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Seme per il prato

Aggiornato il 07 settembre 20112 capitoli4 domande frequenti
prato

Domanda: Seme per il prato

Buongiorno, sono Francesco Otranto di Trebisacce (CS) volevo innanzitutto complimentarmi con tutti coloro che in qualche modo hanno partecipato alla messa in opera di questo sito che personalmente mi è stato molto utile in quanto fonte vasta, organizzata ed anche di facile apprendimento per i dilettanti del giardinaggio come me (e non è sempre cosi purtroppo...). Vi scrivo perchè ho intenzione di fare un prato nel giardino della villa al mare. Il problema che penso di non poter risolvere è quello della scelta del seme per il prato. Leggendo quà e là ho potuto capire che esistono sostanzialmente due tipi di graminacee per il prato, quelle che sviluppano e vegetano meglio sotto una determinata temperatura ed invece altre che assumono questo comportamento solo sopra una determinata temperatura. Visto che il periodo in cui vorrei avere un bel prato va da Maggio a Settembre ho supposto che le graminacee del secondo tipo fanno al caso mio.....ma se è così quale tipo di seme o miscuglio di semi dovrei acquistare, considerando anche la vicinanza molto ristretta col mare ( 30- 40 mt.)? Vi ringrazio anticipatamente se sarete così gentili da aiutarmi a risolvere questo grande confusione che ho. Cordiali Saluti.

Risposta: Seme per il prato

Caro Francesco, le essenze graminacee che dovrà scegliere per realizzare il suo tappeto erboso sono senza dubbio quelle che lei chiama del "secondo tipo", ovvero essenze macroterme che si sopportano e si sviluppano in modo ottimale con le alte temperature. Di questa categoria fanno parte Cynodon dactylon, Stenotaphrum secondatum, Zoysia spp. Nella scelta deve correttamente considerare la vicinanza al mare per la presenza di venti con umidità salmastra contenenti Sodio e Cloro e altri elementi che talvolta risultano fitotossici all'erba. Si consiglia di far cadere la sua scelta su varietà commerciali di Cynodon dactylon, essenza rustica rizomatosa e stolonifera, molto aggressiva anche negli ambienti estremi. Per una elevata performance estetica del tappeto erboso si consiglia di effettuare una analisi del terreno, anche di tipo economico, che fornisca i fondamentali consigli per la fondamentale concimazione di fondo.

Domande frequenti

  • Quali sono le migliori graminacee per un prato vicino al mare?
    Per un giardino costiero, specialmente a pochi metri dal mare, la scelta migliore ricade sulle specie macroterme resistenti alla salsedine. Il Cynodon dactylon è l'opzione più indicata grazie alla sua natura rustica, rizomatosa e stolonifera, capace di resistere agli agenti atmosferici marini come vento e spray salino. Altre opzioni includono lo Stenotaphrum secundatum e le varie specie di Zoysia, tutte adatte alle alte temperature estive.
  • Quando è il momento giusto per seminare il prato al sud Italia?
    Considerando che il periodo di interesse va da maggio a settembre, è fondamentale utilizzare essenze macroterme, ovvero piante che vegetano ottimamente con il caldo. Queste graminacee, come il Cynodon, richiedono temperature elevate per germinare e svilupparsi. La semina dovrebbe avvenire quando il rischio di gelate è passato e il terreno si è riscaldato sufficientemente, tipicamente nella tarda primavera o inizio estate.
  • È necessaria un'analisi del terreno prima di seminare?
    Sì, è fortemente consigliato eseguire un'analisi del terreno, anche economica, prima della semina. Questo passaggio fornisce informazioni cruciali sulla composizione chimica e fisica del suolo, permettendo di calcolare con precisione la concimazione di fondo necessaria. Una corretta nutrizione iniziale garantisce uno sviluppo vigoroso delle radici e una maggiore resistenza della pianta allo stress ambientale tipico degli ambienti costieri.
  • Il Cynodon dactylon tollera bene la salsedine?
    Il Cynodon dactylon mostra una buona tolleranza alla salsedine rispetto ad altre graminacee, rendendolo adatto a zone costiere. Tuttavia, la vicinanza diretta al mare comporta esposizione a venti carichi di cloro e sodio, elementi potenzialmente fitotossici. La sua struttura aggressiva e la capacità di espandersi rapidamente gli permettono di recuperare bene dai danni causati dagli agenti marini, mantenendo un aspetto estetico soddisfacente.

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