Generalità
Le Prugne sono un frutto antico, presente allo stato selvatico in circa 300 specie, diffuse in tutto l'emisfero settentrionale; i frutti comunemente chiamati prugne provengono da varie cultivar ed ibridi di piante della specie prunus domestica, da cui si ottengono anche albicocche, mandorle, ciliegie, pesche. Comunemente vengono chiamate prugne le varietà ottenute dall'ibridazione di specie Europee, da cui si ottengono frutti sodi e compatti, leggermente ovali, spesso di colore viola o porpora; dalle specie di origine asiatica invece si sono ottenute le susine, frutti quasi sferici, più morbidi e succosi delle prugne. In realtà gli ibridi nel tempo sono diventati così tanti che non sempre questa distinzione ha ormai senso; in lingua italiana comunque susine e prugne sono due termini che praticamente si equivalgono. La pianta di prunus domestica è generalmente un piccolo albero, che non supera i 3 metri di altezza, con foglie caduche, di colore verde scuro, spesso con l'apice leggermente arrotolato verso il basso, ovali; i fiori sbocciano in primavera, su alcune varietà prima ancora che arrivi il fogliame; i fiori di prugna sono bianchi, a stella, spesso in piccoli mazzetti. Ai fiori seguono i frutti, che possono essere di colore vario, a partire dal verde acido, fino al viola porpora, passando per tutte le tonalità del giallo, del rosa e del rosso, a testimonianza delle molte ibridazioni avvenute nei secoli; sempre a causa dell'origine incerta di ogni ibrido, la maturazione dei frutti avviene in periodi diversi a seconda della varietà, a partire dalla primavera inoltrata, per le varietà più precoci, fino alle varietà tardive che maturano a fine estate.
Coltivazione prugne
Le prugne vengono coltivate da secoli per consumarne i frutti, crudi, cotti, in marmellata o essiccati. I frutti della prugna sono infatti dolci e succosi, molto rinfrescanti, graditi in genere anche ai bambini. Contengono una buona quantità di sali minerali, in particolare di potassio, e di vitamine. contengono anche una buona quantità di fibre, soprattutto quando essiccate, divenendo molto utili in casi di costipazione di lieve entità. Questi frutti vengono anche utilizzati per produrre liquori tradizionali, come la grappa alla prugna dell'altoadige, o la slivoviz slovena.
Esigenze colturali
La pianta di prunus domestica è piuttosto rustica e resistente e può essere coltivata senza particolari problemi anche in terreni compatti e ricchi di argilla, senza però che questi consentano la formazione di ristagni idrici, in quanto questi possono provocare l'insorgenza di marciumi radicali. Dato che la pianta di prugne può svilupparsi da diverse tipologie di porta innesti si adatta con facilità ai differenti tipi di terreno, che possono essere sia basici che acidi. Per la coltivazione, il substrato ideale è composto da un terreno soffice, ben fornito di sostanze organiche. Data la rusticità della pianta, questa riesce ad adattarsi a differenti esposizioni, anche se, per ottenere un buon raccolto, è bene posizionarla in posizione soleggiata, dove possa ricevere i raggi del sole per buona parte delle giornata. Può sopportare temperature piuttosto elevate e anche temperature che possono arrivare a - 15 °C, durante il periodo di riposo vegetativo. Non ama, invece, le gelate tardive e il freddo durante la fioritura, fattore che può compromettere pesantemente il raccolto. Nel caso di coltivazione in zone soggette a gelate tardive, è bene scegliere piante che non appartengano a varietà precoci.
