Fiori · Vegetazione spontanea

Lo spettacolo primaverile dei campi di colza

Aggiornato il 04 maggio 20186 capitoli5 domande frequenti
campi di colza

I campi di colza

In primavera è molto comune fermarsi e ammirare lo spettacolo di quegli immensi campi gialli che, negli ultimi anni, sono tornati ad essere molto comuni in tutta la nostra penisola. Si tratta della fioritura della colza, pianta tornata attuale per la facilità di coltivazione e gli innumerevoli usi cui è legata. La colza, Brassica napus, appartiene alla famiglia delle Brassicaceae ed è quindi strettamente imparentata con cavoli, broccoli e cavolfiori. Si tratta in effetti di un ibrido naturale molto vigoroso tra una rapa ed un cavolfiore. A seconda delle condizioni di coltivazione può infatti raggiungere dai 60 ai 90 cm e, grazie alle radici molto profonde, è in grado di sopportare egregiamente la siccità. La fioritura, molto duratura, avviene a metà primavera: i fiori sono composti da 4 petali opposti due a due, come tipico per questa famiglia. Il loro colore è un bellissimo giallo chiaro. Al loro appassimento cominciano a svilupparsi i semi che è ciò per cui viene prevalentemente coltivata. Sono infatti ricchi di un olio utilizzabile in ambito alimentare, ma che ha trovato ultimamente nuovi usi.

Semina della colza

La coltivazione della colza è semplice e viene utilizzata comunemente anche su piccoli appezzamenti. È infatti un ottimo rigenerante per il terreno e una parte può essere sfruttata come foraggio per gli animali. Viene poi sfruttata la sua rusticità seminandola in autunno: occupando il suolo evita che venga invaso dalle infestanti. Per ottenere un bel campo bisogna prima di tutto arare e fresare finemente: il periodo preferito nel nostro paese va da agosto ad ottobre, ma si può procedere anche alla fine dell’inverno. In piccoli appezzamenti i semi possono essere sparsi a spaglio, altrimenti si procede meccanicamente. L’ideale è creare delle file larghe 30 cm e spaziare sulla fila di circa 10 cm. Il seme va lasciato abbastanza superficiale coprendolo con al massimo 2 cm di terra fine.

Cure colturali

È una pianta abbastanza autonoma, specie se seminata in autunno quando subisce solo in minima parte la concorrenza delle infestanti. Di solito non c’è bisogno di irrigazioni per arrivare alla germinazione. Data la sua resistenza anche in seguito saranno superflue: è quindi ideale per le zone aride del nostro paese. Se procediamo in primavera invece dovremo essere un po’ più accorti eliminando le erbacce almeno fino a quando non si sarà sviluppata la rosetta basale di foglie. La colza è una pianta estremamente rustica e non necessita dell’aiuto né di ammendanti organici, né di concimi, se non di un po’ di azoto in primavera. Non teme neanche i parassiti e le crittogame: difendiamola solamente dalle limacce, specialmente nelle prime fasi della crescita.

Utilizzi della colza

La colza trova moltissimi usi in ambito agricolo e industriale, ma viene apprezzata sempre di più anche in ambito domestico. Come ammendante per i terreni La colza viene piantata in autunno o in primavera con diversi scopi. La semina autunnale prima di tutto previene la crescita di infestanti durante l’autunno e i mesi di marzo e aprile. A questo sommiamo la sua qualità di avere radici profondissime, in grado di andare a cercare e portare in superficie risorse che altre piante non sarebbero in grado di trovare. Inoltre “lavorano” il terreno rendendolo più soffice, permeabile e vivo. Per ottenere il massimo dobbiamo tagliare gli steli prima che vi sia la produzione dei semi. Li lasceremo seccare sul suolo per inglobarli con le arature preparatorie della seguente coltura. Se la semina è stata tardiva le piantine deperiranno all’arrivo del freddo: le foglie devono essere lasciate al suolo in maniera che rilascino gli elementi nutritivi.

