Ortofrutta · Orto

Porro

Allium porrum
Aggiornato il 30 maggio 201610 capitoli5 domande frequenti

Generalità

Il porro, il cui nome latino è Allium porrum, è una pianta da orto coltivata in tutta l'Italia e originaria probabilmente delle regioni mediterranee. Di questa pianta si utilizza il fusto, costituito dalle guaine fogliari, strettamente sovrapposte le une alte altre. Si impiega crudo, come condimento, o cotto. L'Allium porrum è una pianta biennale è coltivata come annuale. Alta 40-80 cm, ha un apparato radicale fascicolato formato da numerosissime radici sottili, queste si originano da un fusto ridotto. Nel fusto sono inserite anche le foglie lineari e lanceolate, strettamente sovrapposte le une alle altre nella porzione basale, e disposte in due serie opposte.

Fiori

Nell'annata successiva a quella in cui viene effettuata la semina dell'Allium porrum, si forma lo scapo fiorale alto fino a 80 cm portante all'estremità superiore un'infiorescenza a ombrella, globosa, formata da un numero molto elevato di fiori bianchi, rosa o lilla. I semi sono piccoli, neri, angolosi.

Varietà

Il Lungo gigante d'inverno, l'Elefante, il Mostruoso di Carentan, il Genovese, Grosso Corto Mostruoso di Rouen, Grosso Corto d'Estate, Gigante d'Italia.

Clima e terreno

Clima: gradisce i climi temperati, ma sopporta bene anche il freddo. Terreno: il porro cresce bene nei terreni piuttosto leggeri e fertili

Avvicendamento e consociaizone

Avvicendamento: non deve seguire cavoli e patate. Non deve essere coltivato nuovamente sullo stesso orto prima che siano trascorsi almeno quattro anni dalla coltura precedente. Consociazione: con cavoli, lattughe, finocchi, carote.

Semina e messa a dimora

La semina avviene in semenzaio a una profondità di pochi millimetri: a letto caldo in dicembre-gennaio o all'aperto da marzo a giugno, direttamente a dimora nell'orto da marzo a luglio. Quando le piantine hanno formato la quarta / quinta foglia e il diametro del falso fusto e di circa 1 cm, si effettua il trapianto; questa operazione si compie dopo aver cimato leggermente le foglie, in giornate nuvolose o dopo il tramonto. Il terreno si prepara mediante una vangatura profonda e con successive zappature. nel corso delle quali si somministrano 30/40 g/mq di concime complesso 6-12-9. Dopo il trapianto si effettuano alcune sarchiature e una rincalzatura innaffiando il terreno se secco. Distanza fra le piante 15-20 cm sulla fila, e 25-30 cm fra le file.

Raccolta e conservazione

La raccolta si effettua in epoche diverse, a seconda del periodo nel quale sono avvenuti la semina e il trapianto; i periodi di raccolta cadono in estate, in autunno e in inverno. Il porro può essere conservato, in condizioni adatte, per periodi di tempo abbastanza lunghi. Prima di utilizzarlo si eliminano le foglie più esterne;

Concimazioni

Il letame maturo (4 g/mq) deve essere interrato in estate / autunno alla profondità di 30 cm. Nel corso della coltivazione si effettua anche una concimazione in copertura, con un quantitativo limitato di nitrato di calcio; è consigliabile non eccedere nella quantità di fertilizzanti azotati, in quanto, in questo caso, si otterrebbebero porri poco conservabili.

Cure colturali

Il terreno deve essere tenuto sempre libero da piante infestanti, effettuando ripetute sarchiature e scerbature. Nei periodi in cui non piove è necessario annaffiare abbondantemente ma evitare i ristagni d'acqua.

Avversità

Il cancro causa deformazioni e spaccature. La lotta si basa su trattamenti a base di poltiglia bordolese, per il resto le malattie e i parassiti sono simili a quelle dell'aglio e cipolla.

Domande frequenti

  • Quando è il momento migliore per seminare il porro?
    La semina del porro può avvenire in due momenti principali. In semenzaio, si consiglia il periodo da dicembre a gennaio utilizzando un letto caldo, oppure da marzo a giugno all'aperto. È possibile effettuare la semina diretta in orto, quindi a dimora definitiva, da marzo a luglio. Questa flessibilità temporale permette di adattare la coltivazione alle diverse zone climatiche italiane e di garantire raccolti scalari.
  • Come si esegue correttamente il trapianto delle piantine di porro?
    Il trapianto va effettuato quando le piantine hanno sviluppato la quarta o quinta foglia e il diametro del falso fusto raggiunge circa 1 cm. Prima di spostarle, è opportuno cimare leggermente le foglie per ridurre la traspirazione. L'operazione va compiuta preferibilmente in giornate nuvolose o al tramonto per evitare stress termici. La distanza ideale è di 15-20 cm sulla fila e 25-30 cm tra le file.
  • Quali piante possono essere consociate con il porro nell'orto?
    Il porro si associa molto bene con cavoli, lattughe, finocchi e carote. Queste consociazioni sono vantaggiose perché sfruttano diversamente gli spazi e le risorse del suolo. Al contrario, è fondamentale evitare di coltivare il porro dopo cavoli e patate, poiché condividono avversità comuni. Inoltre, non deve tornare nello stesso appezzamento prima che siano trascorsi almeno quattro anni dalla coltura precedente.
  • Quale concimazione è necessaria per ottenere porri conservabili?
    Per una corretta nutrizione, interra letame maturo (circa 4 g/mq) in estate-autunno a 30 cm di profondità. Durante la coltivazione, integra con concime complesso (6-12-9) e, se necessario, nitrato di calcio in copertura. Attenzione: evita di eccedere con i fertilizzanti azotati, poiché un eccesso rende i bulbi meno conservabili e più soggetti a marciumi. Un equilibrio corretto garantisce frutti sani e durevoli.
  • Come si previene e cura il cancro del porro?
    Il cancro del porro provoca deformazioni e spaccature dei fusti. La prevenzione si basa principalmente sulla rotazione delle colture e sull'igiene degli attrezzi. In caso di infezione, la lotta chimica prevede trattamenti a base di poltiglia bordolese. Per il resto, le principali avversità (afidi, mosca della cipolla) sono simili a quelle che colpiscono aglio e cipolla, richiedendo controlli fitosanitari specifici per la famiglia delle Alliacee.

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