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Cime di rapa

Aggiornato il 22 dicembre 20164 capitoli5 domande frequenti
Piante cime rapa

Come gestire l'irrigazione

Le cime di rapa attecchiscono più facilmente in presenza di un clima mite. La cura dell'irrigazione è un aspetto da tenere in grande considerazione, sia per chi opta per la coltura in vaso (non molto diffusa, a causa delle grandi dimensioni che assume la pianta adulta) sia per chi decide di impiantare la coltura nell'orto o in giardino. Il terreno deve essere umido sin dal momento del trapianto; è consigliabile, dunque, innaffiare il terreno in maniera costante ma senza eccedere, fino all'attecchimento. Nella fase successiva bisognerà innaffiare le piante con altrettanta costanza, prestando grande attenzione anche agli agenti atmosferici e alle piogge: è necessario, infatti, rimuovere eventuali croste formatesi sulla superficie ed evitare ristagni che porterebbero all'ingiallimento delle foglie.

Coltivazione e cura

Le cime di rapa prediligono il clima mite, pertanto la tipologia di coltura dipenderà anche dalla posizione geografica. Nelle zone più fredde, il periodo ideale per la semina va da Giugno alla fine dell'estate; nelle zone più calde, invece, si protrae fino ad ottobre-novembre, a seconda delle temperature. La coltura delle cime di rapa può avvenire in vaso oppure nell'orto: nel primo caso, sarà necessario procurarsi un vaso di grandi dimensioni, in quanto i semi andranno collocati ad una distanza di circa 20-30 cm l'uno dall'altro, e la pianta adulta raggiungerà grandi dimensioni, con un'altezza che può estendersi da 40 cm fino ad un metro. Non è necessario l'utilizzo di un terreno di particolare qualità, sarà sufficiente utilizzare un terreno di medio impasto, purché ben drenato. Le piante saranno raccolte a distanza di 50-80 giorni dalla semina, quando le infiorescenze saranno formate ma i fiori non ancora aperti.

Come e quando concimare

Durante la coltura delle cime di rapa è consigliabile evitare una eccessiva fertilizzazione, che può danneggiare lo sviluppo della pianta e il sapore dei frutti. E' indispensabile, inoltre, evitare di utilizzare concimi azotati al momento della semina, perché il loro accumulo può portare danni alla salute. Prima dell'impianto, si può distribuire un letame maturo oppure un compost; sarebbe preferibile, però, piantare le cime di rapa dopo una coltura letamata, perché possano trarre sostanze nutritive dal terreno già coltivato. In una fase successiva, per favorire la crescita e lo sviluppo delle piante, si può fare ricorso a ulteriori strumenti, quali il perfosfato minerale-19, il nitrato ammonico-26 o il solfato di potassio-50. L'impiego dell'azoto è consigliato solo in caso di coltivazioni in terreni particolarmente poveri o di colture rade, che faticano a svilupparsi e, in ogni caso, va utilizzato solo quando la coltura è già in atto.

Possibili malattie e rimedi

Le cime di rapa possono essere coltivate senza il necessario ricorso ad antiparassitari. I nemici che minacciano questa pianta sono pochi e insidiosi, ma non troppo difficili da eliminare. La prima minaccia è costituita dalla cavolaia, un lepidottero le cui larve si nutrono della parte più morbida della pianta, lasciando escrementi che la portano a marcire. Le uova possono essere eliminate manualmente, oppure ci si può servire di metodi naturali (come il tanaceto) o di specifici prodotti chimici. Anche gli afidi possono infestare le piante di cime di rapa, portando alla morte della stessa grazie alla loro rapida riproduzione e alla conseguente colonizzazione dell'organismo ospite. Anche in questo caso si può ricorrere all'utilizzo di sostanze chimiche oppure ci si può servire di alcuni animali "amici" come le coccinelle, i coleotteri o gli uccelli (in particolare, le rondini). E' utile, infine, menzionare l'alternariosi, causata da un fungo chiamato Alternaria. Questa malattia si manifesta con la comparsa di macchie nere sulle foglie e può essere debellata con trattamenti a base di rame.

Domande frequenti

  • Quando è il periodo migliore per seminare le cime di rapa?
    La semina varia in base al clima locale. Nelle zone fredde, il periodo ideale va da giugno alla fine dell'estate, sfruttando il calo termico autunnale. Nelle regioni più calde, invece, la semina può protrarsi fino a ottobre-novembre, poiché le cime di rapa prediligono climi miti e sopportano bene il fresco. È fondamentale adattare i tempi alle temperature locali per garantire un attecchimento ottimale.
  • Come si gestisce l'irrigazione per evitare problemi alle piante?
    L'umidità del terreno è cruciale: bisogna innaffiare costantemente mantenendo il substrato umido, specialmente nella fase iniziale post-trapianto. Attenzione però ai ristagni idrici, che causano ingiallimento delle foglie e marciumi. Inoltre, è necessario rompere eventuale crosta superficiale del suolo per permettere la respirazione radicale. Se piove troppo, monitorare il drenaggio per evitare che l'acqua stagnante danneggi la coltura.
  • Quali sono i principali parassiti che attaccano le cime di rapa?
    I nemici principali sono la cavolaia (le cui larve mangiano le parti tenere e lasciano escrementi che favoriscono il marciume) e gli afidi, che si riproducono rapidamente colonizzando la pianta. Un'altra minaccia è l'alternariosi, un fungo che crea macchie nere sulle foglie. Per contrastarli si possono usare insetticidi specifici, ma è preferibile agire con metodi naturali come il tanaceto o attirando predatori naturali come coccinelle e rondini.
  • È necessaria una concimazione abbondante durante la coltivazione?
    No, anzi, è sconsigliata una fertilizzazione eccessiva che altera il sapore e danneggia la pianta. Evitare assolutamente concimi azotati al momento della semina per prevenire accumuli nocivi. Meglio preparare il terreno con letame maturo o compost prima della messa a dimora, oppure scegliere un'aiuola dove è stata fatta una coltura letamata l'anno precedente. L'azoto va usato solo in terreni poveri e solo dopo che la coltura è avviata.
  • Quando e come si effettua la raccolta delle cime di rapa?
    La raccolta avviene generalmente 50-80 giorni dopo la semina. Il momento giusto è quando le infiorescenze si sono formate ma i fiori non sono ancora aperti. Questo garantisce la massima tenerezza e sapore. Se si lascia maturare la pianta, i fiori apriranno e le foglie diventeranno più dure, cambiando completamente le caratteristiche culinarie. Si raccoglie tagliando le sommità fiorite con un po' di gambo.

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