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estratti frazionati

Aggiornato il 09 gennaio 20134 capitoli5 domande frequenti
estratto frazionato

estratti frazionati

Con il termine di estratto frazionato si intende un preparato omogeneo composto da un insieme di componenti chimici ben precisi che, mediante un procedimento ben definito, vengono estratti da una particolare pianta o fitocomplesso; con il termine frazionato, pertanto, si vuole indicare la specificità e la particolarità dei componenti che si sceglie di estrarre, a discapito di altri che, invece, si desidera escludere da un dato complesso. Lo scopo della creazione di un estratto frazionato, nello specifico, è, per esempio, quello di non comprendere elementi che potrebbero risultare più o meno nocivi o dannosi per la salute o, semplicemente, per potenziare e rendere un estratto frazionato più mirato per il suo scopo. Infine, altro elemento molto importante da tenere in considerazione, è quello che permette a scienziati e ricercatori di studiare in maniera molto più approfondita ogni singolo principio attivo presente nel mondo naturale, arrivando così ad individuare con certezza quelli che possono essere considerati come elementi benefici per il corpo umano e quelli che, per contro, risultano nocivi. Da qui, poi, è possibile creare estratti frazionati ad hoc, ovvero studiati e definiti che curare precise patologie mediante rimedi assolutamente naturali e prendendo solamente gli elementi in grado di raggiungere tale scopo, escludendone, invece, quelli non necessari.

Il successo degli estratti frazionati: una nuova forma di fitoterapia

Grazie ai grandi passi avanti fatti in campo farmaceutico e fitoterapeutico, gli estratti frazionati stanno avendo un forte sviluppo e diffusione sul mercato, dove è possibile reperirli maggiormente sotto forma di principi attivi e preparazioni fitoterapeutiche; il grande successo degli estratti frazionati è collegato all'utilizzo che se ne può fare: poter, infatti, usufruire del singolo componente, o gruppo di componenti, di origine naturale, ma non dell'interezza di una pianta, permette di godere appieno delle proprietà farmacologiche che è in grado di offrire. Si può, per esempio, godere delle proprietà benefiche dei polifenoli contenuti nella pianta di tè verde, ma senza l'elemento che potrebbe creare controindicazioni che è la caffeina, presente, invece, nella pianta stessa.

Gli estratti frazionati: come crearli

Come descritto poco sopra, gli estratti frazionati rappresentano, a tutti gli effetti, un nuovo traguardo all'interno del macro insieme della fitoterapia; se fino a pochi decenni fa, infatti, questa scienza si basava principalmente su modalità di estrazione come le polveri e le tinture, infusi e decotti, che prendevano la totalità della pianta di derivazione con benefici ed effetti collaterali, oggi, mediante l'estrazione che prevede la presenza di CO2 supercritica, è possibile ottenere composti formati da singoli principi attivi o da un insieme di elementi in grado di intervenire in maniera diretta su precise patologie e curarle, controllando in maniera più che precisa la composizione dell'estratto frazionato creato. Ad oggi, esistono principalmente due tecniche che consentono di verificare la reale composizione degli estratti frazionati: la TLC e la HPLC, anche se è quest'ultima quella preferita in assoluto dai ricercatori e quella che consente di raggiungere i maggiori risultati. Nello specifico, la HPLC (il cui acronimo sta per "cromatografia liquida ad alta pressione") garantisce a coloro che creano un dato estratto frazionato di controllare con precisione che ciascun elemento che si intendeva prelevare sia realmente presente all'interno del complesso e che, soprattutto, lo sia nella corretta quantità, nonché di confermare l'assenza di quegli elementi che, invece, era stato deciso di escludere totalmente dall'estratto e che non ve ne sia nemmeno una minima traccia all'interno. Per quanto riguarda, infine, il metodo di estrazione dei componenti, la tecnica maggiormente utilizzata è quella che sfrutta la cosiddetta CO2 supercritica, ovvero un fluido a base di anidride carbonica che viene portato, mediante un processo chimico, ad una temperatura che supera la sua temperatura critica, andando ad eliminare la distinzione tra lo stato liquido e quello gassoso.

Caratteristiche degli estratti frazionati

Per concludere quello che è il discorso sugli estratti frazionati, non rimane che analizzare quelle che sono le caratteristiche vere e proprie di questa nuova forma di fitoterapia. In primo luogo, pertanto, la principale caratteristica è quella della sua specificità: gli estratti frazionati, infatti, sono formati da elementi precisi ed identificabili a laboratorio mediante la tecnica della HPLC (già descritta sopra); in secondo luogo, poi, gli estratti frazionati possono essere considerati efficaci: conseguenza intrinseca della prima caratteristica, infatti, è quella di risultare studiati ad hoc per intervenire in maniera mirata su una precisa patologia. Infine, l'ultima caratteristica di questi complessi è quella della sicurezza: il fatto, infatti, di poter decidere a priori quali componenti integrare in un dato estratto frazionato eliminando, invece, quelli nocivi o sospetti di poter creare controindicazioni, ne rende sicura l'assunzione anche per periodi prolungati nel tempo (leggere ovviamente il foglietto illustrativo), senza che ciò possa creare scompensi al corpo umano.

Domande frequenti

  • Cosa sono esattamente gli estratti frazionati?
    Gli estratti frazionati sono preparati omogenei ottenuti isolando specifici componenti chimici da una pianta o fitocomplesso, escludendo deliberatamente altre sostanze. A differenza degli estratti tradizionali che contengono l'intera matrice vegetale, questi prodotti selezionano solo i principi attivi desiderati, garantendo una specifica azione terapeutica e riducendo il rischio di effetti indesiderati legati alla presenza di composti non utili o potenzialmente nocivi.
  • Qual è il vantaggio principale rispetto alle erbe tradizionali?
    Il vantaggio chiave è la specificità e la sicurezza. Mentre le forme tradizionali (tè, decotti) introducono nell'organismo tutta la pianta, inclusi eventuali allergeni o tossine, gli estratti frazionati permettono di assumere solo i principi attivi benefici. Questo elimina le controindicazioni legate ad altre parti della pianta, rendendo il trattamento più mirato, efficace e sicuro per l'uso prolungato, sotto controllo medico.
  • Come avviene il processo di estrazione?
    La tecnica più avanzata e diffusa utilizza la CO2 supercritica. L'anidride carbonica viene portata oltre il suo punto critico, comportandosi come un fluido capace di penetrare nei tessuti vegetali e sciogliere selettivamente i composti target. Questo metodo permette di separare con precisione i principi attivi dalle altre sostanze, ottenendo un estratto puro e privo di residui solventi chimici aggressivi.
  • Come si verifica la qualità e la purezza dell'estratto?
    La composizione viene analizzata rigorosamente tramite tecniche cromatografiche, in particolare la HPLC (cromatografia liquida ad alta pressione). Questo strumento permette di identificare con certezza ogni singolo principio attivo presente, verificarne la concentrazione esatta e confermare l'assenza totale delle sostanze che si intendevano escludere, garantendo così standard di qualità e riproducibilità elevati.
  • Possono essere usati per curare patologie specifiche?
    Sì, gli estratti frazionati sono spesso creati 'ad hoc' per intervenire su precise condizioni patologiche. Isolare un singolo principio attivo o un gruppo mirato di molecole permette di agire direttamente sul meccanismo fisiologico interessato. Tuttavia, il loro utilizzo deve sempre avvenire sotto supervisione professionale, leggendo attentamente il foglietto illustrativo per dosaggi e controindicazioni specifiche.

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