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tintura madre calendula

Aggiornato il 19 dicembre 20127 capitoli5 domande frequenti
tintura madre calendula

tintura madre calendula

La tintura madre di calendula è, probabilmente, la più conosciuta da tutti i sostenitori della fitoterapia, tecnica che prevede e promuove l'utilizzo di piante e dei loro estratti, per curare malattie o, anche solo per il mantenimento del benessere fisico. La calendula, infatti, seppur usata spesso a scopo ornamentale, è considerata una delle migliori piante officinali per le sue proprietà antinfiammatorie, antisettiche e cicatrizzanti. E’ una pianta che fa parte della famiglia delle Asteracee, originaria di Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Il nome Calendula deriva dalla parola latina Calendae con la quale i Romani indicavano il primo giorno del mese, dato che fiorisce una volta al mese durante tutta l'estate. La specie più conosciuta è la calendula officinalis, caratterizzata dal fiore giallo tendente all'arancio simile al fiore della margherita; l'unica parte della calendula utilizzata per la tintura madre è quella delle sommità dei fiori, poiché le foglie sono ritenute tossiche. Oltre che per medicinali per uso esterno, la tintura di calendula è utilizzata anche nella cosmesi, sia per creme emollienti per pelli adulte, sia per la cura della pelle dei bambini.

COME SI OTTIENE

La tintura madre di calendula (anche chiamata TM) si ottiene lasciando macerare per circa dieci giorni i fiori di calendula in una soluzione fredda, composta dal alcool e acqua, dosati a seconda del tipo di pianta che si utilizza. Solitamente il rapporto di estrazione è 1:5 con alcool a 45% vol. Per ottenere la tintura madre si prediligono fiori freschi, con almeno quindici centimetri di stelo. Terminato il tempo di macerazione, si filtra la tintura spremendo bene i fiori, per essere certi che tutta la soluzione venga sfruttata.

USI

Un uso molto frequente che si fa delle tintura madre di calendula è per regolarizzare il flusso del ciclo mestruale, sia che esso sia molto abbondante, che molto scarso. Per uso esterno, poi, la tintura di calendula è utilizzata per alleviare arrossamenti della pelle, come anche eritemi da pannolino, o per infiammazioni dell’apparato genitale femminile, candidosi e vaginiti. Molto adatta anche all'igiene intimo post partum, grazie agli effetti cicatrizzanti e allo stesso tempo emollienti della calendula. E’ anche molto consigliata per la cura dell' acne, poiché i suoi principi attivi favoriscono un suo veloce assorbimento sulla pelle, per cui è spesso indicata per la pulizia della pelle giovanile, sia femminile che maschile. E’ possibile fare anche un uso interno della tintura madre di calendula, tramite gocce diluite in acqua, assunte due o tre volte al giorno per chi ha problemi di ipertensione o digestione difficile; oppure, l’effetto citoprotettore della calendula agisce sulla mucosa gastrica con proprietà anti ulcerali. Se poi sono presenti afte o ulcere alla bocca o gengiviti, la tinta madre alla calendula, diluita in acqua, è una delle migliori soluzioni per effettuare degli sciacqui o gargarismi. Per la presenza di caroteni, la calendula viene anche indicata come protettivo contro i danni dei raggi solari sulla pelle ma, essendo una soluzione idroalcolica, è sconsigliato il suo utilizzo a diretto contatto con il sole. Infine, la tintura madre di calendula è utilizzata come disinfettante naturale soprattutto sulla pelle dei neonati e, nello specifico, nella pulizia del cordone ombelicale.

METODI DI SOMMINISTRAZIONE

Per un utilizzo interno della tintura madre di calendula, è bene versare dieci o quindici gocce in un bicchiere d’acqua e ripetere il procedimento tre volte al giorno. Questo vale anche se la calendula viene utilizzata come detergente intimo per eseguire di risciacqui giornalieri. Nel momento in cui, invece, la tintura madre di calendula viene sfruttata per un uso esterno, si consiglia di versare una soluzione concentrata al 20% all'interno di acqua sterile. Nel caso della cura dell'acne, basta diluire una piccola dose di tintura in acqua, ed applicarla sui foruncoli, tamponando con un batuffolo di ovatta. Per questo utilizzo, ed inoltre, per curare scottature o ferite ed eruzioni cutanee, è necessario rispettare il rapporto 1:10 (una goccia di tintura per 10 gocce d'acqua). In caso di infiammazioni alle gengive o alla bocca e gola, la tintura madre si può impiegare per fare dei gargarismi, sempre diluita in poca quantità di acqua. Se la calendula è poi utilizzata per disinfettare il cordone ombelicale del neonato, è sufficiente inserire un cotton fioc all'interno della tintura madre e poi farlo scorrere sul moncone. Sarà sicuramente più idonea questa soluzione, rispetto a tutti i disinfettanti chimici presenti sul mercato.

