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fiori melo

Aggiornato il 24 gennaio 20134 capitoli5 domande frequenti
fiori melo

Fiori melo

Il melo (melus comunis) appartiene alla famiglia delle Pomaceae. Il suo frutto viene chiamato pomo ma è un falso frutto; infatti la polpa deriva dall’ingrossamento del ricettacolo e non dall’ovario come avviene per gli altri frutti. Il vero frutto corrisponde al solo torsolo contenente i semi. Il melo fruttifica principalmente sui brindilli e sui rami misti. I brindilli hanno la gemma apicale mista e gemme a legno lungo il rametto, normalmente sono molto sottili e lunghi circa quindici o venticinque centimetri. I rami misti presentano sia gemme a legno che a fiore, mentre sulla punta ne hanno solo una a legno. La lunghezza ed il vigore dipendono dalla varietà della pianta allevata. Il ciclo vegetativo annuale del melo si compone dei seguenti periodi (fasi) di sviluppo, durante i quali la pianta svolge specifiche e particolari attività. La ripresa vegetativa avviene in particolari condizioni climatiche quando la temperatura dell’aria raggiunge valori superiori ai sette gradi; la fase di germogliazione quando le gemme a legno che si sono formate l’anno precedente si aprono ed emettono germogli; infine la fase di fioritura avviene una ventina di giorni dopo la ripresa vegetativa quando le gemme a fiore si aprono. In genere questo si verifica a fine marzo ed ai primi di aprile ma comunque dopo il pesco ed il pero. I fiori del melo si presentano a gruppetti di quattro o cinque. Il fiore centrale sboccia per primo a differenza del pero che invece sboccia per ultimo. La fase di sviluppo vegetativo è un evento di fondamentale importanza per la pianta perché è in questa fase che si formano le gemme, sia a legno che a fiore in grado di svilupparsi l’anno successivo. Le ultime due fasi sono quelle di maturazione che avviene a fine estate ed infine quella finale chiamata di riposo invernale quando la pianta cessa ogni attività ed inizia la sua fase dormiente per riprendere il ciclo l’anno successivo.

FIORI DI MELO: DESCRIZIONE

I fiori di melo come abbiamo visto si sviluppano in gruppi e sono formati da una corolla che a secondo della specie può raggiungere una lunghezza superiore ai cinque centimetri. La maggior parte dei fiori sono di colore bianco-rosa ed hanno sia stami che pistilli. La fioritura avviene generalmente in primavera dopo l’impollinazione degli insetti. Tra le specie di fiori prodotti dal melo ritroviamo: il Malus Prunifolia con fiori di colore giallo-bianco, usati molto per ornamenti; il Malus Florentina costituita da fiori bianchi con pistilli gialli che raggiungono un’altezza variante tra i sei ed i sette metri; infine il Malus Fluribonda con fiori di colore rosa prodotti dalla pianta di origine giapponese chiamata “melo Giapponese”. La maggior parte delle foglie che accompagnano i fiori di melo sono di forma ovale, di colore verde medio leggermente seghettate ai bordi e ruvide.

FIORI DI MELO: CONCIMAZIONE

I fiori di melo per essere coltivati non hanno bisogno di particolari cure ma tuttavia necessitano di alcuni indispensabili accorgimenti. La cosa fondamentale è la luminosità per cui l’esposizione soleggiata è l’ideale per ottenere i migliori risultati. Il clima idoneo per il melo è quello temperato-freddo delle regioni italiane situate soprattutto a nord est oppure in montagna ed in collina. Il terreno su cui va impiantato, deve essere ben drenato e composto da impasto medio vale a dire ben distribuito come quantitativo di terriccio leggero e pesante; inoltre non deve essere calcareo perché non adatto a questo tipo di pianta. Per la concimazione esistono dei fertilizzanti specifici a base di azoto che vanno somministrati a fine estate. Le innaffiature devono essere regolari ma in presenza di siccità prolungata, la somministrazione è più abbondante e frequente. Per la protezione dagli attacchi parassitari come ad esempio gli afidi (che distruggono, fiori, foglie e frutti) sono disponibili diverse sostanze chimiche da utilizzare diluite in acqua, con frequenza periodica.

