Arredo giardino · Irrigazione

Impianti irrigazione fai da te

Aggiornato il 06 luglio 20185 capitoli5 domande frequenti
impianti irrigazione fai da te

Considerazioni generali

La più semplice tra le tecniche di irrigazione fai da te è sicuramente quella che prevede l'utilizzo del classico innaffiatoio, da preferire con l'applicazione del dispositivo a cipolla, che permette di distribuire l'acqua in maniera più uniforme e sottoforma di pioggerellina. Qualsiasi metodologia si scelga, è essenziale ricordare che andranno bagnate principalmente le radici della pianta, evitando quindi fiori, gemme e foglioline, specie se delicate. In caso contrario queste fragili parti potrebbero spezzarsi e cadere, oppure si favorirà la proliferazione di funghi e parassiti, attirati dal ristagno dei liquidi. Affinchè non vi siano sprechi di acqua dovuti alla sua evaporazione è consigliabile effettuare l'irrigazione dopo il tramonto o meglio ancora nelle prime ore del giorno, specie quando le temperature sono molto elevate. La pressione dell'acqua, prima di essere erogata, deve essere piuttosto bassa; a tale scopo sarà utile realizzare dei piccoli solchi adiacenti al terreno in cui l'acqua potrà confluire. Se il terreno o l'orto è ampio, un metodo comodo ed efficace è quello a goccia, sia per colture in pieno campo che in giardini e terrazze. Tale impianto eviterà sprechi di acqua e consentirà una sua perfetta distribuzione sulle piante. Esso è acquistabile in tutti i negozi di bricolage e di giardinaggio ed è molto semplice assemblarlo: nel kit sono presenti le tubature, da scegliere a seconda della grandezza dell'area di interesse, che andranno prima interrate e poi collegate alle varie colture attraverso tubicini collaterali fissati con fascette e raccordi. Una volta messo in funzione il rubinetto principale, l'acqua giungerà contemporaneamente alle varie colture. In linea generale, occorre tener presente che un orto o un giardino vanno irrigati a fondo almeno due volte la settimana, aumentando la frequenza nella stagione estiva. Qui di seguito verrà spiegato il procedimento per realizzare con il fai-da-te altri semplici ma efficaci sistemi di irrigazione.

Impianti a bottiglia e con vasi di terracotta

Un semplice impianto di irrigazione fai da te è quello che si avvale dell'uso delle comuni bottiglie di plastica. Prima di procedere con la lavorazione, si dovranno pulire a fondo questi contenitori con acqua e sapone neutro, quindi asciugarli alla perfezione. Il passo successivo è quello di scaldare un ago o delle pinze finissime sopra una fonte di calore, ad esempio una fiamma del fornello. Quando l'ago è bollente, si bucherà con esso ogni tappo della bottiglia; in alternativa si può comunque utilizzare un trapano elettrico. Fatto questo, dopo aver svitato il tappo, si riempiranno di acqua le bottiglie e quindi si posizioneranno sopra le colture capovolgendole e fissandole a tralicci o a sostegni per mezzo di gancetti o di semplice filo di ferro. Nella stagione fredda la quantità di acqua sarà sufficiente per una settimana, mentre in quella estiva le bottiglie andranno svuotate e riempite anche due volte al giorno. Il secondo tipo di impianto sfrutta invece la tecnica dell'irrigazione a goccia. Il materiale necessario è una pentola e un piattino di terracotta della stessa dimensione, del silicone e della carta vetrata a trama grossa. Con la carta vetrata si andrà per prima cosa a levigare il bordo della pentola e anche del piattino, levando poi ogni traccia di polvere. A questo punto si provvederà a posizionare sopra la pentola il piatto. Quando le due parti combaciano perfettamente, andranno opportunatamente sigillate con il silicone. Sopra il piatto, nel centro, tramite un trapano si eseguirà un foro. Ora non si dovrà fare altro che mettere tale dispositivo nella zona interessata e riempire la pentola di acqua. Una volta capovolta, funzionerà da impianto irrigatore e fornirà una quantità costante ed uniforme di acqua al terreno. Come per il precedente impianto, la pentola andrà fissata capovolgendola ad un supporto per mezzo di ganci o filo metallico.

Impianti a tubo soaker

Un altro semplice impianto di irrigazione fai da te è quello che utilizza i tubi di plastica soaker. Il materiale che occorre è di facile reperibilità; basteranno un tubo flessibile della lunghezza necessaria, un tappo che si adatti alla sua circonferenza e un trapano elettrico. Con il trapano si andranno a fare dei buchi a distanza regolare lungo tutto il tubo, avendo cura che quelli superiori non coincidano con quelli sottostanti. Ad una estremità del tubo flessibile andrà fissato il tappo. L'operazione successiva è quella di scavare un piccolo solco che vada a coprire tutto il perimetro dell'area da irrigare e inserire in questo il tubo, che andrà infine collegato al rubinetto principale. Dopo che è stata aperta l'acqua, questa andrà a scorrere attraverso il soaker e bagnerà il terreno attraverso i buchi precedentemente praticati, mantenendo drenata la terra per almeno una quarantina di minuti e andando ad agire specificatamente sulle radici delle colture. Grazie a questo tipo di impianto, sia avrà inoltre un notevole risparmio di acqua, anche fino al 70%.

