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Prato di dicondra

Aggiornato il 27 aprile 20188 capitoli4 domande frequenti
dichondra

Domanda: Prato di dicondra

Gent.mo staff di " Giardinaggio ", volevo porvi un quesito, a riguardo il mio prato di dichondra; visto che abito in un paese del nord e visto le temperature abbastanza basse di questi mesi, anche se le giornate sono state fino ad ora sempre soleggiate e visto il terreno un pò argilloso, se è il caso di annaffiarlo ogni tanto; aggiungo che nel mio picoolo giardino c'è un acero di modeste dimensioni. Certo di una vostra cortese risposta, vi mando i miei più sentiti saluti. Roberta

Risposta: Prato di dicondra

Gentilissimo Lettore, La ringraziamo per averci contattato in merito ai suoi quesiti sul prato di Dicondra, tramite la rubrica dell'Esperto di "giardinaggio.live". L'epoca migliore per la semina della Dichondra è generalmente il mese di aprile maggio e si può piantare anche in terreni profondi solamente 20-30 cm, l'importante è somministrare una sufficiente quantità di nutrimento e di acqua. La semina deve essere fatta superficialmente. Trattandosi di seme molto fine è buona norma eseguire l'operazione su terreno in tempera (non troppo umido o secco) e perfettamente amminutato. Al fine di favorire la distribuzione di questo seme in assenza di macchine di precisione, si consiglia di miscelare il quantitativo di seme previsto per la superficie assieme a torba od altro materiale utile a tracciare le zone seminate ed evitare anche facili sovrapposizioni. Benchè la Dicondra sia una pianta tollerante alla siccità, questa nelle prime fasi di sviluppo è molto sensibile e pertanto assieme ad una corretta preparazione del suolo, interramento del seme, è bene facilitare la germogliazione con leggere ma ripetute annaffiature (è sufficiente che l'acqua penetri almeno nei primi 5 cm di profondità) La tecnica consigliata per la concimazione ad un nuovo impianto di un tappeto erboso di Dicondra, è quella di intervenire in pre semina su terreno lavorato in occasione della prima estirpatura cercando di incorporare il fertilizzante a discreta profondità. In seguito in fase di inizio vegetazione, sarà poi opportuno ripassare con altro fertilizzante per consolidare lo sviluppo delle giovani piantine.

Descrizione e usi

La Dichondra repens è una pianta originaria dell’Australia e della Nuova Zelanda, ma, data la sua grande adattabilità e vigoria, ormai è molto diffusa anche in Asia e nelle regioni calde degli Stati Uniti, dove viene considerata un’invasiva. A livello orticolo è usata sempre più spesso: dato il suo portamento strisciante, richiede manutenzione minima, resiste abbastanza bene al calpestio e sopporta posizioni anche poco soleggiate. Una volta attecchita comincia ad allungare i suoi steli che, mano a mano, tendono autonomamente a radicare, coprendo poi vaste aree. Le foglie sono arrotondate, molto fitte, e di un bel verde acceso. Ci sono però anche svantaggi da tenere presente: al sole cresce meno vigorosamente e fa foglie più grandi, ma isolate. Inoltre si tratta di un dicotiledone: ciò significa che non avremo a disposizione diserbanti selettivi efficaci e la rimozione delle infestanti potrà essere fatta solo manualmente. LA DICHONDRA IN BREVE Famiglia, genere, specie: Convolvulaceae, gen.dichondra, repens o argentea Origini: Oceania Tipo di pianta: Erbacea, usata per il fogliame decorativo Fogliame: Persistente o semipersistente, verde o argentato Uso: Coprisuolo, rampicante o decombente Manutenzione: Medio-bassa Crescita: lenta Altezza: Fino a 15 cm Larghezza: Rami lunghi fino a 120 cm Terreno: Non esigente, ma ben drenato Esposizione: Mezz’ombra, ombra Temperatura minima: -7°C Propagazione: Semina o propaggine

Manutenzione

Nei primi tempi sarà senz’altro necessario dedicare qualche attenzione in più al nostro prato di dichondra: la crescita lenta favorisce infatti la comparsa di infestanti e la competizione diventerà un pericolo reale. Ripuliamo l’area almeno due volte alla settimana. Nei primi tempi sarà necessario irrigare frequentemente (almeno due volte alla settimana, soprattutto al Sud) accertandoci che l’acqua penetri per almeno i primi 3 cm. Un apporto idrico settimanale può però rendersi utile anche in seguito, soprattutto in estate: impedirà il disseccamento, permettendo un aspetto fresco e un colore verde acceso del fogliame.

Concimazione

Due volte all’anno, a febbraio-marzo e poi a giugno, è utile spargere un concime granulare a lenta cessione dove l’azoto risulti leggermente preponderante. I primi due anni, alla ripresa vegetativa, un buon aiuto può venire dal sangue secco di bue. Il calendario della Dichondra Semina: Ottobre-novembre; aprile-maggio Propaggine: Ottobre-novembre Concimazione: Febbraio-marzo; giugno Irrigazioni: Dopo la semina; poi giugno-agosto (almeno ogni 7 giorni) Diserbo: Marzo-giugno, ogni 3 giorni Taglio: Una volta in autunno

Taglio

Questo tipo di manutenzione non è strettamente necessario; può capitare che la pianta cresca troppo in altezza probabilmente a causa di eccessive irrigazioni o concimazioni azotate. Si può intervenire senza temere reazioni avverse. In ogni caso è sempre una buona idea procedere annualmente ad un taglio, specialmente quando ci si avvia verso la stagione fredda. Questo tipo di intervento consente alla pianta di rigenerare il fogliame e stimola la radicazione degli steli, a livello delle ascelle fogliari.