IL MELO: POTATURA

Il melo come tutte le piante ha bisogno di essere potato sia per favorire lo sviluppo e sia per ottenere abbondanti fasi di fioritura e fruttificazione. La potatura può essere di due tipi: a secco e a verde. Occorre però ricordare che il melo risponde molto bene alla potatura a secco (invernale) e meno a quella a verde (estiva). Nei frutteti a carattere familiare per conferire alla pianta una forma che renda pratiche le operazioni di giardino quali la raccolta dei frutti, la concimazione, il taglio dell’erba, la raccolta di fiori e foglie ecc, è sufficiente costituire il primo palco all’altezza di novanta o cento centimetri, cioè trenta o quaranta centimetri più in alto rispetto alle misure consigliate. Nei nuovi impianti di melo soprattutto in quelli industrializzati, si tende ad utilizzare forme a volume contenuto per raggiungere obiettivi efficaci e economici ovvero ridurre il numero degli interventi di potatura, aumentare il numero di piante coltivate ed abbassare i costi di produzione e raccolta con macchinari altamente all’avanguardia. Quello del palco è quindi la forma più rudimentale ed antica per potare il melo rispetto alla tecnologia che ne ha ideate altre più o meno complesse ma, che mirano a salvaguardare l’obiettivo primario ovvero quello della produzione e della salute dell’albero.

Domande frequenti

  • Quando avviene la fioritura del melo e qual è l'ordine di schiusura dei fiori?
    La fioritura del melo si verifica generalmente in primavera, tra la fine di marzo e i primi di aprile, solitamente dopo quella del pesco e del pero. Avviene circa venti giorni dopo la ripresa vegetativa, quando la temperatura supera i 7°C. I fiori si presentano in grappoli di quattro-cinque unità: caratteristica distintiva è che il fiore centrale sboccia per primo, a differenza del pero dove accade il contrario.
  • Quali sono le caratteristiche botaniche del frutto del melo?
    Il frutto del melo è definito un 'falso frutto'. La parte carnosa commestibile (polpa) deriva dall'ingrossamento del ricettacolo floreale e non dall'ovario. Il vero frutto è rappresentato esclusivamente dal torsolo centrale, che contiene i semi. Questa struttura distingue il melo da molti altri frutti drupacei o bacche semplici.
  • Come si effettua correttamente la potatura del melo?
    Il melo risponde meglio alla potatura a secco, eseguita in inverno, rispetto a quella a verde (estiva). L'obiettivo è favorire la fioritura e la fruttificazione. Nei giardini domestici, si consiglia di formare il primo palco a 90-100 cm da terra. Nei frutteti professionali, si prediligono forme a volume contenuto per facilitare la raccolta meccanizzata e ridurre i costi di gestione.
  • Quali sono i requisiti di esposizione e terreno ideali per il melo?
    Il melo richiede esposizioni soleggiate per una corretta fotosintesi e maturazione dei frutti. Predilige un clima temperato-freddo, tipico delle zone nord-orientali o collinari/montane italiane. Il suolo deve essere ben drenato, di impasto medio (né troppo sabbioso né troppo argilloso) e assolutamente privo di eccesso di calce, che causerebbe clorosi ferrica.
  • Cosa sono i brindilli e i rami misti nella fisiologia del melo?
    Il melo fruttifica principalmente su due tipi di ramificazioni: i brindilli e i rami misti. I brindilli sono rametti sottili (15-25 cm) con gemme miste in cima e gemme a legno laterali. I rami misti hanno gemme a legno e a fiore lungo il fusto, terminando con una sola gemma a legno. Entrambi sono essenziali per la produzione annua.

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