Impianti con letto rialzato

Per realizzare un impianto di irrigazione a goccia di questo tipo, bisognerà posizionare dei tubi in PVC in modo che formino un quadrato che circondi l'area delle colture. Ogni quattro o cinque metri di tubo andranno quindi posizionati dei raccordi che serviranno a collegare le varie sezioni. Ad ogni terminazione del tubo verranno installate le corrispettive valvole manuali, in dotazione all'acquisto dei tubi, così da permettere lo scorrimento dell'acqua all'interno di essi. A tali valvole verrà poi collegato un tubo flessibile che porterà l'acqua dall'impianto principale. Quando occorrerà irrigare, basterà aprire il rubinetto principale e l'acqua si distribuirà nei vari tubi, sgorgando in prossimità delle radici delle piante attraverso le valvole.

Impianti a goccia con timer e riduttore di pressione

In ogni impianto a goccia è possibile installare un timer, ovvero un piccolo dispositivo in grado di programmare la quantità e la frequenza delle varie irrigazioni. Oltre al timer si può anche pensare di aggiungere un filtro per la depurazione dell'acqua, in modo da renderla più pulita e quindi salutare sia per l'orto che per le piante da giardino. Una volta fatto questo, si provvederà all'installazione di uno specifico riduttore di pressione dell'acqua, che servirà a regolare il flusso e la forza dell'erogazione, così da evitare sprechi idrici e danni ai vegetali. A tale dispositivo va poi collegato un tubo flessibile di plastica o in PVC che non superi tuttavia gli ottanta-novanta metri di lunghezza complessiva, perchè a tali misure la pressione dell'acqua scende in maniera esponenziale e la riuscita dell'irrigazione sarebbe seriamente compromessa. Quando occorrerà effettuare una sessione di irrigazione, si andrà a regolare il timer secondo le impostazioni desiderate e l'impianto partirà e si arresterà automaticamente.

Domande frequenti

  • Qual è il momento migliore della giornata per irrigare il giardino?
    È consigliabile irrigare dopo il tramonto o nelle prime ore del mattino, specialmente durante le giornate calde. Questo approccio minimizza l'evaporazione dell'acqua, garantendo che le radici assorbiscano l'umidità necessaria. Inoltre, bagnare il terreno anziché foglie e fiori previene la proliferazione di funghi e parassiti, che prosperano nell'umidità stagnante sulle parti aeree delle piante.
  • Come funziona un impianto di irrigazione fai da te con bottiglie di plastica?
    Si realizzano piccoli fori sui tappi delle bottiglie di plastica usando un ago caldo o un trapano. Si riempiono le bottiglie d'acqua, si avvitano i tappi e si capovolgono, fissandole a sostegni vicino alle colture. L'acqua fuoriesce lentamente dai fori, irrigando direttamente il terreno. In estate, il rifornimento può essere necessario due volte al giorno, mentre in inverno basta una volta a settimana.
  • Cosa sono i tubi soaker e quali vantaggi offrono?
    I tubi soaker sono tubi flessibili perforati che vengono interrati o posati sul suolo lungo il perimetro delle colture. L'acqua esce dai fori bagnando direttamente il terreno circostante, agendo specificamente sulle radici. Questo sistema offre un notevole risparmio idrico, fino al 70%, poiché evita l'evaporazione e il ruscellamento tipici dell'irrigazione tradizionale, mantenendo il suolo costantemente drenato.
  • A cosa servono il timer e il riduttore di pressione in un impianto a goccia?
    Il timer automatizza l'irrigazione, programmando durata e frequenza delle annaffiature per garantire costanza senza intervento umano. Il riduttore di pressione regola il flusso dell'acqua proveniente dalla rete idrica, prevenendo danni alle piante e agli impianti causati da pressioni eccessive. Entrambi i dispositivi ottimizzano l'efficienza idrica e proteggono la salute vegetale dagli stress legati a un'erogazione irregolare o troppo vigorosa.
  • Quanto spesso bisogna irrigare un orto o un giardino?
    In linea generale, un orto o un giardino richiedono irrigazioni profonde almeno due volte a settimana. Durante la stagione estiva, quando le temperature sono elevate e l'evaporazione aumenta, è necessario incrementare la frequenza delle annaffiature per assicurare alle piante l'idratazione sufficiente a sopravvivere e produrre efficacemente. L'obiettivo è sempre bagnare profondamente le radici evitando ristagni superficiali.

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