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Agapanto

Aggiornato il 03 agosto 20184 capitoli6 domande frequenti
Agapanto

Agapanto

Gli Agapanti sono piante perenni, a radice rizomatosa, originarie del sud Africa; il nome botanico, Agapanthus, deriva dalle due parole greche che significano fiore e amore, quindi vengono chiamati “il fiore dell’amore”, probabilmente per la bellezza malinconica delle loro grandi infiorescenze; esistono solo poche specie di agapanto, ma il successo che ha avuto questa pianta nei secoli passati, soprattutto nell’Europa centrale e settentrionale, ha dato origine a centinaia di varietà cultivar e ibride. Si tratta di belle piante ampie e vigorose, che possono produrre numerosi fiori, a partire dalla primavera inoltrata fino all’autunno; producono ampi cespi di foglie, che possono essere caduche o sempreverdi, leggermente carnose (molto dipende dalla varietà), lineari, spesso arcuate nella parte terminale; in primavera, tra le foglie, si erge un fusto spesso, alto dai venticinque fino agli ottanta centimetri, che porta una grandissima infiorescenza ad ombrello o sferica, che conta numerosi fiori a trombetta o a campanula, tipicamente di colore azzurro cielo; esistono cultivar bianche, e in tutti i toni possibili dell’azzurro, dall’azzurro confetto fino al blu scuro. Sono piante decisamente molto decorative, che tendono ad allargarsi molto, e quindi necessitano di un ampio spazio in giardino; negli ultimi anni sono state preparare nuove cultivar nane, che si mantengono di dimensioni decisamente minime, rispetto alle specie tipo, e sono quindi adatte anche ai piccoli giardini.

Coltivare l’agapanto

Generalmente in vivaio è più facile trovare varietà a foglia sempreverde, ma, soprattutto nel nord Italia, si possono trovare rizomi di varietà sia a foglia caduca, sia sempreverdi; la differenza di coltivazione tra due tipi di agapanto non è assai marcata, anche se molto dipende dallo spazio che abbiamo a disposizione: gli agapanti sempreverdi occupano una buona porzione di spazio anche in pieno inverno; gli agapanti a foglia caduca perdono tutta la parte aerea all’arrivo dei primi freddi autunnali, e quindi i rizomi possono venire conservati, per tutto l’inverno, in zone riparate dal freddo e dalla luce, in totale riposo vegetativo. Queste bellissime perenni, di grandi dimensioni, temono leggermente il freddo, soprattutto se si tratta di gelate molto intense e persistenti; per questo motivo in gran parte della nostra penisola vengono coltivati in vaso, in modo da poter essere spostati o protetti con facilità, in caso di condizioni climatiche avverse. Si possono comunque trovare piante di agapanto poste in piena terra, nel sud, nel centro sud e nelle zone litoranee, dove le gelate invernali difficilmente sono molto intense. Sono piante a riposo vegetativo invernale (anche la varietà sempreverdi), quindi, all’arrivo dei primi freddi autunnali, si sospendono le annaffiature, che andranno riprese in primavera, no appena i rizomi accennano a produrre nuovo fogliame; da aprile fino a ottobre si annaffia molto regolarmente, ma senza eccedere, ed attendendo sempre che il terreno asciughi perfettamente tra due annaffiature, visto che i rizomi sono particolarmente inclini a subire danni dovuti ad eccessiva umidità. Ogni 15-20 giorni si fornisce un concime per piante da fiore, ma a metà dose rispetto a quella consigliata, in quanto grandi quantità di fertilizzante causano una grande quantità di foglie ed infiorescenze più piccole dl normale. Periodicamente si asportano le foglie rovinate, o ingiallite, in modo da eliminare eventuali funghi o batteri che possono altrimenti dilagar all’intera pianta.

Dove coltivare gli agapanti

Spesso l’agapanto viene coltivato in vaso, per avere un maggiore controllo sul terreno, sull’umidità ed anche sul clima; i vasi devono essere capienti, soprattutto quando si tratta di varietà non nane, che possono allargarsi molto, riempiendo tutto lo spazio che trovano a disposizione; i vasi si riempiono con un buon terriccio fertile, soffice e molto ben drenato, per evitare che ristagni idrici vadano a favorire lo svilupparsi di muffe e marciumi dei rizomi. I vasi di agapanto si posizionano in luogo ben luminoso e con almeno alcune ore di luce solare al giorno, possibilmente non nelle ore più calde del giorno; visto che le piante tendono a divenire molto alte, è consigliabile evitare di porre i vasi in zone del giardino soggette a forti venti. Questo favorisce anche la presenza di una buona umidità ambientale. In genere i vasi di agapanto si dispongono in una zona del giardino esposta a est o sud est, in modo che ricevano il sole del mattino, ma siano riparati dal caldo sole del pomeriggio. All’arrivo dei freddi autunnali è facile spostare i vasi in luogo riparato, in modo che non vengano colpiti dal gelo; se viviamo in una zona caratterizzata da inverni molto freddi, con gelate intense e prolungate, è bene coprire i vasi di agapanto, utilizzando dell’agritessuto. Se abbiamo posto a dimora degli agapanti a foglia caduca, possiamo attendere che la parte aera delle piante dissecchi, e quindi posizionar ei vasi in luogo buio e riparato, come una rimessa o un angolo del terrazzo, in modo che durante il riposo vegetativo, i rizomi siano lontani da possibili gelate, che possono rovinare anche irreparabilmente i rizomi. Non appena il clima tornerà mite, posizioniamo nuovamente i vasi al sole, e in breve tempo avremo dei nuovi germogli.

