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Salice piangente

Aggiornato il 25 gennaio 20174 capitoli5 domande frequenti
Maestoso salice piangente

Come irrigare

Questo elegante albero teme la siccità prolungata; di conseguenza, soprattutto durante la stagione estiva, le annaffiature devono essere effettuate regolarmente. Nel periodo invernale, invece, ed in particolare se le precipitazioni sono costanti, le irrigazioni possono essere ridotte: è importante che il terreno sia mantenuto sempre leggermente umido, ma al contempo è fondamentale evitare i ristagni d'acqua, che possono determinare marciumi all'apparato delle radici. Per scongiurare un dispendio di risorse idriche, si raccomanda l'irrigazione per aspersione. Questo metodo consente di indirizzare sottili getti d'acqua direttamente alla zona delle radici, evitando così il tronco ed il fogliame, e di annaffiare la pianta con continuità oppure a intermittenza, a seconda della propria preferenza.

Consigli per la coltivazione

La moltiplicazione del salice piangente si verifica solitamente per talea legnosa o semilegnosa. Un impianto iniziale va effettuato in un recipiente contenente terriccio mescolato con della torba e poca sabbia; trascorsi circa quaranta giorni, nel momento in cui cominciano a spuntare i primi germogli, la piantina può essere trapiantata in giardino. Il terreno ideale si presenta soffice, lievemente umido, fertile e ricco; è fondamentale che esso, prima della messa a dimora dell'esemplare, sia lavorato con una vanga, così da rovesciare ed aerare le zolle. La potatura deve essere praticata soltanto se è necessario, ovvero per recidere rami danneggiati da malattie fungine, dal freddo o da eventuali parassiti. Saltuariamente è conveniente pacciamare il terreno con delle sostanze organiche come la paglia.

Come concimare

La concimazione del salice piangente deve essere effettuata annualmente, adoperando sostanze naturali come lo stallatico maturo, oppure con un fertilizzante granulare contenente azoto, potassio e fosforo in maniera equilibrata. Tutti e tre i macroelementi sono necessari per la salute della pianta; una loro mancanza può essere davvero pericolosa, in quanto causa di un rallentamento dello sviluppo e di un generale indebolimento. L'azoto aiuta, infatti, la crescita delle parti vegetative e la produzione di clorofilla; il potassio aumenta la resistenza dell'albero al freddo e alle infestazioni dei parassiti e supporta la sintesi delle proteine; il fosforo interviene nel metabolismo energetico. Non meno importanti sono microelementi come il magnesio, il molibdeno ed il ferro, i quali a loro volta devono essere inclusi nel fertilizzante.

Parassiti, malattie e rimedi

L'esposizione che questo albero predilige è luminosa, soleggiata, ma collocata al riparo dalle intemperie, le quali potrebbero provocare gravi danni. Pericolosi sono anche gli attacchi di parassiti come gli afidi: questi sono generalmente di colore verde o brunastro e tendono a perforare le foglie, i rami e i germogli per succhiare la linfa. Sono responsabili di un deterioramento globale dell'esemplare soggetto all'infestazione, e per debellarli si suggeriscono prodotti naturali come l'infuso d'aglio ed il macerato d'ortica. L'albero può andare incontro, in più, a malattie fungine come la ruggine; essa si manifesta con macchie scure che si ampliano man mano che il fungo progredisce. È indispensabile eliminare e bruciare le parti interessate ed effettuare trattamenti con anticrittogamici a base di zolfo e rame.

Domande frequenti

  • Come devo irrigare correttamente il salice piangente?
    Il salice piangente teme fortemente la siccità e richiede annaffiature regolari, specialmente in estate. In inverno, se piove spesso, puoi ridurre l'acqua. L'obiettivo è mantenere il terreno sempre leggermente umido, ma mai zuppo: i ristagni idrici causano marciumi radicali letali. Si consiglia l'irrigazione per aspersione, dirigendo l'acqua direttamente alla zona delle radici per risparmiare risorse e proteggere tronco e foglie dall'eccessiva umidità superficiale.
  • Quando e come potare il salice piangente?
    La potatura del salice piangente deve essere minima e praticata solo quando strettamente necessario. Intervieni esclusivamente per rimuovere rami danneggiati da malattie fungine, gelate o attacchi parassitari. Evita tagli drastici non richiesti, poiché la pianta cresce vigorosamente e può recuperare da sola. Una potatura eccessiva potrebbe stressare l'albero e alterarne la forma naturale cascante che lo caratterizza.
  • Quale concime usare per il salice piangente?
    Concima annualmente utilizzando sostanze naturali come stallatico maturo, oppure un fertilizzante granulare completo. Assicurati che contenga Azoto, Potassio e Fosforo in modo equilibrato: l'Azoto favorisce la crescita e la clorofilla, il Potassio aumenta la resistenza a freddo e parassiti, il Fosforo supporta il metabolismo. Non trascurare i microelementi come Magnesio, Molibdeno e Ferro, essenziali per la salute complessiva della pianta.
  • Quali parassiti e malattie colpiscono il salice piangente?
    I principali nemici sono gli afidi, che succhiano la linfa danneggiando foglie e germogli, e la ruggine, un fungo che crea macchie scure sulle foglie. Per gli afidi, usa rimedi naturali come infuso d'aglio o macerato d'ortica. Per la ruggine, elimina e brucia subito le parti colpite e applica trattamenti anticrittogamici specifici a base di zolfo e rame per contenere la diffusione del fungo.
  • Come moltiplicare il salice piangente?
    La moltiplicazione avviene principalmente per talea legnosa o semilegnosa. Pianta la talea in un vaso con terriccio misto a torba e poca sabbia per garantire drenaggio e umidità. Dopo circa quaranta giorni, quando compaiono i primi germogli, la piantina è pronta per essere trapiantata definitivamente in giardino. Scegli un periodo favorevole alla radicazione e mantieni il substrato leggermente umido fino al radicamento.

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