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ginkgo

Aggiornato il 27 ottobre 20115 capitoli4 domande frequenti

Un bonsai di Ginkgo biloba

Il Ginkgo biloba è un albero maestoso, a foglie decidue, diffuso in coltivazione in tutto il mondo; è un albero a crescita abbastanza lenta, con un bel fogliame a ventaglio, che diviene di colore giallo oro in autunno, prima di cadere; nonostante l'aspetto delicato ed elegante i ginkgo sono alberi resistenti e vigorosi, che difficilmente sono soggetti a malattie, tanto che in Italia vengono spesso utilizzati come alberature lungo i viali cittadini. Gli esemplari giovani hanno il portamento di una conifera, con il fusto eretto e i rami disposti perpendicolari al fusto, paralleli al terreno; questo tipo di sviluppo tende a dare alle piante giovani un aspetto rigido ed eccessivamente formale; il bonsaista che desidera un ginkgo bonsai dovrebbe cominciare con una pianta molto piccola, in modo da riuscire a modificare facilmente l'andamento dei rami, e garantire uno sviluppo a candela, o a scopa rovesciata. La coltivazione dei ginkgo a bonsai non è difficilissima, anche se offre qualche elemento di sfida: a parte il portamento, che negli esemplari giovani si riesce a modificare anche semplicemente con delle buone potature, il ginkgo ha anche foglie abbastanza grandi; è quindi consigliabile tendere ad ottenere un bonsai di dimensioni medie o grandi, o il fogliame ampio rovinerà completamente l'effetto finale.

Potature

Il ginkgo è una pianta a foglie caduche, in inverno rimane completamente spoglio, e in autunno è facile osservare le ramificazioni e considerare quali siano da rimuovere, in quanto intralciano l'equilibrio della pianta; queste piante producono spesso numerosi polloni basali, che vanno rimossi se non si intende ottenere l'effetto di un piccolo boschetto di ginkgo. In primavera i boccioli rigonfi preannunciano l'arrivo del fogliame, che viene spesso prodotto in mazzetti attaccati alla stessa gemma; la potatura primaverile si pratica accorciando tutti i rami semilegnosi, lasciando soltanto due-tre foglie. La pianta tende a svilupparsi lentamente, ma per tutta la stagione vegetativa, sarà quindi necessario procedere alla cimatura di tutti i rami nuovi, non appena raggiungono le 5-6 foglie. Questa pianta mal sopporta il filo metallico, che tende a rovinare vistosamente la corteccia sottile e delicata; se troviamo necessario apporre del filo metallico dovremo farlo all'inizio dell'estate, prima che i rami divengano completamente legnosi e quindi fragili. Per evitare che il filo rovini irreparabilmente la corteccia è necessario coprire il ramo con della rafia, e vigilare frequentemente durante i mesi, per evitare che il ramo cresca e venga quindi compresso dal filo.

Annaffiature

Da quando in primavera iniziano ad ingrandirsi le gemme con le nuove foglie, annaffiamo con regolarità, evitando di lasciare il terreno sempre umido, ma evitando anche di lasciarlo asciutto a lungo; il ginkgo sopporta abbastanza bene la siccità, e in genere il fogliame tende ad afflosciarsi se il terreno rimane asciutto a lungo, segnalandoci che è il momento per una abbondante annaffiatura. Nel periodo invernale evitiamo di annaffiare, poichè l'apparato radicale tende ad immagazzinare molta acqua, ulteriore acqua presente nel terreno potrebbe dare origine a marciumi, oppure potrebbe causare il penetrare del gelo nel terreno, rovinando molto l'apparato radicale. Da aprile a settembre all'acqua delle annaffiature si aggiunge del concime specifico per bonsai.

Esposizione

Il ginkgo è un albero completamente rustico in Italia, quindi queste piante si coltivano come bonsai da esterno, posizionandole in un luogo soleggiato; ripariamo dal sole in estate, spostando la pianta a mezz'ombra. In inverno l'apparato radicale contenuto inv asi molto piccoli potrebbe venire rovinato dal gelo, copriamo tutto il vaso con dell'agritessuto, per evitare che questo accada.

Contenitore e terriccio

Il ginkgo si coltiva in un terreno composto prevalentemente da akadama, alleggerito con sabbia o pietra pomice, per aumentarne il drenaggio ed evitare ristagni. Sono bonsai che possono raggiungere dimensioni cospicue, vengono spesso coltivati in vasi abbastanza ampi, talvolta anche in vasi da bonsai profondi. Si rinvasano ogni anno, per quanto riguarda gli esemplari giovani, in autunno. Gli esemplari vetusti si rinvasano ogni 2-3 anni, o anche meno spesso.

Domande frequenti

  • Come si pota correttamente un Ginkgo bonsai?
    La potatura del Ginkgo richiede tempismo preciso. In autunno, quando la pianta è spoglia, rimuovi i rami che disturbano l'equilibrio estetico ed elimina i polloni basali. In primavera, accorcia i rami semilegnosi lasciando solo due-tre foglie per stimolare la rifogliatura. Durante tutta la stagione vegetativa, procedi alla cimatura dei nuovi getti non appena raggiungono le 5-6 foglie. Questa tecnica mantiene le proporzioni e favorisce la ramificazione fine essenziale per un bonsai armonioso.
  • È possibile usare il filo metallico sul Ginkgo?
    L'uso del filo metallico sul Ginkgo è rischioso perché la sua corteccia è sottile e delicata; il filo tende a segnare irreparabilmente il tronco. Se necessario, applica il filo all'inizio dell'estate, prima che i rami diventino legnosi e fragili. È fondamentale proteggere il ramo avvolgendolo con della rafia per evitare abrasioni. Controlla frequentemente la pianta nei mesi successivi per sfilare il filo tempestivamente, impedendo che la crescita del ramo lo comprima e lo marchi definitivamente.
  • Quanto deve essere grande un bonsai di Ginkgo?
    Si consiglia di coltivare il Ginkgo come bonsai di medie o grandi dimensioni. Le sue foglie sono naturalmente ampie e a forma di ventaglio; se si tenta di creare un bonsai molto piccolo (shohin o minimo), le foglie risulteranno sproporzionate rispetto al tronco, rovinando l'effetto estetico complessivo. Iniziare con una pianta giovane e piccola permette comunque di modellare meglio il portamento verso forme a candela o scopa rovesciata, mantenendo però dimensioni adeguate alla grandezza del fogliame.
  • Come gestire le annaffiature e il riposo invernale?
    In primavera, con la ripresa delle gemme, annaffia regolarmente mantenendo il substrato leggermente umido ma mai zuppo. Il Ginkgo tollera bene la siccità momentanea, ma il fogliame si affloscerà se il terreno resta asciutto a lungo, segnalando la necessità di irrigazione. In inverno, interrompi quasi del tutto le annaffiature poiché la pianta è dormiente e le radici immagazzinano acqua; un terreno troppo bagnato può causare marciumi o favorire il gelo nell'apparato radicale, danneggiandolo gravemente.

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