Portainnesti e messa a dimora
Le prugne possono essere ottenute attraverso l'uso di differenti tipi di porta innesti, che permettono l'adattamento a terreni con caratteristiche diverse. I portainnesti più utilizzati sono, di solito, il franco, che viene utilizzato per la sua rusticità, il San Giuliano, il Mirabolano e il Brompton. In base al portainnesto la pianta assumerà diverso portamento e forma, influenzando il tipo di coltivazione. L'innesto può essere effettuato nel periodo estivo, nel mese di agosto e si interviene con la tecnica detta a gemma vegetante. Le piante così ottenute si mettono a dimora già nel periodo autunnale successivo. Le piante da utilizzare come portainnesto vanno scelte tra esemplari di almeno due anni di età. Il susino, altro nome con cui viene conosciuta la pianta di prunus domestica, può essere curato in base a differenti forme di allevamento che vanno da quella a palmetta, in cui le piante sono sistemate a parete con filari posti a circa 5 metri uno dall'altro all'allevamento a ipsilon, in cui le piante sono poste a una distanza minore una dall'altra, circa un metro e mezzo, rispetto ai quattro della sistemazione a palmetta.
Albero di prugne
Per ottenere un buon raccolto è fondamentale ricordarsi di rispettare le esigenze della pianta, sia per quanto riguarda l'esposizione che la fornitura di acqua. Per quest'ultimo aspetto è bene sapere che le piante giovani hanno bisogno di annaffiature regolari, ricordandosi di evitare ristagni idrici che possono essere pericolosi per la salute e la crescita della pianta. E' importante anche prevedere una concimazione regolare che fornisca alle piante tutto il nutrimento necessario; si possono usare concimi organici o a base di azoto. Un'altra operazione da prevedere per mantenere in salute le proprie piante è quella della potatura, che consente di tenere la pianta nella forma desiderata; è bene ricordarsi di evitare di intervenire con tagli troppo pesanti, per evitare che la pianta ne risenta eccessivamente. Alla fine dell'inverno vanno eliminati i rami rovinati o secchi e dal quinto anno di crescita, quando la pianta comincerà a presentare i primi frutti, la potatura dovrà essere finalizzata ad una buona produzione di frutti, potando i rami che rendono la chioma troppo folta e fitta.
Domande frequenti
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Qual è la differenza tra prugne e susine?Storicamente, le prugne derivano da ibridi europei, presentando frutti sodi, compatti e spesso viola o porpora. Le susine, invece, originano da specie asiatiche, risultando più sferiche, morbide e succose. Oggi, grazie alle numerose ibridazioni avvenute nei secoli, la distinzione è meno netta e i termini sono spesso usati come sinonimi in Italia, indicando genericamente i frutti del Prunus domestica.
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Come si effettua la potatura del susino?La potatura si divide in due fasi principali. A fine inverno si eliminano i rami rovinati, secchi o danneggiati dal freddo, evitando tagli eccessivi che stresserebbero la pianta. Dal quinto anno di vita, quando inizia la fruttificazione, la potatura diventa produttiva: si sfoltiscono i rami interni per rendere la chioma meno fitta, migliorando l'aerazione e la luce necessaria alla maturazione dei frutti.
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Quali sono le esigenze idriche e di terreno?Il susino predilige terreni soffici e ricchi di sostanza organica, ma si adatta anche a quelli argillosi purché ben drenati. Il nemico principale è il ristagno idrico, che provoca marciumi radicali fatali. Le piante giovani richiedono annaffiature regolari per stabilizzarsi, mentre quelle adulte sono più rustiche. È fondamentale garantire un drenaggio efficace per prevenire patologie fungine legate all'eccesso di umidità nel suolo.
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Quando e come si effettua l'innesto?L'innesto si pratica solitamente ad agosto utilizzando la tecnica della 'gemma vegetante'. Si utilizzano portainnesti di almeno due anni (come Franco, San Giuliano, Mirabolano o Brompton) per adattarsi a vari tipi di suolo. Le piante innestate vengono messe a dimora nell'autunno successivo. La scelta del portainnesto influenza il portamento della pianta, permettendo allevamenti a palmetta o a Y (ipsilon).
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Quali rischi comportano le gelate tardive?Sebbene il susino resista a temperature fino a -15°C durante il riposo invernale, le gelate tardive rappresentano un grave pericolo durante la fioritura primaverile. Il freddo intenso in questa fase può distruggere i fiori, compromettendo drasticamente o azzerando il raccolto. Nelle zone a rischio, è consigliabile selezionare varietà a fioritura tardiva per evitare danni ai fiori aperti.










