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Liriodendro

Aggiornato il 18 maggio 20186 capitoli5 domande frequenti
Liriodendron albero

Generalità

Il Liriodendron tulipifera , conosciuto come Liriodendro o albero dei tulipani è un albero di media grandezza, a foglie caduche, originario dell’ America settentrionale, che raggiunge i 20-25 m di altezza. Ha tronco eretto, molto ramificato, con corteccia grigio-verde, che generalmente assume con l’età un aspetto rugoso e fessurato; la chioma ha forma piramidale negli esemplari giovani, tende ad arrotondarsi con il passare degli anni, gli esemplari vetusti hanno però chioma abbastanza disordinata. Le foglie sono grandi, quadrilobate, con margine intero; divengono di colore giallo dorato in autunno, prima di cadere. In tarda primavera produce numerose infiorescenze erette, a forma di tulipano, con petali giallo-verdi e centro arancione; in tarda estate produce grossi frutti a forma di pigna, costituiti da numerosissimi semi alati, che cadono in autunno o nella primavera successiva. Questi grandi alberi vengono in genere utilizzati nei parchi, necessitano di molto spazio per potersi sviluppare al meglio; le infiorescenze sbocciano sull’apice dei rami, e spesso non si possono vedere negli esemplari di grandi dimensioni.

Esposizione

Per quel che concerne l'esposizione migliore del liriodendro o albero dei tulipani, è consigliabile porre in luogo soleggiato o semi-ombreggiato; le piante di Liriodendron tulipifera in genere non temono il freddo, più probabilmente temono le estati eccessivamente calde, per questo motivo gli esemplari giovani possono necessitare di ombreggiatura nei mesi più caldi dell’anno. E' comunque consigliato sistemare gli esemplari di questo tipo in una zona in cui possano ricevere l'irraggiamento diretto del sole per alcune ore al giorno.

Annaffiature

Le annaffiature dell'albero di tulipani o liriodendro, da marzo a ottobre, vanno eseguite soprattutto nei periodi più caldi o siccitosi e per le piante di Liriodendron tulipifera più giovani, che necessitano di maggiori attenzioni. Gli esemplari adulti possono accontentarsi delle piogge.

Terreno

I liriodendron tulipifera preferiscono terreni umidi, freschi e profondi, possibilmente con ph leggermente acido; nel porre a dimora la pianta è bene aggiungere al terreno del terriccio specifico per piante acidofile, e concimare abbondantemente con concime organico ben maturo; in autunno e in primavera è bene concimare la pianta con concime molto ricco in azoto.

Moltiplicazione

In genere la moltiplicazione di questa varietà di albero avviene per seme, che il liriodendro produce in gran quantità; si semina in autunno, oppure in primavera, dopo aver posto i semi in frigorifero, stratificati nella sabbia, per almeno 2-3 settimane. Quando poi i nuovi esemplari di liriodendro saranno germogliati sarà possibile porli a dimora definitivamente, preparando un terreno soffice e fresco, che mantenga il giusto grado di umidità e presenti un ph leggermente acido. Questo consentirà di ottenere il migliore sviluppo.

Parassiti e malattie

Questo genere di piante teme molto l’attacco degli afidi e la clorosi fogliare. In caso si noti la loro presenza è bene intervenire tempestivamente con l'utilizzo di prodotti specifici. La clorosi può indicare che il terreno è carente di sostanze nutritive o presenta caratteristiche non congeniali allo sviluppo della pianta. Per contrastare gli afidi sono disponibili numerosi prodotti antiparassitari che daranno buoni risultati in tempi brevi.

Domande frequenti

  • Qual è l'ambiente ideale per coltivare il Liriodendro?
    Il Liriodendro richiede spazi ampi, tipici di parchi o grandi giardini, poiché può raggiungere i 20-25 metri di altezza. Predilige esposizioni soleggiate o semi-ombreggiate, garantendo alcune ore di irraggiamento diretto quotidiano. È fondamentale evitare posizioni ventose eccessive. Per quanto riguarda il clima, tollera bene il freddo, ma soffre le estati particolarmente calde e secche; nei primi anni, specialmente in zone calde, è consigliabile proteggere la chioma dall'eccessivo calore estivo.
  • Come si effettua la semina del Liriodendro?
    La moltiplicazione avviene principalmente per seme, prodotto in abbondanza dalla pianta madre. I semi possono essere seminati direttamente in autunno. In alternativa, per la semina primaverile, è necessario sottoporre i semi a una stratificazione fredda: conservateli in frigorifero, sepolti nella sabbia, per almeno 2-3 settimane prima della semina. Il substrato deve essere soffice, fresco, mantenere un'umidità costante e avere un pH leggermente acido per favorire la germinazione e lo sviluppo iniziale.
  • Quanto spesso va innaffiato il Liriodendro?
    Le annaffiature sono cruciali soprattutto per le piante giovani e durante il periodo che va da marzo a ottobre. Nei periodi caldi o siccitosi, assicurarsi che il terreno rimanga fresco, evitando però ristagni idrici. Una volta stabilitisi e diventati esemplari adulti, le piante richiedono molta meno attenzione idrica, accontentandosi generalmente delle precipitazioni naturali. Un terreno ricco di sostanza organica aiuta a trattenere l'umidità necessaria.
  • Cosa causa la clorosi fogliare nel Liriodendro?
    La clorosi fogliare, ovvero l'imbrunimento o ingiallimento anomalo delle foglie, indica solitamente due problemi principali: carenza di nutrienti nel suolo o caratteristiche chimico-fisiche del terreno non idonee. Nel caso del Liriodendro, è frequente che il pH del terreno sia troppo alcalino rispetto alla sua preferenza per un ambiente leggermente acido. Inoltre, un terreno povero o compattato impedisce un corretto assorbimento delle sostanze nutritive. Correggere il pH e arricchire il suolo con concimi organici risolve spesso il problema.
  • Quando e come concimare il Liriodendro?
    La concimazione è importante per garantire uno sviluppo vigoroso. Alla messa a dimora, è benefico incorporare nel terreno terriccio specifico per acidofile e concime organico ben maturo. Successivamente, si consiglia di fertilizzare la pianta due volte l'anno, in primavera e in autunno, utilizzando un concime molto ricco in azoto. L'azoto favorisce la crescita vegetativa e mantiene un sano colore verde alle foglie, contrastando eventuali segni di deperimento.

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