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Semina fave

Aggiornato il 07 dicembre 20164 capitoli5 domande frequenti
Germogli fave

Periodo e clima per la semina delle fave

Per la semina delle fave dovremo scegliere il periodo che si adatta meglio al clima della nostra regione. Al sud Italia sarà possibile iniziare la coltivazione già a partire dall'autunno, per ottenere le prime fave nel mese di Aprile. Nelle zone centrali e settentrionali è meglio privilegiare la semina nel tardo inverno o inizio primavera. Ovviamente la coltivazione autunnale avrà un ciclo molto più lungo, praticamente il doppio di quella primaverile che in appena 3 mesi darà i primi frutti. Le fave possono essere coltivate sia in pianura che in collina senza troppe pretese dal punto di vista delle esigenze di esposizione. Questa pianta riesce a sopportare abbastanza bene la rigidità degli inverni quando le temperature scendono sotto gli zero gradi, escludendo tuttavia il gelo estremo. Per quanto riguarda il caldo, invece, tollera male i periodi di siccità prolungati e le estati torride. Seguendo la tradizione bisognerebbe seminare le fave con la luna crescente.

Pratica di coltivazione

Le fave non si seminano in semenzaio ma in pieno campo. Prima di iniziare le operazioni di semina è buona norma verificare che i semi a disposizione non presentino buchi, cercando di selezionare solo quelli in buone condizioni. Esistono varie tipologie di fave e, a seconda della coltivazione, sceglieremo quelle più adatte: semi precoci o tardivi. Dovremo quindi stabilire la giusta distanza, regolandosi con uno spazio di almeno 50cm per poter consentire le cure manuali durante la vita della pianta. I semi verranno collocati in buche superficiali, senza penetrare più di 5cm in profondità. Ricopriremo i semi con altra terra e bagneremo, aspettando che la piantina spunti e si sviluppi. Per facilitare la germinazione è possibile mettere i semi delle fave a bagno per un paio di giorni. Nel giro di una ventina di giorni spunteranno le prime piantine. Si possono coltivare su un filare singolo o su più file parallele per produzioni più grandi.

Irrigazione, terreno e concimazione

Le fave, come altre piante di legumi, sono un fertilizzante naturale. Possono essere impiegate all'inizio delle rotazioni per facilitare le successive coltivazioni. Non richiedono un terreno particolarmente fertile e di rado è necessario operare una concimazione. All'occorrenza potremo intervenire con una zappatura ed una vangatura, per eliminare le zolle più dure. Eventualmente aggiungeremo del compost casalingo naturale ben decomposto. Per quanto riguarda le irrigazioni, dipenderà dalla stagionalità. Durante la primavera, l'autunno e l'inverno potrebbero essere più che sufficienti le normali precipitazioni atmosferiche. In caso di periodi prolungati di assenza di pioggia è bene intervenire con una moderata irrigazione. Periodicamente rinfrescheremo il terreno con l'ausilio di una zappetta, con un'opera di sarchiatura, togliendo le erbacce infestanti.

Avversità, rimedi, raccolta

Le piante di fave possono essere attaccate dagli afidi, dai parassiti e da altre malattie che arrivano a compromettere anche irrimediabilmente la salute dell'intera coltivazione. Il rimedio naturale più conosciuto consiste nella cimatura delle piante di fave. Peraltro questa operazione è particolarmente indicata per stimolare la produzione. Procederemo con un attrezzo pulito e affilato come un semplice coltellino. La pianta può essere attaccata anche dalla ruggine, presentando anomalie sulla parte fogliare. Può inoltre subire patologie fungine. Sarebbe opportuno evitare i prodotti chimici limitandosi, all'occorrenza, all'utilizzo di un antiparassitario specifico reperibile nei negozi di giardinaggio. La pianta della fava che viene coltivata in primavera fruttifica dopo appena 3 mesi dalla semina.

Domande frequenti

  • Quando è il momento migliore per seminare le fave?
    La semina dipende dalla zona climatica. Nel Sud Italia si consiglia l'autunno per avere raccolti a aprile. Nelle zone centrali e settentrionali è preferibile seminare a fine inverno o inizio primavera. La coltivazione autunnale ha un ciclo più lungo, circa il doppio rispetto a quella primaverile che fruttifica in tre mesi.
  • Come si preparano i semi prima della semina?
    Prima di interrare i semi, verifica che siano sani e privi di buchi. Per accelerare la germinazione, puoi lasciare i semi in ammollo per due giorni. Successivamente, interrali in buche superficiali, alla profondità massima di 5 cm, ricoprendoli con terra e innaffiando leggermente. Le piantine spuntano solitamente entro venti giorni.
  • Quali cure richiedono le fave durante la crescita?
    Le fave non richiedono terreni molto fertili né concimazioni pesanti; un compost ben decomposto può bastare. È fondamentale mantenere il terreno fresco: annaffia regolarmente in mancanza di piogge, specialmente in estate. Esegui periodiche sarchiature con una zappetta per rimuovere le erbe infestanti e ossigenare il suolo senza danneggiare le radici superficiali.
  • A cosa serve la cimatura delle fave?
    La cimatura consiste nell'asportare la parte apicale dei fusti principali usando un attrezzo pulito e affilato. Questa pratica è essenziale per prevenire l'attacco degli afidi, che tendono a concentrarsi sulle sommità. Inoltre, la cimatura stimola la pianta a produrre più ramificazioni laterali, aumentando significativamente la quantità di baccelli e migliorando la qualità del raccolto.
  • Quali sono i principali nemici delle fave e come difendersi?
    I principali avversari sono gli afidi e malattie come la ruggine o funghi vari. Il metodo preventivo principale è la cimatura citata sopra. In caso di attacchi gravi, si possono usare antiparassitari specifici naturali o biologici, evitando sempre prodotti chimici aggressivi. Monitora spesso le foglie per individuare tempestivamente eventuali macchie anomale causate da funghi.

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