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Altezza ultimo taglio erba prima dell'inverno: consigli pratici

Aggiornato il 30 settembre 20264 capitoli
L'importanza dell'altezza per la resistenza al freddo

Perché l'altezza decide la tenuta del prato al freddo

Quando arriva il momento dell'ultimo taglio dell'erba prima dell'inverno la tentazione è di abbassare la lama al minimo, per non tornare più sul prato fino a marzo. È invece l'altezza che lasci adesso a decidere come il tappeto erboso attraverserà i mesi freddi: fermandoti intorno ai 4-5 centimetri affidi alle foglie il compito di schermare il colletto, la zona alla base degli steli da cui riparte la vegetazione, e proteggi anche i primi centimetri di terreno dalle gelate notturne. La massa fogliare che resta continua a lavorare, perché nelle giornate luminose le graminacee fanno fotosintesi anche con poco caldo e accumulano riserve nelle radici e negli stoloni, pronte per il risveglio di primavera. Un taglio raso espone il colletto, rallenta la rigenerazione e lascia spazi vuoti che in primavera vengono occupati dalle infestanti. Nemmeno l'eccesso opposto ti aiuta: oltre i 6-7 centimetri l'erba si corica, resta umida sotto brina e neve e favorisce i marciumi. Restando sui 4-5 centimetri ottieni protezione dal freddo senza creare quel microclima umido che rovina il manto erboso.

Quando farlo: le temperature contano più del calendario

Il momento giusto non si legge sul calendario ma sul prato. La crescita delle specie microterme, quelle più diffuse nei nostri tappeti erbosi come loietto, festuche e poa, rallenta quando le temperature medie scendono verso i 10 gradi e si arresta con le minime vicine allo zero: da quel momento l'erba non allunga più e ha senso dare la passata conclusiva. A seconda della zona e dell'altitudine puoi trovarti a farlo tra la fine di ottobre e i primi di dicembre, quindi regolati sull'andamento della stagione. Se il tuo è un prato di macroterme, che d'inverno entra in dormienza e ingiallisce, aspetta che abbia perso colore prima di intervenire. Non riporre il tosaerba troppo presto. In un autunno mite o durante un inverno dolce il prato può riprendere a vegetare, e una passata leggera che si limita a pareggiare gli fa solo bene. Rimanda invece il lavoro quando il terreno è saturo d'acqua o gelato: nel primo caso le ruote compattano il suolo e lasciano solchi, nel secondo le foglie irrigidite dal ghiaccio si spezzano e il colletto subisce lesioni che vedrai a primavera. Meglio attendere qualche giorno asciutto e muoversi nelle ore centrali, quando la brina si è sciolta.

Come eseguire il taglio finale senza stressare l'erba

Prima di accendere il motore controlla due cose: che l'erba sia asciutta e che la lama sia affilata. Una lama consumata strappa i lembi fogliari invece di reciderli, lascia gli apici sfilacciati e biancastri e apre altrettante ferite da cui entrano i patogeni, muffa della neve compresa, che nei mesi freddi trova nell'umidità stagnante le condizioni per svilupparsi. Rispetta poi la regola del terzo: non asportare più di un terzo dell'altezza in un solo intervento. Se il prato è arrivato a dieci centimetri non scendere di colpo a cinque, ma abbassa la lama in due passate distanziate di qualche giorno, così le piante hanno il tempo di adattarsi. Per l'ultimo taglio prima dell'inverno rinuncia al mulching e monta il cesto di raccolta: lo sfalcio lasciato al suolo, con le giornate corte e l'aria umida, si decompone lentamente e contribuisce al feltro. Approfitta della stessa occasione per raccogliere le foglie cadute, perché uno strato compatto di fogliame toglie luce all'erba e la fa ingiallire a chiazze. Finito il lavoro, pulisci il fondo del piatto di taglio prima che i residui si asciughino e si incrostino.

Il tosaerba dopo l'ultima passata: pulizia e rimessaggio

Chiusa la stagione, dedica mezz'ora alla macchina e la ritroverai pronta in primavera. Elimina l'erba dal carter e dalle prese d'aria, sciacqua se il costruttore lo consente e lascia asciugare tutto, perché i residui umidi trattengono acqua contro la lamiera e innescano la ruggine. Poi smonta la lama, affilala mantenendo l'angolo originale e verifica l'equilibratura: se è deformata o troppo consumata conviene sostituirla, dato che una lama sbilanciata trasmette vibrazioni all'albero motore. Sui modelli a scoppio stacca il cappuccio della candela per escludere avviamenti accidentali, controlla l'olio e cambialo se ha fatto tutta la stagione, quindi scegli tra svuotare il serbatoio e aggiungere uno stabilizzante, perché la benzina lasciata a lungo forma depositi che intasano il carburatore. Sui modelli a batteria rimuovi il pacco e conservalo a carica parziale in un ambiente asciutto e non gelido. Ricovera il tosaerba al coperto, sollevato da terra se il pavimento è umido.

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