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Zolfo in agricoltura

Aggiornato il 29 dicembre 20164 capitoli5 domande frequenti
Zolfo crateri vulcani

Come è fatto e dove si trova

Lo zolfo è un minerale che si presenta in natura sotto forma solida, dal colorito giallo intenso. La struttura molecolare è composta da 8 atomi ed è, in condizioni normali, un minerale piuttosto stabile. Nella tavola periodica degli elementi viene indicato con la lettera S. Si può trovare presso sorgenti di acqua calda, nelle solfare (giacimenti rilevabili nelle rocce sedimentarie) e nelle solfatare (la bocca del vulcano da cui fuoriescono gas e vapori). Legandosi con altri elementi, può dare vita a composti inorganici come il diossido solforoso (zolfo più ossigeno) e i sali solfiti e solfati. Lo zolfo detiene un ruolo importante nella struttura delle proteine, poiché legandosi agli amminoacidi ne assicura la stabilità della forma nello spazio. Presente nelle vitamine, si trova quindi anche nelle materie organiche, per questo può partecipare ai processi di fossilizzazione.

L'uso in agricoltura

Lo zolfo in agricoltura viene utilizzato come fungicida, insetticida e concime. Allo stato puro e in polvere, viene impiegato per eliminare i funghi parassiti, poiché agisce sulle cellule disidratandole e impedendo al fungo di ricevere ossigeno, ma non va a intaccare la pianta, quindi non è tossico e può essere usato nelle coltivazioni come rimedio naturale. Il polisolfuro di calcio, un composto dello zolfo e del calcio, in forma liquida è usato per eliminare gli insetti che infestano le piante, come la cocciniglia. Il sale, nella forma di solfato di zolfo, è un elemento nutriente per le piante, che viene usato come concime poiché migliora la qualità dei raccolti. L'uso dello zolfo nell'agricoltura è collaudato da millenni, infatti già gli antichi greci ne conoscevano le qualità disinfestanti. Si può usare anche come misura preventiva contro le infestazioni.

Forme in cui si trova

Lo zolfo in natura è allo stato solido, ma è possibile lavorare il minerale in base ai diversi usi per cui viene impiegato. In commercio infatti, si possono trovare 3 diverse forme di zolfo lavorato: in polvere secca, in povere bagnabile e liquido. Le polveri secche si usano direttamente, e possono essere a bassa concentrazione di zolfo, raffinate, o unite con nerofumo da grassi vegetali, per un'azione più aggressiva. Le polveri bagnabili sono granuli sottoposti a procedimenti chimici che li rendono utilizzabili insieme ai liquidi aggiunti successivamente. I liquidi sono molto utilizzati per la facilità con cui si possono distribuire nelle coltivazioni industriali. Il minerale può essere utilizzato su moltissime coltivazioni, all'aperto o nelle serre. Non è possibile utilizzarlo in casa. Si ricorda che l'azione dello zolfo è inversamente proporzionale alla presenza di umidità.

Impatto sull'ambiente

Lo zolfo è un minerale naturale e il suo riutilizzo nella lavorazione della terra non è particolarmente dannoso per l'ecosistema. Basso pericolo anche per l'uomo e i mammiferi in generale. Esistono tuttavia alcune specie di insetti non dannosi che risentono dell'uso dello zolfo e si tratta degli imenotteri, degli acari fitoseidi, dei miridi e degli antocoridi. Anche sulle piante l'impatto non è tossico, poiché l'azione dello zolfo non è penetrativa, infatti può essere utilizzato in quasi tutte le coltivazioni, salvo che per alcuni alberi da frutta. Va evitato per alcune specie del melo, del pero, del pesco e non va mai usato su nessuna specie di albicocco. Lo zolfo è un minerale piuttosto stabile, ma in presenza di alte temperature può diventare nocivo per le piante, perciò è consigliabile effettuare i trattamenti nelle ore più fresche della giornata, per non rischiare di danneggiare i raccolti.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali funzioni dello zolfo in agricoltura?
    Lo zolfo svolge tre ruoli fondamentali: fungicida, insetticida e concimante. Come fungicida, lo zolfo puro in polvere elimina i funghi parassiti disidratandone le cellule e bloccando l'apporto di ossigeno, senza risultare tossico per la pianta. Come insetticida, il polisolfuro di calcio in forma liquida combatte infestanti come la cocciniglia. Infine, il solfato di zolfo agisce come nutriente essenziale, migliorando la qualità dei raccolti grazie al suo apporto di zolfo elementare.
  • Su quali colture è vietato o sconsigliato usare lo zolfo?
    L'uso dello zolfo richiede cautela su specifiche specie arboree da frutto. È tassativamente vietato su qualsiasi specie di albicocco. Deve essere evitato su alcune varietà di melo, pero e pesco, poiché può causare fitotossicità. Inoltre, non è adatto per l'uso domestico in ambienti chiusi. Prima dell'applicazione, è sempre necessario verificare la compatibilità specifica con la cultivar coltivata per evitare danni irreversibili alle foglie o ai frutti.
  • In quali forme commerciali si trova lo zolfo agricolo?
    Esistono tre principali formulazioni dello zolfo lavorata per l'agricoltura: polvere secca, polvere bagnabile e liquido. La polvere secca si applica direttamente e può essere a bassa concentrazione, raffinata o miscelata con nerofumo per maggiore aggressività. La polvere bagnabile richiede diluizione in acqua prima dell'uso. I liquidi sono preferiti nelle coltivazioni industriali per la facilità di distribuzione uniforme attraverso gli impianti di irrorazione.
  • Quando è il momento migliore per applicare lo zolfo?
    Il trattamento andrebbe effettuato nelle ore più fresche della giornata, preferibilmente al tramonto o presto al mattino. Questo perché ad alte temperature lo zolfo può diventare fitotossico, bruciando le foglie e danneggiando i raccolti. Inoltre, l'efficacia dello zolfo è inversamente proporzionale all'umidità ambientale: in condizioni di forte umidità o pioggia, la sua azione disinfettante risulta ridotta, rendendo inefficace il trattamento.
  • Lo zolfo danneggia gli insetti utili dell'ecosistema?
    Sì, lo zolfo può avere un impatto negativo su alcune specie di insetti benefici non dannosi per le colture. In particolare, possono risentirne gli imenotteri impollinatori, gli acari fitoseidi predatori, i miridi e gli antocoridi. Sebbene sia considerato a basso rischio per l'uomo e i mammiferi, l'agricoltore dovrebbe valutare l'equilibrio biologico dell'orto e limitare i trattamenti solo quando strettamente necessario per preservare questi ausiliari naturali.

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