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Belladonna omeopatia

Aggiornato il 15 dicembre 20144 capitoli4 domande frequenti
Pianta in fiore di Belladonna

Che cos'è la Belladonna

Pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Solanaceae, come la patata e il pomodoro, la belladonna, il cui nome scientifico è Atropa Belladonna, è costituita da un fusto robusto, ramificato e scanalato, da cui le foglie, di forma ovale-lanceolate, si dipartono alternate, ricoperte di una peluria presente anche sul fusto e responsabile di un odore sgradevole. I fiori sbocciano nel periodo estivo e sono caliciformi, di color porporino-violaceo, senza alcuna pretesa di particolare bellezza, mentre i frutti sono bacche nere lucide contornate da un calice a stella, che richiamano alla memoria i mirtilli per forma e colore. La pianta risulta interamente velenosa, comprese le bacche che di contro hanno un sapore dolciastro e gradevole; ne bastano poche per portare a morte da avvelenamento. Proprio a questo effetto letale è associato il nome Atropa, che nell'antica mitologia greca, rappresentava la figura responsabile della fine della vita degli uomini. Il termine Belladonna, deriva invece dall'uso cosmetico che le donne ne facevano in antichità, per dare colorito al viso e dilatare le pupille nel tentativo di rendere lo sguardo più ammaliante e languido.

Caratteristiche e proprietà della Belladonna

La pianta, il cui uso inconsapevole può risultare addirittura letale, contiene tre alcaloidi, vale a dire atropina, iosciamina e scopolamina. Ognuno di essi ha un effetto abbastanza evidente sull'organismo umano; in particolare, l'atropina agisce sul sistema nervoso parasimpatico con effetti sedativi ed anestetici, ed è la più pericolosa. La iosciamina stimola il sistema nervoso centrale, mentre la scopolamina è un depressivo dello stesso. Sotto forma di cerotti, la scopolamina può essere utilizzata anche in casi di sintomatologia da cinetosi. A dosi misurate, sia la iosciamina che la scopolamina, contenute in semi, radici e foglie, possiedono proprietà antispasmodiche e possono essere d'aiuto in corso di attacchi d'asma, nevralgie, cefalee, spasmi e coliche sia intestinali che biliari, oltre che per alleviare dolori muscolari e reumatici. L'atropina, viene invece utilizzata localmente in colliri midriatici, per dilatare la pupilla e permettere la visione nitida del fondo dell'occhio. A causa della forte attività sul sistema nervoso degli alcaloidi presenti in questa pianta, la belladonna va consigliata ed utilizzata solo sotto stretto controllo e prescrizione medica.

Quando e come utilizzare la Belladonna

L'uso omeopatico della belladonna, è consigliato nei casi in cui i sintomi del disturbo si associano alle caratteristiche del rimedio. La sua attività simpaticolitica la rende adatta a ridurre situazioni di arrossamento delle prime vie aeree, a lenire infiammazione della gola, ad alleviare il senso di peso anginoso e a facilitare una deglutizione difficile, quindi può essere sfruttata quando esiste una certa tendenza a raffreddarsi frequentemente. Nella giusta misura, l'atropa belladonna può anche essere la soluzione alternativa a farmaci antinfiammatori e spasmolitici, perché espleta un effetto depressivo sul sistema nervoso parasimpatico, trovando impiego in una moltitudine di disturbi gastroenterici, come la colite e la costipazione. Attivo su dolori articolari, dentali e muscolari, può essere all'occorrenza un valido sostituto di analgesici farmacologici anche nelle congiuntiviti e nelle otiti, sia interne che esterne.La dose deve sempre essere consigliata in base alle necessità, tenendo presenti lo stato di salute ed eventuali patologie, i cui sintomi potrebbero sommarsi ai principi attivi della pianta e dare effetti sinergici dannosi.

