Domanda: cosa fare con un cipresso malato?
Possiedo una schiera di leyland di diversa varietà lungo una delle recinzioni (zona collinare Sicilia) alti circa 6 mt. Recentemente uno di questi ha iniziato dal basso a seccare i rametti adesso e totalmente secco fino in cima. Desideravo sapere se devo farlo togliere con urgenza e se devo trattare con qualche prodotto le altre leyland ,alcune di queste, hanno già da qualche anno rami in basso secchi e la corteccia completamente accartocciata e quando la si toglie con il dito sotto appare un colore rosso intenso c’è speranza di curarli o vanno anch'essi eliminati?
Risposta: il cancro del cipresso
Gentile Giuseppe, il cupressocyparis leilandii è una cupressacea molto sensibile al cancro del cipresso; tale malattia è causata da un fungo, che si diffonde nelle fessurazione della corteccia, nelle screpolature dovute alle intemperie, o anche nei tagli delle potature; purtroppo si tratta di una malattia molto subdola, perché si diffonde per via aerea, e spesso rimane in riposo, senza manifestarsi, fino a che la pianta non ha raggiunto una certa dimensione; in particolare, questo cancro comincia a manifestarsi nei cipressi che hanno raggiunto almeno i 3-4 metri di altezza. L’unica cosa che si può fare (anzi, si deve fare), quando un cipresso manifesta questa patologia, consiste nell’estirparlo e nel distruggerlo; quindi estirpa il cipresso malato, porta tutta la legna lontano dal giardino, brucia tutto, e raccogli la cenere, che andrà gettata tra i rifiuti solidi urbani (nell’indifferenziato). Per evitare che la malattia sia manifesti sui cipressi a fianco, provvedi con trattamenti rameici, o con poltiglia bordolese, da effettuarsi a fine inverno e in autunno. Oltre a questo, di solito si cerca di evitare questo tipo di piante per le siepi, perché tendono ad ammalarsi di cancro in modo irreparabile. In genere poi il cancro tende a penetrare attraverso la corteccia, nei punti in cui si rompe per motivi accidentali, ma anche nei tagli dovuti alle potature: se effettui qualsiasi tipo di potatura sulla tua siepe, risulta fondamentale che tu vada a chiudere ogni taglio con del mastice per potature, che oltre a favorire la cicatrizzazione del legno, contiene in genere un fungicida ad ampio spettro, che uccide eventuali funghi presenti sul taglio.
Domande frequenti
-
Come riconoscere il cancro del cipresso e quali sono i sintomi principali?Il cancro del cipresso, causato dal fungo Seiridium cardinale, si manifesta inizialmente con ingiallimento e successiva essiccazione dei rami, partendo spesso dalla base verso l'apice. I sintomi visibili includono necrosi della corteccia, che diventa rossastra o marrone scuro e si screpola, e produzione di resina. La malattia è particolarmente insidiosa perché può rimanere latente finché la pianta non supera i 3-4 metri di altezza, per poi esplodire rapidamente portando alla morte totale della conifera.
-
Devo eliminare immediatamente il cipresso Leyland infetto e come devo smaltirlo?Sì, l'estirpazione e la distruzione immediata sono fondamentali per prevenire la diffusione dello spore fungine ad altre piante sane. Non compostare mai il materiale vegetale infetto. È necessario rimuovere l'intera pianta, portare il legno lontano dal giardino e bruciarlo. Le ceneri prodotte devono essere smaltite tra i rifiuti solidi urbani indifferenziati, seguendo le normative locali per lo smaltimento di materiali potenzialmente contaminati da agenti patogeni.
-
Esiste una cura efficace per i cipressi Leyland colpiti dal cancro?Non esiste una cura definitiva una volta che la pianta è sintomatica; l'unica opzione è l'abbattimento. Tuttavia, per le piante ancora sane o con sintomi iniziali lievi, si possono adottare misure preventive. È consigliabile effettuare trattamenti preventivi a base di rame o poltiglia bordolese a fine inverno e in autunno. Inoltre, l'uso di mastice cicatrizzante contenente fungicidi su ogni taglio di potatura aiuta a proteggere le ferite dall'infezione fungina.
-
Quali precauzioni prendere durante la potatura per evitare il cancro del cipresso?La potatura rappresenta una via d'ingresso primaria per il fungo. Durante i lavori di sfoltimento o contenimento, è cruciale disinfettare attentamente gli attrezzi prima e dopo ogni intervento sulle piante. Ogni taglio effettuato sulla corteccia deve essere immediatamente trattato con mastice cicatrizzante specifico, preferibilmente addizionato di principi attivi fungicidi ad ampio spettro. Questo sigillo protegge il tessuto vegetale esposto dall'inoculo sporigeno presente nell'aria o sugli strumenti.