Propagare gli agapanti

Come avviene per la gran parte delle piante perenni, anche gli agapanti possono venire divisi; in autunno si asportano le piante dal terreno e si dividono i cespi di foglie; se abbiamo agapanti a foglia caduca ci troveremo con soltanto dei rizomi, li taglieremo con un coltello pulito ed affilato. In entrambi i casi è bene fare attenzione che tutte le porzioni preparate contengano una buona quantità di radici, in modo da garantire un corretto attecchimento alle future piante. Agli agapanti non piace molto venire spostati e maneggiati, quindi capita spesso che un rinvaso, o la divisione dei rizomi, causino la mancata fioritura per l’anno successivo, e in alcuni casi anche per l’anno ancora successivo. Gli agapanti possono venire coltivati anche per seme, seminandoli in autunno, non appena le capsule che contengono i semi disseccano; in questo caso però dovremo attendere qualche anno prima di vedere la prima fioritura della nostra nuova pianta. Tutte le parti delle piante di Agapanthus contengono saponine naturali, che risultano però leggermente irritanti per la pelle; per questo motivo, quando maneggiamo il nostro agapanto, e soprattutto quando lo potiamo o dividiamo i rizomi, è consigliabile indossare un paio di guanti.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza pratica tra coltivare agapanti a foglia caduca e quelli sempreverdi?
    La principale differenza riguarda la gestione invernale e lo spazio occupato. Gli agapanti a foglia caduca perdono completamente la parte aerea con l'arrivo del freddo, permettendo di conservare i rizomi in luoghi bui, asciutti e riparati dal gelo durante il riposo vegetativo. Al contrario, le varietà sempreverdi mantengono il fogliame anche in inverno, occupando spazio costante e richiedendo una protezione dal freddo più attenta, poiché le foglie possono subire danni se le temperature scendono troppo. Entrambe le tipologie hanno esigenze colturali simili durante la stagione vegetativa.
  • Perché il mio agapanto non fiorisce o produce fiori piccoli?
    Ci sono due cause principali legate alla cura. Innanzitutto, gli agapanti sono sensibili ai trapianti e alla divisione dei rizomi: se li hai spostati recentemente, potrebbero impiegare uno o due anni per adattarsi e rifiorire normalmente. In secondo luogo, un'eccessiva concimazione stimola la produzione di foliage a discapito dei fiori. È fondamentale usare fertilizzanti specifici per piante da fiore, ma solo a metà della dose consigliata sulla confezione; dosi elevate causano infatti molte foglie ma infiorescenze ridotte e meno vigorose.
  • È possibile coltivare l'agapanto in vaso?
    Sì, la coltivazione in vaso è molto comune, specialmente nelle zone con inverni rigidi, poiché facilita la protezione della pianta dal gelo. I vasi devono essere capienti, specialmente per le varietà non nane che tendono ad allargarsi molto. Il substrato deve essere fertile, soffice e soprattutto molto ben drenato per prevenire il marciume dei rizomi. Posizionare i vasi in una zona luminosa ma riparata dai venti forti, idealmente esposti a est o sud-est per evitare il sole cocente del pomeriggio, garantisce la migliore crescita.
  • Come e quando si propagano gli agapanti?
    Il metodo più diffuso è la divisione dei cespi o dei rizomi, da effettuare in autunno. Si estraggono le piante dal terreno, si separano i rizomi con un coltello pulito e affilato, assicurandosi che ogni porzione abbia radici sufficienti per attecchire. Un altro metodo è la semina, che va fatta in autunno utilizzando semi raccolti da capsule essiccate. Tuttavia, la via seminale richiede molta pazienza: le piante ottenute da seme impiegheranno diversi anni prima di produrre la prima fioritura.
  • L'agapanto è tossico o irritante per la pelle?
    Sì, tutte le parti della pianta di Agapanthus contengono saponine naturali che possono risultare leggermente irritanti per la pelle umana. Per questo motivo, è fortemente consigliato indossare guanti quando si maneggia la pianta, specialmente durante operazioni di potatura, pulizia delle foglie secche o divisione dei rizomi. Questa precauzione evita fastidiosi contatti cutanei con i succhi vegetali, garantendo una manutenzione sicura del proprio giardino.
  • Quale irrigazione è necessaria per l'agapanto?
    Durante il periodo vegetativo, da aprile a ottobre, le annaffiature devono essere regolari ma mai eccessive. È cruciale attendere che il terreno si asciughi completamente tra un'annaffiatura e l'altra, poiché i rizomi sono molto sensibili all'umidità stagnante che può causare marciumi. Con l'arrivo dei primi freddi autunnali, le innaffiature vanno sospese completamente fino alla primavera successiva, quando ricominciano a spuntare i nuovi germogli. La pianta entra in riposo vegetativo in inverno, anche le varietà sempreverdi.

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