente una carenza di calcio. In realtà questo può anche essere presente nel suolo, ma alcuni fattori possono inibirne la biodisponibilità. In particolare influiscono negativamente una bassa umidità ambientale con temperature alte, eccessiva presenza di altri elementi (potassio, azoto), danni a livello radicale che impediscono l’assorbimento di acqua. Spaccature Le spaccature sono altrettanto frequenti. La causa è generalmente un’irregolarità nelle irrigazioni, soprattutto nel periodo della maturazione e della raccolta. Colpo di sole L’eccessivo calore e la cascola delle foglie (causata anche da crittogame) può causare la comparsa di macchie aranciate raggrinzite, con accentuata presenza di licopene. Con temperature e umidità adatte vi si possono instaurare marciumi e portare alla marcescenza. Cascola fiorale Le cause possono essere moltissime: dall’improvviso abbassamento di temperature a squilibri nell’umidità del terreno e dell’aria. In serra la causa può anche essere la mancata impollinazione.

Domande frequenti

  • Perché i miei pomodori hanno la parte inferiore nera?
    Il sintomo descritto è il Marciume Apicale, una fisiopatia non parassitaria causata principalmente da una carenza di calcio assimilabile dai frutti. Questo deficit si verifica spesso quando ci sono squilibri idrici: un terreno che oscilla tra secco e bagnato impedisce alle radici di assorbire correttamente il calcio presente nel suolo. Anche un'eccessiva concimazione azotata o potassica può interferire con l'assorbimento di questo elemento. Per risolvere il problema, è fondamentale mantenere un'umidità del suolo costante mediante irrigazioni regolari e leggere, evitando lunghi periodi di siccità seguiti da abbondanti annaffiature.
  • Come posso prevenire il marciume apicale nei pomodori?
    La prevenzione si basa su due pilastri: gestione dell'acqua e nutrizione corretta. Irriga le piante in modo regolare e costante, preferibilmente alla base per non bagnare le foglie, e usa la pacciamatura per mantenere l'umidità del suolo uniforme ed evitare sbalzi termici. Dal punto di vista nutrizionale, evita eccessi di azoto e potassio che bloccano il calcio. È utile effettuare trattamenti fogliari preventivi con prodotti a base di calcio biodisponibile, specialmente durante la fase di allegagione e ingrossamento del frutto. Inoltre, assicurati che il pH del terreno non sia troppo acido, poiché ciò riduce la disponibilità del calcio.
  • Quali varietà di pomodoro sono più soggette al marciume apicale?
    Le varietà a frutto lungo e allungato, come il San Marzano, sono particolarmente sensibili a questa fisiopatia. Questo accade perché la distanza tra il punto di inserzione del frutto sullo stelo e l'apice (dove compare la macchia nera) è maggiore, rendendo più difficile il trasporto del calcio fino all'estremità del frutto, specialmente se il flusso idrico è interrotto da stress ambientali. Tuttavia, qualsiasi varietà può sviluppare il problema se le condizioni di coltivazione (stress idrico, squilibri nutrizionali) non sono ottimali. Scegliere varietà più compatte può aiutare, ma la gestione agronomica rimane la chiave principale.
  • Il marciume apicale è una malattia contagiosa per altre piante?
    No, il marciume apicale non è una malattia infettiva causata da funghi, batteri o virus, quindi non si trasmette ad altre piante né attraverso il contatto diretto né tramite il suolo. È una disfunzione fisiologica interna alla pianta legata allo stress ambientale e nutrizionale. Tuttavia, le parti del frutto colpite possono essere colonizzate secondariamente da funghi saprofiti (muffe) che si nutrono dei tessuti morti. Questi funghi secondari non sono pericolosi per la salute umana se si rimuovono le parti alterate prima del consumo, ma indicano che il danno primario (la carenza di calcio) è avvenuto precedentemente.
  • Posso mangiare i pomodori con la macchia nera?
    I pomodori affetti da marciume apicale sono commestibili, ma la parte nera deve essere asportata. La macchia nera indica tessuti morti e in decomposizione. Sebbene il rischio tossicologico sia minimo, la consistenza e il sapore di quella zona sono sgradevoli. Se la lesione è superficiale, puoi tagliare via la parte interessata e consumare il resto del frutto. Se il danno è profondo e coinvolge gran parte della bacca, o se sono presenti muffe secondarie evidenti, è meglio scartare il frutto. In ogni caso, il problema risiede nella coltivazione, non nella sicurezza alimentare intrinseca del pomodoro sano.

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