DOVE SI TROVA E QUANTO COSTA

La tintura madre di calendula è facilmente reperibile in tutte le erboristerie o farmacie specializzate in prodotti naturali. Vasta gamma di scelta è anche online, sui siti specializzati in omeopatia e utilizzo di piante medicinali. Generalmente la tintura madre viene venduta in boccette contagocce da 50 ml ad un prezzo orientativo di circa dieci euro, anche se può variare a seconda del marchio e del negozio.

FAI DA TE

Seppure i costi della soluzione siano contenuti, è possibile sperimentare in casa la ricetta della tintura madre di calendula. E' necessario raccogliere la giusta quantità di fiori di calendula e, successivamente, staccare le foglie dai fiori. Questi ultimi possono essere sia lasciati interi, sia macinati con il frullatore o pestati dentro un mortaio. In questo ultimo caso, una volta ottenuta una poltiglia, versarla in una bottiglia dal vetro scuro, con etanolo diluito con acqua fino a raggiungere i 75 gradi, per una tintura più antisettica, oppure diluito fino al 35 gradi per una tintura più antinfiammatoria. E' necessario far macerare la soluzione al buio per almeno tre settimane, ricordandosi di scuotere la bottiglia ogni giorno, in modo tale da evitare che si creino depositi e che la componente di alcool e quella di calendula si mischino continuamente. Noterete un cambiamento di colore a distanza di qualche giorno. Passate le tre settimane, filtrare il composto con un colino più volte e, successivamente con un filtro di carta. Versare poi il tutto in boccette pulite, sempre di vetro scuro, a chiusura ermetica. La tintura madre di calendula si conserva a lungo, se tenuta in un luogo fresco e buio.

CONTROINDICAZIONI

Ad oggi non sono noti effetti collaterali o controindicazioni associate all'uso della tintura madre di calendula; ad ogni modo, è sempre bene constatare eventuali reazioni allergiche.

Domande frequenti

  • Quali parti della calendula vengono utilizzate per preparare la tintura madre?
    Per la preparazione della tintura madre si utilizzano esclusivamente le sommità fiorite della pianta. È fondamentale rimuovere completamente le foglie, poiché queste ultime contengono sostanze considerate tossiche e potrebbero alterare negativamente le proprietà terapeutiche dell'estratto. Si preferiscono fiori freschi, raccolti con almeno quindici centimetri di stelo, per garantire una concentrazione ottimale dei principi attivi antinfiammatori, antisettici e cicatrizzanti.
  • Come si prepara correttamente la tintura madre di calendula in casa?
    La procedura prevede la macerazione dei fiori freschi in una soluzione idroalcolica per almeno tre settimane. Si consiglia di usare etanolo diluito in acqua: portare la gradazione a 75 gradi per un effetto più antisettico, o a 35 gradi per un'azione prevalentemente antinfiammatoria. I fiori vanno posti in un contenitore di vetro scuro, tenuto al buio, e la miscela va agitata quotidianamente. Al termine, si filtra il liquido attraverso un colino e poi carta da filtro, conservandolo in boccette scure a chiusura ermetica.
  • Quali sono gli usi principali della tintura madre di calendula per la pelle?
    La tintura è eccellente per la cura della pelle grazie alle sue proprietà cicatrizzanti ed emollienti. Viene utilizzata per trattare arrossamenti, eritemi da pannolino, acne, scottature e ferite lievi. È particolarmente indicata per l'igiene intima post-partum e per la disinfezione del cordone ombelicale nei neonati. Per l'acne, si applica diluita con cotone; per ferite e scottature, si usa una soluzione al 20% in acqua sterile o nel rapporto 1:10.
  • Come si assume la tintura madre di calendula per via interna?
    L'uso interno richiede precauzione e diluizione. Si versano dieci-quindici gocce in un bicchiere d'acqua, assumendo la soluzione due o tre volte al giorno. Questa modalità è consigliata per regolare il ciclo mestruale, combattere l'ipertensione, migliorare la digestione e proteggere la mucosa gastrica grazie all'effetto anti-ulcerale. Può essere utilizzata anche sotto forma di sciacqui o gargarismi diluiti per afte, ulcere orali e gengiviti.
  • Esistono controindicazioni o effetti collaterali nell'uso della tintura madre di calendula?
    Attualmente non sono riportati effetti collaterali specifici associati all'uso della tintura madre di calendula. Tuttavia, come per qualsiasi sostanza naturale, è opportuno verificare la propria sensibilità per escludere possibili reazioni allergiche. Inoltre, nonostante la calendula protegga dai raggi solari grazie ai caroteni, la tintura madre essendo idroalcolica non deve essere applicata sulla pelle prima di esporla direttamente al sole per evitare fotosensibilità.

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