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Erba medica

Aggiornato il 12 gennaio 20174 capitoli4 domande frequenti
Pianta erba medica

L'irrigazione

L'erba medica, o Medicago sativa, è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Fabaceae, ovvero tutte quelle piante che sono leguminose. È una pianta che richiede moltissima acqua, infatti può consumare dai 700 agli 800 litri per formare 1 chilo di sostanza secca, tuttavia grazie alle radici che scendono molto in profondità non ha problemi di siccità. Cresce bene su terreni freschi, profondi e calcarei, ma durante il periodo vegetativo non sopporta bene gli eccessi di umidità per via della sua origine. Si consiglia di irrigare l'erba medica tramite impianti goccia a goccia: questo perché si riducono le perdite d'acqua, c'è minore stress del terreno bagnato/asciutto, si riduce lo sviluppo delle malerbe, non si ostacolano le lavorazioni meccaniche e si riduce il consumo di carburante. È opportuno però controllare sempre lo stato dell'impianto e fare della manutenzione dove necessario. Per controllare i volumi d'acqua forniti al terreno si possono utilizzare dei contatori.

Come coltivarla

I semi della medica sono molto piccoli, 1000 semi pesano circa 2 grammi. Se si decide di seminarla in consociazione con una graminacea non è necessario fare lavori di preparazione al terreno, mentre se si vuole fare una coltivazione specializzata bisogna fare un lavoro profondo di rinnovo per facilitare lo sviluppo delle radici. Di conseguenza si esegue un'aratura profonda per rompere il terreno e successivamente si fresa per sminuzzare le zolle troppo grandi. Questo lavoro va eseguito in estate. Se le zolle vengono lasciate troppo grandi c'è il rischio che i semi si perdano o che vadano troppo in profondità nel terreno e che non riescano a vegetare. Il periodo ideale di semina dell'erba medica è dopo l'inverno, a circa 5-6°C, o dopo l'estate in modo che le piantine siano già ben sviluppate per resistere al freddo, e può essere eseguita a spaglio. In genere la quantità ad ettaro di semi che viene utilizzata è di 15-20 chili.

La concimazione

Per quanto riguarda la concimazione non è necessario apportare azoto, essendo un coltura azoto-fissatrice, e potassio, il quale è presente nelle zone dove essa è diffusa. Durante l'aratura si può distribuire del letame per arricchire il terreno di sostanze nutritive. Mentre in presemina è opportuna fare una concimazione fosforica, in modo che gli strati profondi del terreno si arricchiscano di esso e che l'apparato radicale ne sia ben fornito. La concimazione fosforica utilizzata ad ettaro è di circa 80-100 chili. Nel caso la microflora della pianta non riesca a produrre abbastanza azoto si può apportare una piccola quantità di esso di circa 40-60Kg per ettaro. Inoltre è utile reintegrare poche quantità di azoto, circa 20-30Kg per ettaro, dopo ogni sfalcio una volta che si verifica una ripresa vegetativa.

Malattie e rimedi

L'erba medica è colpita da diverse malattie fungine e batteriche. Una di queste è l'avvizzimento batterico, provocato dl batterio Corynebacterium insidiosum: questo causa una deformazione delle foglie con maculature, un ingiallimento della pianta, blocca la crescita e indebolisce molto la pianta durante la raccolta. L'antracnosi è una malattia fungina causata dai funghi del genere Collicotrico: questi funghi colpiscono la pianta attraverso le ferite e si propagano con le spore, aggredendo i germogli, le foglie più giovani e i piccoli fogliari durante la primavera. Un altro fungo che colpisce l'erba medica è il Colletotrichum trifolii, un fungo che ottiene il nutrimento dalle cellule della pianta prima di formare le spore. Per combattere questi patogeni si utilizzano dei fungicidi rameici composti prevalentemente da solfato di rame neutralizzato.

Domande frequenti

  • Quanta acqua necessita l'erba medica per crescere?
    L'erba medica è una pianta che richiede molta acqua, arrivando a consumare fino a 800 litri per formare un chilo di sostanza secca. Tuttavia, grazie al suo apparato radicale molto profondo, riesce ad attingere acqua dal sottosuolo, riducendo il rischio di sofferenza da siccità. Nonostante questa resistenza, cresce meglio su terreni freschi e profondi. Si consiglia vivamente l'uso di impianti di irrigazione a goccia per ottimizzare il consumo idrico, ridurre lo stress termico del suolo e limitare la crescita di erbe infestanti. È fondamentale monitorare costantemente l'impianto per garantire un apporto idrico costante ma non eccessivo, specialmente durante il periodo vegetativo attivo.
  • Come e quando si semina correttamente l'erba medica?
    La semina dell'erba medica avviene idealmente dopo l'inverno (quando la temperatura del suolo raggiunge i 5-6°C) o in tarda estate, così che le piantine abbiano tempo di svilupparsi prima del freddo invernale. I semi sono minuscoli (1000 semi pesano solo 2 grammi); se lasciati su zolle di terra troppo grandi, rischiano di cadere in profondità senza germinare. Per una coltivazione specializzata, è necessaria un'aratura profonda seguita da una fresatura fine per creare un letto di semina adatto. La quantità consigliata varia tra 15 e 20 chili di semi per ettaro, da distribuire a spaglio. In consociazione con graminacee, invece, i preparativi del terreno possono essere minimi.
  • È necessario fertilizzare l'erba medica con azoto?
    Generalmente, non è necessario apportare azoto all'erba medica poiché appartiene alla famiglia delle Leguminose ed è capace di fissare l'azoto atmosferico grazie alla simbiosi con batteri specifici (rizobi). Al contrario, è cruciale fornire fosforo prima della semina (circa 80-100 kg/ettaro) per favorire lo sviluppo radicale. Il potassio è spesso già presente nei terreni adatti a questa coltura. Eventuali integrazioni di azoto (20-30 kg/ettaro) sono consigliate solo dopo ogni sfalcio, qualora si osservasse una ripresa vegetativa insufficiente, indicando che la microflora del suolo non sta producendo azoto a sufficienza per le esigenze della pianta.
  • Quali sono le principali malattie che colpiscono l'erba medica?
    Le principali minacce per l'erba medica sono di natura batterica e fungina. Tra le patologie batteriche, l'avvizzimento causato da *Corynebacterium insidiosum* provoca deformazioni fogliari, maculature, ingiallimento e arresto della crescita, indebolendo fortemente la pianta. Tra i funghi, l'antracnosi (da *Colletotrichum*) attacca germogli e foglie giovani attraverso ferite, diffondendosi rapidamente tramite spore. Anche il *Colletotrichum trifolii* rappresenta un pericolo, nutrendosi delle cellule vegetative prima di riprodursi. Per contrastare questi patogeni, si ricorre all'uso di fungicidi rameici, in particolare a base di solfato di rame neutralizzato, applicati tempestivamente per contenere la diffusione dell'infezione.

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