Parassiti e malattie

La dichondra non ha molti nemici. Vanno solo temuti i gasteropodi, lumache e limacce, specialmente in primavera e in autunno: la persistente umidità facilita la loro diffusione, soprattutto nelle prime ore del mattino. Sono particolarmente ghiotte delle foglie tenere e potremmo trovarci in poco tempo con un prato completamente sguarnito. Per evitare questo inconveniente usiamo gli appositi granuli, creando dei mucchietti nelle zone di maggior passaggio. Le eccessive irrigazioni possono invece causare la comparsa di crittogame, in particolare di ticchiolatura e oidio sulle foglie. Distribuiamo acqua solo quando è necessario e possibilmente la mattina, in maniera che si asciughi velocemente.

Varietà

In commercio si trovano essenzialmente due specie: la Dichondra repens (quella più usata come manto erboso) e la Dichondra argentea. Dichondra repens Cresce fino a 10 cm di altezza e ogni stelo si allunga fino a 50 cm. Nel pieno dello sviluppo forma un tappeto denso, perfetto sostituto del prato, ma può essere utilizzata anche per coprire superfici verticali data la sua attitudine ad arrampicarsi. È molto resistente al freddo e mantiene le foglie per tutto l’inverno. Vive meglio in posizioni almeno parzialmente ombreggiate, ma rifugge l’eccessiva umidità. Dichondra argentea È meno utilizzata per la creazione di tappeti verdi, ma è utilissima come annuale o pluriannuale (a seconda del nostro clima) coprisuolo, rampicante o decombente, anche in vaso. I suoi steli possono superare il metro di lunghezza e sono coperti da foglioline argentee. Molto adatta al Centro e al Sud della nostra penisola, specialmente nelle aree siccitose: le irrigazioni possono essere anche rarissime e la pianta non ne risentirà. Attenzione invece al Nord, visto che teme temperature al di sotto dei -5/8°C ed è particolarmente sensibile ai terreni umidi: usiamola piuttosto come annuale.

Domande frequenti

  • Il prato di Dicondra va innaffiato durante i periodi di siccità?
    Sì, la Dicondra tollera discretamente la siccità una volta adulta, ma necessita di irrigazioni regolari per mantenere il colore verde acceso e prevenire il disseccamento, specialmente in estate. Nelle prime fasi di sviluppo, dopo la semina, le annaffiature devono essere frequenti ma leggere, assicurando che l'acqua penetri per almeno 3-5 cm di profondità. È fondamentale evitare i ristagni idrici, poiché un terreno troppo umido favorisce l'insorgenza di malattie fungine come oidio e ticchiolatura. Innaffia preferibilmente al mattino per permettere all'acqua di evaporare rapidamente.
  • Qual è la differenza principale tra Dichondra repens e Dichondra argentea?
    La Dichondra repens è la varietà comunemente usata come sostituto del prato tradizionale grazie al suo fogliame verde intenso e alla capacità di formare un tappeto denso e compatto. Resiste bene al freddo (fino a -7°C) e al calpestio. La Dichondra argentea, invece, si distingue per le foglie rotonde e color argento, ed è meno adatta a formare prati continui. Viene spesso impiegata come coprisuolo ornamentale, in vaso o come rampicante. L'argentea è più sensibile al freddo rispetto alla repens e teme maggiormente i terreni umidi, risultando ideale per climi miti e asciutti.
  • Come si eliminano le erbe infestanti nel prato di Dicondra?
    Poiché la Dicondra appartiene alla famiglia delle Convolvulaceae (dicotiledoni), non esistono diserbanti selettivi chimici efficaci contro le infestanti senza danneggiare la pianta stessa. L'unica soluzione sicura è la rimozione manuale delle infestanti. Questo compito richiede costanza, specialmente nei primi tempi dopo la semina o l'impianto, quando la crescita lenta della Dicondra la rende vulnerabile alla competizione. Si consiglia di controllare e sarchiare l'area almeno due volte alla settimana per garantire che la Dicondra possa espandersi uniformemente senza essere soffocata da altre piante.
  • Quando e come si effettua la concimazione della Dicondra?
    La concimazione dovrebbe avvenire due volte l'anno: a febbraio-marzo per preparare la ripresa vegetativa e a giugno per sostenere la crescita estiva. Utilizza un concime granulare a lenta cessione con una leggera prevalenza di azoto, che favorisce la densità del fogliame. Durante i primi due anni dall'impianto, alla ripresa vegetativa, puoi integrare con sangue di bue secco per dare una spinta iniziale alle giovani piantine. Evita eccedenze di azoto che potrebbero causare una crescita eccessiva in altezza e più suscettibilità alle malattie, mantenendo un equilibrio nutrizionale costante.

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