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Gli amici del giardino: dove vanno le api in inverno

Aggiornato il 02 dicembre 20132 capitoli5 domande frequenti
Dove vanno le api in inverno

Dove vanno le api in inverno

Arrivano i primi freddi ed all'improvviso ci accorgiamo che il giardino è più silenzioso. Sono sparite le odiate zanzare, non volano più i rumorosi calabroni e non si scorgono più le gentili api pascolare sopra le ultime fioriture autunnali. Ma dove sono andati tutti ? Morti , migrati o in letargo? Non per tutte le specie il modo di affrontare l'inverno è il medesimo. Le zanzare per esempio non resistono al freddo intenso e rimangono vive solo allo stadio uovo o larva in ambienti protetti. I calabroni (Vespa crabro) invece sopravvivono di anno in anno grazie alla tenacia delle loro nuove regine, che una volta fecondate si nascondo al sicuro nei sottotetti o nelle cavità degli alberi. Ma l'invernamento più affascinante di tutti è proprio quello delle nostre amiche api, che tutte insieme riescono a superare anche inverni molto rigidi ed aiutandosi l'una con l'altra aspettano la nuova primavera. Le api (Apis mellifera) sono insetti sociali, che hanno compreso che l'unione è la forza di una specie, concetto che l'uomo tende a sottovalutare troppo spesso in favore dell'individualismo. Quando sopraggiunge l'autunno la regina depone un'ultima covata speciale, di api molto longeve, adatte a vivere 5-6 mesi contro i 30-40 giorni delle api comuni. Alle porte dell'inverno, questi sorprendenti imenotteri riescono ad interpretare i cambiamenti stagionali in una maniera che l'uomo non comprende ed alcuni giorni prima dell'arrivo delle prime perturbazioni, la famiglia si chiude in un glomere. Il glomere è una sorta di formazione in cui tutte le api si stringono vicine l'una all'altra a protezione della regina che rimane nel centro del nido.

Il miele come carburante

Il calore all'interno dell'alveare viene mantenuto tramite una vibrazione dei muscoli pettorali e l'energia necessaria per questa operazione è ricavata dal miele. Durante la stagione estiva il miele viene conservato nei favi, costituendo così le scorte necessarie per nutrirsi durante l'inverno. Mentre la regina riposa nelle zone più calde del nido le altre api a turno si spostano da una posizione esterna ad una interna al glomere stesso, questo per non rischiare l'ipotermia sostando troppo in una zona più fredda. Consideriamo che per la sopravvivenza dell'intera famiglia anche un solo grado di temperatura può fare la differenza; per questo motivo l'apicoltore non dovrebbe interferire con visite invernali, con conseguente apertura della cassetta ed abbassamento delle temperature. Dunque abbiamo scoperto che le api non muoiono ne entrano in un lungo sonno, ma semplicemente si raggruppano e si scaldano l'una con l'altra. E' per questo motivo che in giornate invernali particolarmente miti può capitare di vedere alcune api volare anche se ancora persiste la neve, non è raro infatti che alcune bottinatrici tentino voli esplorativi alla ricerca di polline e nettare fresco, che può essere fornito da specie a fioritura molto precoce come il nocciolo, il viburno tino, il salice delle capre, l'ontano, il calicanto ecc.

Domande frequenti

  • Dove si rifugiano le api durante l'inverno?
    Le api domestiche (Apis mellifera) non migrano né vanno in letargo individuale. In autunno, poco prima dell'arrivo del freddo intenso, formano un 'glomere', un raggruppamento compatto in cui tutte le api si stringono vicine. La regina rimane al centro, protetta dal caldo generato dalle compagne che vibrano i muscoli pettorali. Questo comportamento sociale permette alla colonia di superare gli inverni rigidi mantenendo una temperatura stabile all'interno dell'alveare.
  • Come fanno le api a produrre calore in inverno?
    Il calore all'interno del glomere è generato dalla vibrazione dei muscoli pettorali delle api operaie. L'energia necessaria per questa attività metabolica proviene interamente dalle riserve di miele accumulate durante la stagione calda e conservate nei favi. Le api si alternano ruotando tra la parte esterna, più fredda, e quella interna, più calda, per evitare l'ipotermia e garantire che la regina resti sempre nella zona più riscaldata del nucleo.
  • È normale vedere le api volare anche d'inverno?
    Sì, può capitare di osservare api in volo anche quando persiste la neve, specialmente nelle giornate invernali particolarmente miti. In questi casi, alcune bottinatrici intraprendono voli esplorativi alla ricerca di polline e nettare fresco. Questa risorsa è fondamentale e può essere fornita da piante a fioritura precoce come nocciolo, viburno tinus, salice delle capre, ontano e calicanto, che offrono cibo essenziale per la sopravvivenza della colonia.
  • Quali differenze esistono tra il ciclo vitale delle api in inverno rispetto all'estate?
    In autunno, la regina depone una covata speciale composta da api longeve, capaci di vivere 5-6 mesi, a differenza delle 30-40 giorni delle operaie estive. Queste api 'invernali' hanno il compito specifico di mantenere il calore del glomere e nutrire la regina fino alla primavera. A differenza di zanzare o calabroni, che affrontano il freddo in stadi diversi o come singole regine fecondate, le api lavorano collettivamente per preservare l'intera famiglia.
  • Perché non bisogna visitare l'alveare in inverno?
    L'interferenza umana durante l'inverno, come aprire l'alveare per controlli, è fortemente sconsigliata perché provoca un immediato abbassamento della temperatura interna. Poiché la sopravvivenza della colonia dipende dalla capacità di mantenere il calore attraverso il glomere, anche una sola perdita di grado termico può compromettere l'equilibrio energetico e mettere a rischio la vita della regina e dell'intero sciame. È meglio lasciare le api indisturbate fino alla primavera.

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