Controindicazioni ed interazioni farmacologiche della Belladonna

Come già sottolineato varie volte, è importante che questo rimedio naturale, dato il suo alto potere fitoterapico che può risultare anche letale, vada utilizzato con cautela, alle dosi raccomandate e sotto stretto controllo medico. Difatti, le controindicazioni della belladonna sono di un certo rilievo e con conseguenze non poco trascurabili.Non è indicata per esempio in caso di asma bronchiale, bradicardia e glaucoma, perché la sua attività, in sinergia a questi disturbi, potrebbe produrre alterazioni del ritmo cardiaco, aumento della pressione endoculare, ed edemi polmonari. In caso di sovradosaggio i sintomi comprendono disturbi dell'accomodazione visiva, azzeramento della salivazione e diminuzione della produzione di sudore. Non sono escluse inoltre reazioni di rossore cutaneo, allucinazioni e spasmi.L'azione della belladonna è tutt'altro che lieve pur trattandosi di una pianta naturale, per questo va posta scrupolosa attenzione nelle associazioni farmacologiche che possono essere fatte in concomitanza del suo uso. A questo scopo è bene tener presente che si hanno amplificazioni dei suoi effetti con farmaci antidepressivi triciclici, anticolinergici, amantadina e chinidina.

Domande frequenti

  • Quali sono gli effetti terapeutici principali della Belladonna in ambito omeopatico?
    In omeopatia, la Belladonna è indicata principalmente per condizioni caratterizzate da improvvisa insorgenza, arrossamento e calore. È utile per lenire l'infiammazione della gola, ridurre il senso di peso anginoso e facilitare la deglutizione difficile, specialmente in chi tende a raffreddarsi frequentemente. Inoltre, grazie alla sua azione sul sistema nervoso, può aiutare in disturbi gastroenterici come colite e costipazione, nonché alleviare dolori articolari, dentali, muscolari, congiuntiviti e otiti, fungendo talvolta da alternativa naturale agli antinfiammatori e spasmolitici.
  • Per quali condizioni mediche l'uso della Belladonna è assolutamente controindicato?
    L'uso della Belladonna è severamente sconsigliato in presenza di asma bronchiale, bradicardia (bassa frequenza cardiaca) e glaucoma. In questi casi, l'attività della pianta potrebbe aggravare la situazione provocando alterazioni del ritmo cardiaco, aumento della pressione endoculare o edemi polmonari. Data la sua potente azione sugli alcaloidi che colpiscono il sistema nervoso, l'automedicazione è pericolosa e l'uso deve avvenire esclusivamente sotto stretto controllo medico per evitare sinergie dannose con altre patologie.
  • Cosa succede in caso di sovradosaggio o avvelenamento da Belladonna?
    La Belladonna è altamente velenosa; bastano poche bacche per causare avvelenamento grave o mortale. I sintomi da sovradosaggio includono disturbi dell'accomodazione visiva, completa secchezza della bocca (azzeramento della salivazione), riduzione o assenza di sudorazione, rossore cutaneo, allucinazioni e spasmi muscolari. L'intossicazione colpisce il sistema nervoso a causa degli alcaloidi atropina, iosciamina e scopolamina. È fondamentale agire immediatamente cercando assistenza medica in caso di ingestione accidentale, specialmente da parte di bambini.
  • Con quali farmaci comuni la Belladonna può interagire negativamente?
    L'azione della Belladonna può essere amplificata da diverse classi di farmaci, aumentando il rischio di effetti collaterali. Tra le interazioni più rilevanti vi sono quelle con antidepressivi triciclici, farmaci anticolinergici, amantadina e chinidina. Poiché la Belladonna ha un forte impatto sul sistema nervoso parasimpatico, l'associazione con queste sostanze può potenziarne gli effetti sedativi o anticolinergici, portando a complicanze imprevedibili. Qualsiasi associazione farmacologica deve essere valutata attentamente dal medico curante prima dell'inizio della terapia omeopatica.

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