Utilizzo in cucina

L’uso della colza come verdura non è molto diffuso nel nostro paese, ma viste le interessanti qualità nutrizionali andrebbe presa in considerazione. Si possono consumare le foglie e i fiori. Le prime vanno raccolte quando raggiungono una buona dimensione: possono essere consumate crude, ma in generale vengono cotte insieme ad altre verdure a foglia. Possono essere conservate qualche giorno in frigorifero, ma deperiscono in fretta. In alternativa possiamo sbollentarle e conservarle tramite surgelazione. I fiori vanno raccolti invece subito dopo la loro apertura e sono ottimi come decorazione per le insalate.

Altri usi della colza

La colza come coltura estensiva ha lo scopo principale di fornire i semi, ricchi di oli utilizzabili in molti ambiti. Non sono però adatti all’alimentazione umana in quanto contengono una buona quantità di acido erucico. Per ovviare a ciò in Canada è stata sviluppata una varietà detta canola, a basso contenuto, che ha riscontrato un buon successo. L’olio ricavato dai semi della varietà tradizionale è un additivo alimentare, usato in piccolissime quantità. I residui di lavorazione sono eccezionalmente ricchi in proteine e vengono impiegati come mangime animale, sostituendo la soia. Dall’olio si può raffinare anche un biocombustibile.

Domande frequenti

  • Quando è il momento migliore per seminare la colza?
    La semina della colza si effettua principalmente in autunno, tra agosto e ottobre, oppure in tarda inverno. La semina autunnale è preferita perché permette alla pianta di sviluppare un apparato radicale robusto prima del freddo, proteggendo il suolo dalle infestanti e migliorandone la struttura. Se si opta per la semina primaverile, bisogna prestare maggiore attenzione al controllo delle erbe infestanti nelle fasi iniziali, poiché la pianta non avrà ancora sviluppato la rosetta basale protettiva.
  • Si possono mangiare le foglie e i fiori di colza?
    Sì, entrambe le parti sono commestibili. Le foglie giovani possono essere consumate crude in insalata o cotte come le spinaci, ma deperiscono rapidamente: meglio conservarle in frigo per pochi giorni o surgelarle dopo una breve sbollentatura. I fiori, raccolti appena aperti, sono ideali come decorazione commestibile per piatti freddi o insalate, aggiungendo un tocco estetivo e delicato al pasto. Non sono adatti alla cottura prolungata per preservarne sapore e aspetto.
  • Qual è la differenza tra colza e canola?
    La differenza principale risiede nella composizione chimica dei semi. La colza tradizionale contiene elevate quantità di acido erucico, una sostanza non adatta all'alimentazione umana diretta. La canola è una varietà selezionata (nata in Canada) a basso contenuto di acido erucico, rendendone l'olio sicuro e nutriente per il consumo umano. Mentre l'olio di colza tradizionale è usato come additivo alimentare in tracce o per biocarburanti, quello di canola è ampiamente utilizzato in cucina per le sue proprietà salutari.
  • Come si usa la colza come ammendante per il terreno?
    La colza è eccellente come coltura di sovescio grazie alle sue radici profonde che portano in superficie nutrienti e rendono il suolo più soffice e permeabile. Per usarla come ammendante, si seminano i semi in autunno o primavera. Prima della produzione dei semi, si tagliano gli steli e si lasciano seccare a terra per incorporarli con le lavorazioni successive. Questo processo arricchisce il terreno di materia organica e migliora la struttura fisica, preparando il campo per la coltura successiva.
  • Quanto spazio e profondità di interramento richiedono i semi?
    Per una coltivazione ordinata, si consiglia di creare file distanti 30 cm l'una dall'altra, con semi posizionati ogni 10 cm lungo la fila. I semi devono essere interrati superficialmente, coperti da al massimo 2 cm di terra fine. Questa scarsa profondità di interramento è cruciale poiché i semi di colza hanno bisogno di luce e ossigeno per germogliare correttamente. Una copertura eccessiva potrebbe impedire la germinazione o rallentare significativamente la crescita iniziale della pianta.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche