La potatura gelso di formazione
La potatura di formazione ha lo scopo di assecondare lo sviluppo naturale della pianta quindi la potatura gelso dovrà seguire uno sviluppo teso più orizzontalmente che verticalmente.Il gelso è una pianta particolarmente duttile che resiste bene alla potatura anche importante. Questo comporta la possibilità di correggere e adattare qualsiasi pianta a qualsiasi età della stessa. Se siete partiti da una pianta di gelso presa da un vivaio dovete selezionare 3 o 4 branche principali ed eliminare quelle in eccesso. Lo stesso procedimento vale anche per la parte inferiore dell'arbusto. Dopo un anno bisogna accorciare per un terzo circa le branche troppo vigorose in particolare nello sviluppo verticale. Anche negli anni successivi si continuerà con lo stesso procedimento evitando lo sviluppo verticale, assecondando la forma a globo e l'equilibrio del suo aspetto generale.
La coltivazione del gelso
Il gelso può essere coltivato o per la produzione di frutti che non sono, a dire il vero, molto richiesti; oppure per l'allevamento del baco dal seta, o in ultima istanza per scopo ornamentale. Data la scarsa richiesta di frutti si privilegia la forma libera nell'allevamento del gelso. Si adatta facilmente alla guida e alla cimatura dei rami in tal modo la duttilità del gelso permette di creare la forma desiderata finale, più o meno espansa o appiattita. La distanza ideale fra le piante è di 5-6 metri. Per iniziare a lavorare con la potatura gelso è consigliabile utilizzare delle piante prese da un vivaio di circa 3-4 anni di vita. Questo quando il nostro scopo è ottenere una forma naturale della nostra pianta di gelso. Lo sviluppo del gelso non è veloce. Ci vogliono circa 25-30 anni per ottenere i 10 metri di altezza ovvero uno sviluppo maturo dell'arbusto.
potatura di produzione e diu rinnovo
Non esiste una vera e propria potatura gelso di produzione. Questo sia per la scarsa richiesta di frutti ma anche per la scarsa incidenza sulla produzione con un intervento di potatura. Risulta opportuno sfoltire i rami malati o danneggiati, eliminando gli intrichi che rendono poco armonica la figura della pianta del gelso. Il periodo di potatura consigliato è quello di fine inverno. Vanno quindi evitati assolutamente i tagli fuori stagione che potrebbero danneggiare in maniera importante la pianta. Questo avviene per la perdita di linfa che può portare anche alla contrazione di malattie della pianta. Nel caso il vostro gelso abbia subito una serie di tagli profondi per aumentare la frondosità, bisogna tener conto che le nuove branche siano sviluppate al punto giusto. Anche nel rinnovo della pianta bisogna comunque eliminare i rami troppo vecchi o divenuti malati e improduttivi.
Caratteristiche generali della pianta
Il gelso è un arbusto fruttifero a chioma espansa. Può raggiungere i 10 metri di altezza ed espandersi oltre questa dimensione.L'ideale crescita del gelso infatti è quella in espansione orizzontale e non verticale. Quindi una chioma di globo e non intricata sarà il nostro obbiettivo nella potatura gelso.Esistono due specie principali di gelso. Il Gelso nero o Morus nigra e il Gelso bianco o Morus alba.La specie più diffusa è il gelso nero, mentre la varietà bianca è più rara. Quest'ultima però fornisce il nutrimento ideale ai bachi da seta attraverso le sue foglie.Un'ultima varietà da ricordare è il gelso nero dentato che è una sottospecie del gelso nero, diffusa nel Sud Italia e caratterizzato da frutti particolarmente scuri.Ricordiamo che il gelso nero può espandersi sia in altezza che in larghezza fino a 12 metri o più.
Domande frequenti
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Qual è il periodo migliore per potare il gelso?Il periodo ideale per eseguire interventi di potatura sul gelso è la fine dell'inverno, quando la pianta è ancora in dormienza vegetativa. È fondamentale evitare tagli durante la stagione primaverile o estiva, poiché in questi mesi la pianta presenta un'elevata produzione di linfa. I tagli fuori stagione possono causare una forte fuoriuscita di succo, indebolendo notevolmente l'esemplare e favorendo l'insorgenza di malattie fungine o batteriche. La potatura invernale garantisce invece una guarigione più rapida delle ferite e stimola una corretta ripresa vegetativa in primavera.
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Come si effettua la potatura di formazione iniziale?La potatura di formazione mira a sviluppare una struttura solida e bilanciata, privilegiando una crescita orizzontale rispetto a quella verticale. Partendo da giovani piante di vivaio (3-4 anni), si selezionano 3-4 branche principali robuste, eliminando quelle in eccesso o deboli. Negli anni successivi, si accorciano di circa un terzo i rami troppo vigorosi, specialmente quelli a portamento verticale, per favorire l'espansione laterale e formare una chioma a globo armoniosa. Questo approccio sfrutta la duttilità del gelso per creare una pianta equilibrata e resistente.
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Esiste una specifica potatura per la produzione di frutti?Tecnicamente non esiste una vera e propria 'potatura di produzione' intensiva per il gelso, principalmente perché i frutti hanno scarso valore commerciale rispetto alle altre destinazioni d'uso. Gli interventi si limitano allo sfoltimento interno per migliorare l'aerazione e la luce, eliminando rami secchi, malati o intrecciati. L'obiettivo è mantenere l'armonia della chioma e prevenire patologie. Poiché la produzione fruttifera non è il focus principale nella maggior parte degli allevamenti, la gestione si concentra sull'aspetto ornamentale o sulla fogliatura per i bachi da seta.
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Quanto spazio devo lasciare tra le piante di gelso?Considerando che il gelso è un albero che può raggiungere dimensioni considerevoli, fino a 10-12 metri di altezza e ampiezza, è essenziale garantire spazi adeguati. La distanza ideale tra le piante è di 5-6 metri. Questa separazione permette allo sviluppo orizzontale della chioma di espandersi liberamente senza creare competizione radicale o ombreggiamento eccessivo tra gli esemplari vicini. Una corretta densità di impianto favorisce anche una migliore circolazione dell'aria, riducendo il rischio di malattie crittogamiche.
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Quali sono le differenze tra Gelso Nero e Gelso Bianco?Le due specie principali sono il Gelso Nero (Morus nigra) e il Gelso Bianco (Morus alba). Il Gelso Nero è la specie più diffusa, caratterizzata da frutti scuri e una maggiore adattabilità. Il Gelso Bianco, più raro, è celebre perché le sue foglie costituiscono l'alimentazione esclusiva e ideale per i bachi da seta. Esiste inoltre il Gelso Nero dentato, una sottospecie comune nel Sud Italia con frutti particolarmente scuri. Entrambe le specie condividono la stessa facilità di coltivazione e resistenza, ma differiscono per destinazione d'uso e caratteristiche morfologiche minori.









